Quanti tipi di corsa esistono? Ecco cosa devi sapere

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Si fa presto a dire corsa! Ma quante diverse tipologie di attività possiamo raggruppare sotto questa categoria? Quanti tipi di corsa esistono? E sono davvero comparabili? Basta mettere un piede davanti all’altro per poter dire di fare una corsa? No, veramente e tecnicamente no, ciò che distingue la corsa da una camminata è il volo. Sul serio, non sto scherzando, la differenza tra il camminare, il marciare e il correre è quel momento in cui tutto il corpo resta in aria.
Però questa è la definizione letterale, ma sappiamo benissimo che il mondo della corsa è un universo variegato e ricco di sfumature con differenze abissali. Le differenze tra correre i 100 metri, una mezza maratona e un ultra trail sono enormi tanto che si potrebbero quasi considerare sport diversi.
In questo articolo ti regaliamo un biglietto per un viaggio, un sorvolare leggero sul mondo in cui i runners si sentono a casa.

Corse di velocità e corse di resistenza

Iniziamo a parlare di tipi di corsa introducendo la più grande suddivisione che si possa fare. Questo confine segna una linea di demarcazione molto importante, uno spartiacque che distingue e delinea due modi di correre completamente diversi tra loro.
Ci sono due elementi che siamo convinti siano comuni a tutte le diverse categorie di corsa: la centralità delle gambe nell’attività e l’importanza delle scarpe come strumento. Ma le prime grandi differenze tra corse di velocità e corse di resistenza sono proprio le scarpe molto diverse e il modo in cui il nostro organismo affronta l’attività.

Facciamo un po’ d’ordine e iniziamo a capire quali discipline possono essere inserite nella famiglia della corsa di velocità e quali in quella di resistenza.

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Corse di velocita

  • 100 m piani, 110 m ostacoli (maschile), 100 m ostacoli (femminile)
  • 200 m piani
  • 400 m piani

Corse di resistenza

  • 800 m piani, 1500 m piani, 3000 m piani, 3000 siepi
  • 800 m piani, 1500 m piani, 3000 m piani, 3000 siepi
  • 800 m piani, 1500 m piani, 3000 m piani, 3000 siepi
  • Corsa campestre:10 km
  • Corsa su strada:
  • Podistiche (in genere da 7 a 12 km),
  • Mezza maratona 21,097 km
  • Maratona di 42,195 km
  • Ultramaratona oltre i 42,195 km
  • Corsa in montagna
  • Corsa a orientamento
  • Skyrunning
  • Trail running:
  • Ecomaratona di 42,195 km
  • Ultratrail oltre i 42 km

Oltre al dettaglio delle scarpette chiodate da usare in pista il nostro corpo per approcciare le due diverse tipologie di corsa usa in modo diverso fonti energetiche diverse.
Nelle corse veloci lo sforzo predominante è anaerobico in quelle di resistenza è aerobico. Nel primo caso l’impatto con il fisico è molto diverso, anche solo esteticamente si vede che la muscolatura dei velocisti è molto sviluppata per poter dare il massimo in pochissimo tempo.

tipologie di corsaL’atletica e la corsa come sport di squadra

Anche nel nostro paese per fortuna negli ultimi anni la corsa è diventata uno sport per molti, nonostante il predominio di altri sport sia molto forte.
Spesso si associa la corsa al dimagrire o al fare uno sport apparentemente poco impegnativo per mantenersi in forma; o a una parte dell’allenamento finalizzata al miglioramento delle performance in altri sport.
Mediamente l’immagine del runner è quella di un adulto, solo o con pochi amici, visto che non è facile fare allenamenti che vadano bene per tutti e anche in gara spesso ci si perde perché ognuno possa mantenere il suo passo.
Eppure, soprattutto per le corse di velocità, non è sempre così e negli anni i bambini che si avvicinano a questo sport (magari proprio perché vedono la mamma o il papà correre) sono sempre di più.
Flotte di bambini viaggiano insieme nei weekend per affrontare corse campestri, gare di atletica su pista, magari staffette dove davvero si corre in squadra nel senso più letterale del termine.
Che si sfoci poi nell’atletica leggera o che si approdi alle classiche su strada è un dettaglio secondario davanti alla soddisfazione di vedere che non è sempre necessario avere un pallone per sognare di diventare campioni insieme ai propri amici.

