La miglior temperatura per correre una maratona

In tutte le gare ci sono fattori variabili che possono decidere le tue prestazioni. Fra questi, uno dei più importanti è la temperatura esterna

Quando Eliud Kipchoge tentò per la prima volta di correre la distanza della maratona sotto le 2 ore una parte dello sforzo organizzativo si concentrò sulle condizioni ambientali. Non è un mistero che, a prescindere dalla preparazione dei runner, la temperatura e il meteo siano fattori variabili che possono influire sensibilmente sulla prestazioni e quindi sul risultato finale.
In quell’occasione si scelse di correre al mattino presto e su un circuito – quello di Monza – che per conformazione e localizzazione garantiva le migliori condizioni. La scelta dell’ora, congiuntamente con le buone previsioni meteo, fu fatta per poter controllare anche altri fattori come l’umidità e il vento.

Ci si può preparare con determinazione e precisione a ogni gara ma ci sono fattori variabili che non dipendono dalla nostra volontà e che spesso possono incidere sulla prestazione finale.

Fra tutti questi fattori ve ne sono alcuni di più importanti: la temperatura può pesare moltissimo, specie quando si attesta su valori molto bassi o, peggio ancora, molto alti. La maratona delle recenti Olimpiadi di Tokyo per esempio è stata corsa in un clima molto caldo e umido, condizioni che hanno decretato la rinuncia di diversi atleti. E se dal freddo ci si può proteggere, contro il caldo non si può fare molto, anzi niente.

Qual è la temperatura ideale?

Per capire come fossero collegati il meteo alle prestazioni in gara, i ricercatori hanno analizzato 1.258 gare tenutesi fra il 1936 e il 2019 (includendo maratone, 50K, 20K, 10.000m, 5.000m e 3.000m) e incrociando i risultati con i dati delle stazioni meteorologiche locali.
Rullino i tamburi perché questa poderosa analisi ha permesso di giungere alla conclusione che…

La miglior temperatura per correre una maratona si attesta nell’intervallo fra i 10 e i 17,5°C di temperatura dell’aria.

Ogni valore inferiore ma soprattutto superiore decreta un peggioramento delle prestazioni.

Appesi a una previsione (meteo)

Purtroppo il meteo è per natura variabile e spesso le gare sono in stagioni intermedie, per sfuggire al freddo eccessivo dell’inverno o al caldo insopportabile dell’estate. Il problema è che proprio in queste stagioni il clima è estremamente variabile. Non è detto insomma che a novembre a New York ci sia freddo o a ottobre a Berlino il tempo sia mite. Può capitare che faccia molto freddo o anche molto caldo, ed è davvero l’unica cosa che, anche a fronte di una preparazione perfetta, nessuno può controllare, nemmeno i più forti.
Come nella vita, durante una gara gli imprevisti sono sempre in agguato, anche se ci si è preparati alla perfezione.
Da oggi però sai che se quando gareggerai la temperatura sarà fra i 10 e i 17,5°C ti troverai nelle condizioni migliori per fare il tuo personal best.

(Credits immagine principale: lzf on DepositPhotos.com – Via Running Magazine)

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