Le cose più assurde che ti hanno chiesto sulla corsa

Otto cose che ti sei sentito dire o chiedere quando hanno saputo che corri

Tempo di lettura: 3 minuti

Ore 19:00, aperitivo. La conversazione vira sulla corsa perché un amico – il solito infame – ha detto agli altri che tu corri. E tu sai già come andrà a finire. Hai in testa già tutti gli argomenti e le domande che seguiranno nella prossima mezzora. Eccoli.

1. Hai mai corso a New York?

Allora, distinguiamo: correre a New York è una cosa, correre la Maratona di New York è un’altra cosa. Evidentemente molti credono che ne facciano una al giorno là, come una specie di attrazione turistica, tipo il giro col bus scoperto per Roma. No, ne fanno solo una all’anno. Fine.

2. Hai mai vinto a New York?

Questo è già un interlocutore più evoluto perché almeno sa che la maratona è una ed è una volta all’anno. L’illusione di poterci parlare ragionevolmente sfuma però subito. Verrebbe voglia di rispondergli “Su 52.000 runner di media quante possibilità ho di averla vinta? Non so, fino a un anno fa manco correvo, prova a indovinare” ma ti diverti di più a vedere che prova a fare un calcolo delle probabilità e allora lo aiuti, e gli dici “Praticamente zero. Anzi fai proprio zero”.

3. Ma allora perché lo fai?

Allo stupore che si possa fare qualcosa senza vincere niente, l’amato interlocutore oppone questa osservazione. È incomprensibile fare tanta fatica per niente, neanche per una coppa di consolazione. Allora ti intenerisci e gli dici “Ma ti danno la medaglia alla fine” e lui è contento e se ne esce dicendo “Ma allora ne val la pena, bella una medaglia”. Ma la gioia dura poco: “Sì, ma comunque la danno a tutti”. Ora è davvero contrariato: “Ma se la danno a tutti allora non vale” “Certo che vale, è una medaglia di partecipazione, non la danno a chiunque, la danno solo a chi ha corso”. Ma ormai il danno è fatto e il morale dell’amico è compromesso: “Sì ma non è la stessa cosa, cioè così sono capaci tutti”. “Allora alla prossima ci andiamo assieme, che ne dici?” gli fai tu. Ma ormai è sconsolato e non capisce nemmeno più che stai scherzando.

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4. Una 10k è una maratona

Per chi non corre, una 10k o una mezzamaratona sono l’equivalente di una maratona. Se fai una 10k per loro hai fatto una maratona. Probabilmente perché non hanno idea della differenza e perché non l’hanno, appunto, mai corsa. 10, 21 o 42 chilometri equivalgono a un’unica distanza: troppo.

5. Se piove come fai?

La tentazione di rispondere “Corro con l’ombrello” è fortissima, lo so. Poi ti ritrovi sempre a dire “Me la prendo, cosa vuoi farci? Tanto già sudo, comunque sono bagnato”. Ma lui non molla: “E se ci sono dei lampi?” “Evito di andare a proteggermi sotto un albero”. Taaac, fregato.

6. Gli africani sono i più forti

Questa l’ha sentita in qualche trasmissione televisiva e se la gioca con grande sicurezza. Ti vedi costretto a dirgli “È vero, son davvero fortissimi”. Eviti accuratamente di specificare che dire “Gli africani sono i più forti” è come dire che tutti gli spagnoli mangiano paella o che in Italia è obbligatorio saper giocare a calcio. No, lasciamoglielo credere, anche perché in effetti è vero. “Salvo che – gli dici diabolicamente – un italiano ha vinto due volte di fila a New York”. E lasci cadere il microfono immaginario.

7. Tutti quelli che corrono si fanno male

Beh, partiamo dal presupposto che muovendoti e correndo statisticamente sei più esposto agli infortuni, esattamente come è probabile che un giocatore di rugby a fine carriera non abbia più un osso intero. Però ce ne sono tanti che non si fanno mai male, magari perché corrono meglio. E comunque non portare sfortuna, grazie.

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8. Mio cugino ha delle scarpe che lo fanno andare più veloce di Bolt

Deve essere uguale a mio cugino che una volta è morto e dopo tre giorni è risorto. Guarda, uguale uguale a mio cuggino.

Tutte queste domande e questi brandelli di conversazione sono capitati a chiunque prima o poi. In parte sono originati da una genuina curiosità nei confronti di ciò che non si conosce, in parte vogliono soddisfare una domanda di fondo: perché lo fai? Perché corri? E nascondono anche una certa invidia: si sa che fa bene e io, non correndo, sono infastidito dal fatto che tu ci riesca.

Non manca quasi mai quello del paese che correva sempre. “Lo chiamavamo ‘il matto che corre’”, ci tiene a precisare l’adorabile interlocutore.
Già, siamo gente strana, no? Facciamo una cosa che non ha senso, non abbiamo mai vinto a New York e se piove andiamo lo stesso a correre.
Siamo davvero dei matti.

E tu, cosa ti hanno detto/chiesto di assurdo sapendo che correvi?

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

16 COMMENTI

  1. Ma non ti stanchi a correre tanto?
    Si chiama allenamento, quando sei allenato, non ti stancbi tanto, a correre.
    Ma corri anche in salita?
    Eh, se vuoi andare avanti… Però poi c’è anche la discesa.
    Ma non ti viene il fiatone?
    Solo sopra i venti all’ora..😂

  2. Io a 14 anni ne ho fatte tante di maratone…
    Guarda, bisogna essere maggiorenni per partecipare ad una maratona.
    Mi portava mio papà.
    Ah beh allora…

  3. Mio papà (l’antisport per eccellenza): ma guarda che non te l’ha mica prescritto il medico, eh!
    E quando racconto dei miei progetti a lungo termine “ma prima o dopo smetterai, no? Mica correrai per sempre?”
    🤦🏼‍♀️ 🤦🏼‍♀️🤦🏼‍♀️

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