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Correre in una festa: Deejay Ten

È stato un lungo percorso quello che ha portato la corsa a diventare uno sport di massa. Molto del merito va dato a chi ha cambiato il vestito a questa disciplina che per molto tempo è rimasta di nicchia (e forse troppo seriosa). È vero che noi runner quando decidiamo di prendere seriamente un allenamento o una gara diventiamo quasi militari, ossessionanti dal tempo, dalla tecnica, dai cardiofrequenzimetri e dal voler dare sempre il meglio. C’è qualcuno però che ha deciso di portare la propria professionalità ed esperienza a servizio di una corsa che sappia anche far divertire le persone.

Un esempio per tutte è la Deejay Ten. L’idea di Linus, il direttore artistico di Radio Deejay, era quella di creare una festa nella quale si corre. Dopo molte edizioni i risultati attuali sono stati e sono tuttora sorprendenti. Ogni anno la Deejay Ten si corre in 4 città: Milano, Roma, Firenze e Bari.
La gara, non competitiva, è sempre di domenica mattina ma la festa dura tutto il weekend nel Deejay Village, dove gli sponsor organizzano feste, balli, giochi a premi, sessioni di allenamento.

Se si riesce a comprare il pettorale in tempo prima che si esauriscano, si può scegliere se correre la 5 o la 10 chilometri. La DeejayFive è proprio una festa, ci sono bambini, mamme con i passeggini (che però corrono, eh) e famiglie che affrontano insieme questa avventura. Nella DeejayTen il clima è un po’ più serio ma non serioso, si respira l’aria di una grande famiglia che fa qualcosa insieme cercando di farlo al meglio.

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Corse ultraresistenti

Senza nulla togliere a mezze maratone e maratone dedichiamo un po’ di tempo a gare un po’ più particolari.

Tra le corse di resistenza più dure da affrontare, oltre a quelle in ambienti avversi come le gare nel deserto, ci sono le ultratrail.
Riassumendo sono gare che si svolgono in montagna con dislivelli molto impegnativi in percorsi molto lunghi.
Una delle regine di questo tipo di corsa è l’Ultratrail du Mont Blanc. Attraversando 71 ghiacciai e circa 400 vette si percorrono 170 km con un dislivello di 10.000 metri. Il tempo limite è di 46 ore e il tetto massimo di partecipanti e fissato a 2300 atleti.

Se questa non basta c’è anche la Iditaroad Trail Invitational che si corre in Alaska in pieno inverno con temperature che arrivano fino a meno 50 gradi e la lunghezza e di 1770 km.

Tornando a casa nostra e a percorrenze un po’ più umane è un obbligo e un onore citare la 100 km del Passatore, una splendida gara che dal 1969 si svolge nella zona del San Giovese e del Chianti tra le terre di Toscana ed Emilia. Gli Appennini garantiscono dislivelli impegnativi ma anche scenari bellissimi per chi decide di affrontare questa storica impresa.

Ora che il quadro è un po’ più completo correte anche con la fantasia. Una volta individuati i diversi allenamenti nessuno vieta di provare più discipline e modi di correre possibili, passare da una specialità all’altra.

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Best of you!

Ovviamente l’età, la corporatura, il tempo che si può dedicare all’allenamento sono tutti fattori che se analizzati fanno propendere più verso determinate tipologie rispetto ad altre, ma un tipo di corsa di cui non abbiamo parlato nell’articolo, cioè quella che con stili diversi ci aiuta a affrontare al meglio la vita, ci insegna che non c’è limite al desiderio e allo sviluppo delle proprie potenzialità.
Desiderate di essere uno sprinter o il prossimo vincitore della 100 km del Passatore, e subito dopo iniziate a correre. O meglio iniziate a correre e saranno le vostre gambe a portarvi verso territori inesplorati, verso orizzonti da raggiungere e confini da superare. In quel momento in cui sarete sospesi nell’aria tutto sarà chiaro e quando il piede toccherà di nuovo terra, inizierà il primo passo verso una nuova avventura! Buon viaggio guerrieri.

(Photo by Andreyuu on Depositphotos)

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