Le scarpe veloci, secondo Nike

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Negli ultimi mesi, da bravi “feticisti” quali tutti noi siamo, abbiamo notato un proliferare delle scarpe Nike ai piedi di chi partecipa a ogni competizione: maratone, ironman, mezze maratone, 10K. E, se guardi ai piedi delle prime file, vedrai molte scarpe con l’inconfondibile swoosh dell’azienda di Portland.

Infatti, è evidente che Nike ha fatto un lavoro molto accurato nella sua categoria di scarpe veloci per il running. Un lavoro noto a tutti dal primo evento “Breaking 2” di due anni fa a Monza e culminato con il record sulla maratona segnato da Kipchoge lo scorso ottobre.

Su questi prodotti, caratterizzati dalla schiuma ZoomX all’intersuola, tutti hanno il proprio parere. Infatti, se scorri le opinioni in rete, nei forum e nei vari gruppi, troverai le opinioni più discordanti: da chi le considera “doping meccanico” a chi ne è entusiasta. Passando per i consigli più svariati che nascono da considerazioni – nella maggior parte – teoriche.

Come sempre, cercherò di semplificare al massimo per non annoiarti entrando in tecnicismi superflui ma partiamo subito a vedere di che scarpe stiamo parlando. Innanzitutto le Nike ZoomX Vaporfly Next%, il “bolide” da gara di Nike. Nate per battere i propri record personali, sono caratterizzate da un peso estremamente contenuto e da una piastra in carbonio che corre lungo tutta l’intersuola per ottimizzare il ritorno dell’energia.

A loro si affiancano le Nike Zoom Pegasus Turbo 2, sempre con intersuola ZoomX ma un po’ più “strutturate” e meno estreme. Disponibili, da qualche giorno, anche nella variante Shield, adatte alle giornate invernali e con le condizioni meteo più difficili.

Per farla breve: ho provato questo set di tre prodotti, veloci e molto tecnologici, che partono da una piattaforma comune, l’intersuola ZoomX.

La schiuma ZoomX

Se hai provato un paio di scarpe Nike negli ultimi anni, conosci sicuramente l’intersuola Zoom: ammortizzata, ben bilanciata, non eccessivamente morbida ma nemmeno un mostro di reattività. L’ho sempre ritenuta un ottimo compromesso che rende i modelli che la utilizzano adatti a moltissimi utilizzi. Penso alle Pegasus “tradizionali” o alle Vomero, cavalli di battaglia del brand statunitense, con cui ci puoi fare chilometri su chilometri senza grossi problemi.

Una “X” può fare la differenza? Se parliamo di “Men” o “X-Men”, direi di sì.
E nella stessa maniera vale per Zoom e ZoomX!

La schiuma ZoomX è soprattutto leggera e reattiva. Perde sicuramente una piccola percentuale di morbidezza a favore di una notevole sensibilità e reazioni più veloci. E questo significa un gesto atletico più efficiente con una minore dispersione dell’energia.
Attenzione però, questa mescola ha comunque una buona ammortizzazione che, anziché morbida, definirei dinamica. Ossia si percepisce e si sente che è finalizzata ad avere un “comfort funzionale” anziché a camminare sul morbido, questo per mantenere sempre il piede nella condizione di esprimersi al meglio.

Le caratteristiche di questa mescola, non la posizionano tra le più durature ma – d’altra parte – non ci si può aspettare nulla di diverso. Infatti non nasce per fare 900 chilometri con calma, bensì per farne 500 alla maggiore velocità possibile.

Parlare di tempi ha senso?

Sì, purtroppo questo è il momento in cui dobbiamo fare un piccolo inciso perché, anch’io come tutti, ho letto considerazioni come “se vai a più di 4’/Km, non comprarle!”, oppure “se vai a più di 3’40″/Km, non comprarle!”, ma anche “se vai a più di 3’20″/Km, non comprarle!” (lo capisci come continuerebbe, vero?!).

Per certi versi ha senso fare un distinguo sul piano del passo ma trovo poco utile mettere dei limiti di qualunque tipo. Perché queste scarpe veloci nascono per tutti i runner che vogliono andare veloci ma soprattutto per coloro che hanno tempi di contatto con il suolo bassi e frequenza di passo alta. E, ancora più precisamente, per chi ha una buona meccanica di corsa.

Puoi usarle anche per andare a 5’10″/Km (e, volendo, anche più lento) se sai usarle. Affermare il contrario è come dire che, se compri una Lamborghini Aventador, non puoi andare a meno di 180Km/h. E questo discorso vale soprattutto per le Vaporfly Next%: sono scarpe velocissime nate per chi sa correre e corre veloce.

So che questa affermazione non piacerà a tutti ma è legata strettamente alle caratteristiche della scarpa anziché allo status che può derivare dall’indossarle.

Ma vediamo, nel dettaglio, come sono.

Nike ZoomX Vaporfly Next%: velocità pura

Come ti dicevo, sono le più leggere e le più veloci del gruppo. Pesano meno dei 190 grammi delle precedenti Vaporfly 4% grazie alla una tomaia in VaporWeave, un nuovo mesh leggero e traspirante che ha anche buone doti di resistenza all’acqua.

