Le scarpe da running più economiche

Tempo di lettura: 5 minutiIn questi giorni si è molto parlato della insensata corsa all’accaparramento delle scarpe da running (anche se è più corretto definirle semplicemente “sneaker”) di LIDL. Ne avevamo già parlato a luglio ma ora, evidentemente, LIDL ha immesso sul mercato una nuova partita che è stata bruciata in pochissimo tempo. Tralasciando la calca che ha creato – non attribuibile a LIDL stessa ma solo alla mancanza di senso di responsabilità di chi ha deciso che non poteva vivere senza un paio di scarpe da 13 euro (che poi rivenderà su Ebay a 50 o 100 euro, non siamo nati ieri) – ci siamo chiesti quali fossero le scarpe più economiche che si possono trovare in vendita.

A dir la verità un post che parlava di scarpe di Decathlon a poco prezzo pubblicato sul club di RunLovers su Facebook (sei già iscritto, vero?) ci ha fatto venire la curiosità. Se Decathlon vende scarpe che costano addirittura di meno di quelle LIDL, quanto poco possono costare delle scarpe da running?

Non ci infileremo in considerazioni sul prezzo di una scarpa che, allo stato dell’arte, ha un costo industriale che ragionevolmente non può scendere sotto certe soglie. La nostra è più che altro una curiosità. Anche perché, non nascondiamocelo, parte di chi inizia a correre non vuole investire molto, non avendo la certezza di continuare a farlo. È quindi probabile che sia disposto a spendere poco. Ma quanto poco e a che prezzo, intendendo: cosa compra per quel poco che spende?

Quanto costa davvero una scarpa da running?

La classifica

Abbiamo messo in ordine crescente le offerte trovate su Amazon, Decathlon e Zalando, considerando insomma i posti dove si può acquistare online a cui è più probabile che le persone si rivolgano. Sono prezzi normali, cioè non fanno parte di qualche campagna promozionale. Può capitare infatti di trovare scarpe anche di grande qualità a prezzi scontatissimi ma si tratta di casi isolati e che comunque non presentano mai prezzi più bassi di una certa soglia. Questi invece sono prezzi ordinari, nel senso che li puoi trovare tutto l’anno.

POLPqeD Sneakers: 0,69 € – 2,46 €

In vendita su Amazon, nome impronunciabile, produttore sconosciuto, descrizione abbastanza vaga (la tomaia è in generica “maglia”), hanno un prezzo davvero sconvolgente, nel senso che ci manca poco che ti offrano dei soldi per comprartele.

Esteticamente non sono neanche male e hanno la didascalia: la scritta “Sport” sull’intersuola ti ricorda per cosa te le sei comprate.

Oyedens: 0,99 € – 9,99 €

Ancora su Amazon puoi trovare queste Oyedens. Confesso di non aver mai sentito parlare di questa marca ma con pochi euro puoi acquistare un design un po’ più aggiornato e “ispirato” alle sorelle blasonate (il design dell’intersuola ricorda quello delle New Balance o delle adidas stampate in 3D, ovviamente senza aver niente a che fare con quelle tecnologie avanzatissime). L’allacciatura è molto più ricercata e, onestamente e sempre valutandole da una foto, non sembrano male.

Come avrai notato, i prezzi di queste super-economiche sono variabili: un’altra loro caratteristica che non sposta molto i pesi economici, dato che parliamo sempre di cifre modeste.

Daoope: 2,19 € – 4,09 €

Non ho molto da dire al riguardo. Sono catalogabili come scarpe da running (più sneaker, a occhio) e hanno una tomaia in un laconico “sintetico”. Sono in questa posizione solo perché il loro prezzo base è addirittura di 2,19 euro.

Decathlon RUN 100: 11,99 €

Di certo costano poco, addirittura meno di quelle del Lidl. Altrettanto certo è che per un prezzo del genere non puoi pretendere tecnologie avanzate: la tomaia è in poliestere ma l’intersuola e in EVA. Niente di stratosferico e di non già utilizzato nelle scarpe da running da decenni. Gli va riconosciuta l’onestà nella descrizione: “per chi vuole correre una o due volte alla settimana, fino a 30 minuti”.

Colore unico che non lascia molta espressività all’estro di chi le indossa, costano il minimo necessario, davvero. Però pesano pochissimo: 180 g!

LK LEKUNI: 21,99 €

Parliamone: a me le LK LEKUNI non spiacciono per niente. Il colore è bello, il disegno dell’intersuola meno ma poco conta: per 22 euro davvero non si può pretendere altro. La tomaia pare di discreta fattura e ricorda il Flyknit di Nike. Le trovi su Amazon.

In vendita su Zalando, sono oneste scarpe total black. Curiosa la descrizione che riguardo alla punta dice che è tonda. Ok.

adidas Performance Duramo: 34,99 € (in promozione)

Per arrivare ad avere una scarpa di marca bisogna essere disposti a spendere 35 euro, anche se in realtà a prezzo pieno parliamo di 50 euro.

Questo è un classico esempio di scarpa blasonata ma a poco prezzo. Come mai? La tomaia è in un mesh non particolarmente complicato da produrre e l’intersuola non è in Boost, cioè il materiale proprietario adidas con cui sono fatte le intersuole dei modelli di punta.

Il che non toglie che possa essere una scarpa valida: basta sapere che è fatta con tecnologie un po’ datate, tutto qua.

Quanto costa una scarpa vs quanto dovrebbe costare

Una scarpa da running ha un contenuto tecnologico molto elevato. Comprando modelli di ultima generazione non si paga solo un oggetto con cui correre ma anche la ricerca e sviluppo che hanno portato a quel risultato tecnologico, oltre che il marketing, chiaramente.

Certe scarpe dal costo bassissimo quindi sono “scontate” di una grande parte di costi industriali che sono già stati assorbiti nel tempo. Premesso che ci sono alcuni modelli che – almeno apparentemente – non sembrano neanche male, le tecnologie con cui sono fatte le scarpe economicissime sono datate e, quindi, il loro costo è già stato ammortizzato.
Ciò non toglie che ci siano alcuni modelli il cui prezzo è decisamente “insane”, per dirla come gli americani. Che alcune scarpe costino pochi euro (a volte UNO solo) non ha nessuna giustificazione economica. O meglio, ce l’ha ma, azzardo, non deve essere molto edificante.

Considera infine che alcuni modelli, soprattutto recentemente, hanno un costo che considera anche l’impatto ambientale e il tentativo di ridurlo. Le On Cyclon, per esempio, proposte in abbonamento e continuamente rinnovate, hanno lo scopo di ridurre al minimo la produzione di scarti sia in fase di produzione che di smaltimento. Un po’ come sta cercando di fare Allbirds.

Se vuoi impattare il meno possibile sull’ambiente, insomma, devi spendere.

Allbirds Tree Dashers, le scarpe da running (quasi) a impatto zero

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Martino Pietropoli
Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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