Aleksandr Sorokin e il suo nuovo record sulle 24 ore

Il record che ha stabilito è incredibile, almeno tanto quanto la sua storia

Tempo di lettura: 2 minutiNella notizia del record di percorrenza sulle 24 ore stabilito da Aleksandr Sorokin lo scorso fine settimana ci sono almeno due storie: la prima è quella del record stesso e la seconda è quella della storia di chi l’ha stabilito.

Per meglio capire il contesto, stiamo parlando di un record che resisteva da ben 24 anni, cioè da quel 1997 quando Yiannis Kouros corse per 303,5 km, coprendo una distanza che molti consideravano insuperabile. È successo invece che domenica scorsa il lituano Aleksandr Sorokin è riuscito in Polonia a correre per 309,4 km nello stesso tempo, battendo di ben 6 km il greco Kouros, anche noto come il Dio della Corsa.

La distanza sulle 24 ore è una delle più ambite perché misura i limiti umani e li sposta sempre oltre. Eppure fino a pochi giorni fa pareva che quei limiti fossero invalicabii: a novembre 2020 aveva tentato di oltrepassarli anche Kilian Jornet, salvo poi doversi ritirare per problemi fisici. Eppure è evidente che si tratta di una gara – per quanto o forse proprio perché estrema – che sollecita l’immaginazione e la sfida dei più forti ultrarunner.

La storia di Aleksandr Sorokin

Come dicevo prima, in questa notizia ci sono due storie, e la seconda e più ispirante è forse quella del suo protagonista. Aleksandr Sorokin infatti, fino a meno di 10 anni fa, non avrebbe mai potuto prevedere cosa gli avrebbe riservato il futuro. Il suo stile di vita anzi, avrebbe lasciato presagire sviluppi diametralmente opposti: fumatore, bevitore e fuori peso, Sorokin era candidato più probabilmente al reparto di cardiologia che alla pista di atletica. Invece qualcosa gli scattò nella testa e decise improvvisamente di abbandonare tutte le cattive abitudini e trasformarle in una nuova dipendenza, ma buona: quella dalla corsa.

Il 2021 gli ha detto benissimo sin qui. Oltre allo straordinario record sulla 24h, Sorokin ha stabilito lo scorso aprile altri due record stellari: ha coperto la distanza di 100 miglia in 11h 14′ 56″ e, visto che c’era, ha fatto anche il record del mondo sulle 12 ore correndo per 170,4 km.

Come ce l’ha fatta? Sicuramente grazie a un fisico e a una volontà granitiche ma anche grazie a un regime di allenamento che, viste le distanze, puoi immaginare essere piuttosto robusto: Sorokin si allena infatti due volte al giorno per un totale di 260 km a settimana, intervallando le sedute di corsa pura con sessioni di interval training.

Dovremo aspettare altri 24 anni per vedere infrangere questo record? Magari sarà lo stesso Sorokin a “battersi”, in un futuro prossimo. Del resto è uno specialista nello stupire.

Interval training: correre meno per correre più veloce

 

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