I motivi per assumere un runner

Gli skills del runner, applicati nel lavoro e nella vita

Tempo di lettura: 5 minuti

Riceviamo questo bel contributo da Giulia Panna che, oltre a essere una runner, si occupa di risorse umane. È una bella riflessione – scritta in linguaggio “tecnico” – sulle caratteristiche che hanno molti runner e che sono utili nel lavoro e nella vita. Buona lettura!


 

Mi occupo di soluzioni per aziende a livello di risorse umane e gestione dei talenti da ormai quasi 6 anni, e da due ho iniziato la mia avventura da runner, o meglio, runlover.
E proprio durante una delle mie corse, mi sono ritrovata a pensare a quali nuovi skills questa attività mi ha trasmesso o ha potenziato, e a come questi stiano impattando di conseguenza la mia professionalità e vita privata. Ho pensato poi, alla nuova persona che cerchiamo per il mio team e che vorrei rispecchiasse un po’ queste caratteristiche… stai a vedere che tra i requisiti dovrei magari inserire: “Runner”?
Ecco gli skills che un runner possiede e i motivi per cui anche tu dovresti volerlo nel tuo team!

Capacita di lavorare per obiettivi e orientamento al risultato

Una maratona non si può improvvisare. Ci sono programmi, tabelle e allenamenti da seguire, non ci sono scorciatoie: per ottenere il risultato voluto, bisogna sudare. Non tutti gli allenamenti poi saranno sempre i nostri preferiti, ci saranno lunghi, ripetute, lenti. Ma un runner sa che ognuno di essi è mirato ad allenare qualcosa di specifico: velocità, resistenza, fiato, quindi non li salterà.

Nel mondo del lavoro questo vuol dire sviluppare flessibilità nel ricoprire anche quelle attività che non sono parte della “job description” ma che ci aiuteranno a ottenere il risultato, con costanza, senza lasciarsi distrarre e nonostante le difficoltà.

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Self-motivation

Chi corre ha sempre un motivo per farlo. È una spinta che viene da dentro perché, in fondo, quando corri puoi contare solo su te stesso, sulle tue gambe, sul tuo fiato. Questa motivazione, qualunque essa sia è la chiave che porterà il runner a uscire da casa anche quando è buio, è freddo, è tardi. Se lo ripeterà spesso questo motivo, come un mantra. Ma non sarà sempre motivato a correre, deve quindi imparare l’arte della disciplina. E questo mi porta al prossimo punto…

Disciplina e Determinazione

Il runner spesso punta la sveglia alle 5, prima che il sole sorga. Ha preparato l’abbigliamento la sera prima, farà la colazione giusta e si allaccerà le scarpe nonostante una parte di sé gli stia dicendo di tornare a letto, perché il resto della città dorme ancora, e perché lo aspetterà una giornata dura. Ma il runner allaccerà le scarpe, uscirà da casa e inizierà a correre. Con la pioggia, la neve, il sole cocente, le zanzare. Il runner correrà.

Allo stesso modo correrà la sera dopo una stancante giornata al lavoro, sacrificherà qualche aperitivo o qualche serie tv, ma correrà. Al buio, nonostante la fame e la spossatezza dopo una lunga giornata.

Chi non vorrebbe avere un collega con queste caratteristiche nel suo team?

Spirito di collaborazione ed empatia

Nonostante la corsa possa sembrare a primo impatto uno sport individuale, basterà leggere un qualsiasi articolo su questo spazio o partecipare a una qualsiasi gara per rendersi conto che così non è. Il runner spesso va ad allenarsi – anche quando proprio non ce la fa – per non deludere l’amico di allenamenti che lo aspetta. La staffetta poi, allena la capacità di lavorare in team, di spronarsi a vicenda, di conoscere i punti di forza e di debolezza dell’altro e lavorare su questi.

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Non posso contare tutte le volte che ho sacrificato un personal best per correre assieme a un amico e tutte le volte che qualcun altro lo ha fatto per me. Solo per il piacere di correre assieme.