Per mantenere il paragone automobilistico, mettere ai piedi le Next% è esattamente come entrare in una supercar: pochi fronzoli e zero imbottiture. Ed è esattamente quello che chiedi e ti aspetti da una scarpa come questa. Infatti la sensazione, fin dal primo momento, è che il piede sia attaccato alla suola. Senza nient’altro attorno, grazie anche all’ottima tomaia.

Quando inizi a correrci, l’ammortizzazione dinamica (che ti descrivevo poco fa) e la reattività ti fanno capire che la potenza espressa dai muscoli delle tue gambe si trasferisce direttamente sull’asfalto. In aggiunta la piastra in carbonio contribuisce a rendere la dinamica della rullata e, secondo Nike, serve a ridurre la perdita di energia dovuta alla flessione delle dita. E sì, sembra proprio sia così.

Ti viene voglia di spingere quando le hai ai piedi, senti che le gambe vanno, ti diverti.

Nonostante il drop “tradizionale” da 10mm, le Vaporfly Next% sono scarpe che spingono a correre con un appoggio molto proiettato in avanti e, anche per questo, risulta davvero difficile controllare la velocità. Come puoi immaginare, nei test cerco sempre di testare la dinamica delle scarpe ai diversi ritmi, da 3’30″/Km fino a 6′-6’30″/Km: con le Next% è estremamente difficile andare piano.

Il supporto, poco, c’è dove serve ma è estremamente importante con questa scarpa che tu abbia una buona dinamica di corsa. Se sei un “tallonatore folle”, la tua propriocezione non è al massimo, il tuo piede non è molto reattivo, forse dovresti orientarti verso un altro modello.

Esteticamente c’è poco da dire: sono bellissime e le fanno pure rosa. Serve aggiungere altro? Non credo.

Ricorda inoltre che queste sono scarpe da gara, non sono fatte per i lenti lunghi. Le Vaporfly Next% sono perfette per alcuni lavori veloci di rodaggio e per capire come vanno, dopodiché le usi in gara. Anche perché la loro durata è limitata e il prezzo non è affatto economico (€ 277 di listino) quindi le usi solo quando serve.

Negli altri casi ci sono le Pegasus Turbo 2.

Nike Zoom Pegasus Turbo 2: lontano, veloci e comodi

 

Le Pegasus Turbo sono chiaramente nate dal matrimonio tra Vaporfly e Pegasus. E, come puoi immaginare, si posizionano proprio in mezzo alle due.
Ereditano infatti l’ammortizzazione dinamica, veloce e reattiva delle Next% ma anche un maggiore comfort e un’impostazione meno estrema.

Appena le indossi percepisci un feeling racing ma sono rassicuranti. Non hanno il “rombo violento” che fa vibrare lo stomaco, tipico di un motore da corsa, e senti che ci puoi correre molti chilometri. Però non confonderle con le Pegasus tradizionali; non lo sono affatto!
Il loro aspetto più tranquillo e meno estremo rispetto alle Vaporfly, infatti, nasconde delle doti prestazionali tipiche delle scarpe da gara. Non a caso, anche le Pegasus Turbo sono realizzate con l’intersuola in ZoomX e ne conservano molte doti dinamiche.

Vanno veloci, sono reattive, leggere e hanno una transizione “tacco-punta” molto veloce. Personalmente le vedo come una validissima alternativa – più democratica ed economicamente affrontabile (€ 181 di listino) – per chi non può sfruttare appieno le Next%.

La tomaia è leggera e traspirante, sostiene dove serve e – tutto sommato – è confortevole. Esattamente come ti aspetti da una scarpa nata per le gare (fino alla maratona) o gli allenamenti veloci e di qualità dove devi lavorare sulla tecnica.

Anche in questo caso, la durata della mescola ZoomX non me le fa immaginare come “la scarpa per qualsiasi uscita”, non avrebbe senso. Le Pegasus Turbo 2 danno il loro massimo quando hai bisogno di velocità, nei lunghi lenti sono un po’ sprecate, a mio avviso.

Nike Zoom Pegasus Turbo Shield: l’ossimoro che funziona

Presentate qualche giorno fa, le Pegasus Turbo Shield nascono per la stagione invernale. Infatti grazie a una tomaia molto più strutturata (in materiale resistente all’acqua) con la chiusura a zip e una tassellatura più pronunciata sono pensate per uscire a correre anche nelle giornate “meno favorevoli”.

Appena le prendi in mano, sei un po’ disorientato: ha senso mettere una tomaia così corazzata su una scarpa che dovrebbe essere leggera? Metto da parte per un attimo questa domanda e infilo le scarpe.

La sensazione è comoda, molto fasciante, con i lacci in velcro che aumentano il supporto. La zip non si sente, mentre la chiusura alla caviglia dà una bella sensazione di sostegno senza mai essere invadente.

E la dinamica?

È la stessa delle Pegasus Turbo 2: reattiva, veloce, divertente. Per questo ha senso questa versione Shield. Perché ti permette di affrontare qualunque condizione meteorologica (su strada, ovviamente), garantendoti sicurezza, comfort e le qualità dinamiche di una scarpa veloce.

In fondo, anche nei SUV si possono trovare delle versioni con motore potente e un bel rombo, no?!

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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

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