E questo non succede solo a livello amatoriale, come dimostrano le immagini che abbiamo visto tutti dove qualcuno, a un passo dalla finish line, si ferma a sollevare qualcuno da terra o ad accompagnare un compagno oltre la linea. Lo fa perché sa quanti allenamenti e quanta fatica sono costati all’altro e sa quanto ci tiene a finire. Ecco l’empatia.

Un candidato runner probabilmente si fermerà a chiedere ai colleghi se hanno bisogno di aiuto prima di uscire dall’ufficio. Saprà cosa vuol dire lavorare in gruppo e spronarsi a vicenda per la realizzazione degli obiettivi, siano essi di team o individuali.

Autocontrollo e resistenza allo stress

Il runner spesso rinuncerà a quel mojito in più qualche settimana prima della gara o andrà a letto presto la sera perché: “ho un lungo domani”. Alzi la mano poi, chi non si è mai infortunato, anche lievemente, durante la preparazione di una gara. Questo insegnerà al runner la pazienza, il saper modulare gli allenamenti in base ai bisogni del proprio corpo in quel momento e – perché no? – anche il sapersi fermare e il saper ricominciare.

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Nella mia esperienza lavorativa ho imparato che queste sono abilità molto ricercate dalle aziende. Un professionista in grado di gestire lo stress nei momenti di cambiamento, durante una scadenza, un professionista in grado di delegare e di accettare le sconfitte, imparando dagli errori e ripartendo più forte di prima é sicuramente un asset.

Avrai sentito parlare prima o poi del famoso “hitting the wall”, se non lo hai fatto ti consiglio di guardare il film: Run Fatboy run. Dopo una certa distanza, il tuo corpo e il tuo cervello inizieranno ad andare in direzioni opposte. “Che cosa fai? Sei impazzito? Fermati” ti dirà uno. “Non esiste, ti sei allenato per arrivare fin qui, continua a correre” ti dirà l’altro. Se non è capacità di resistere allo stress questa…..

Creatività

Correre crea spazio nella mente. Il motivo é semplice e ce lo ha spiegato bene Martino qui: “Mentre si corre il sangue affluisce ai muscoli per ossigenarli meglio e quel che resta in circolo nel cervello viene speso magicamente su pochi, importanti pensieri. È per questo, detto molto semplicemente, che correndo si pensa meglio: in realtà si pensa a poche cose e in maniera più proficua, perché il cervello – ah, che macchina meravigliosa – risparmia ossigeno e sangue per le sole cose davvero importanti.”.

Non a caso molte delle domande, anche lavorative, che mi ponevo da tempo hanno trovato risposta proprio durate una corsa, perché lasciavo spazio solo ai pensieri essenziali. Correre è forse uno dei pochi momenti durante la quotidianità in cui sei davvero disconnesso, dai social, dai problemi, devi solo pensare a mettere un piede davanti all’altro. Sai che per quei 20, 60, 90 minuti non c’è altro che puoi fare se non correre, sei a contatto con la natura e questo stimola la creatività.

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Portare idee fresche e innovative all’interno di un team, essere in grado di creare quella distanza dai problemi che ti permette di vedere le cose da una nuova prospettiva e, a sangue freddo, potrebbe davvero fare la differenza in un team.

Organizzazione e gestione del tempo

Incastrare gli allenamenti, brevi o lunghi che siano, nella vita di tutti i giorni non é semplice.

Così come calcolare i tempi esatti in cui si dovrà correre una distanza per arrivare nei tempi desiderati.

Ma anche cercare la gara giusta nei vari calendari disponibili, andare a ritirare il pacco gara il giorno prima, spostarsi nel weekend inseguendo le gare. Insomma la corsa se praticata regolarmente richiede un certo impegno e una certa organizzazione.

Questo si traduce in ottime capacità organizzative, project & time management a lavoro. Gestire progetti multipli allo stesso tempo, individuare critical path e gestire i tempi in modo ottimale. Il beneficio è l’ottimizzazione dei tempi, la riduzione degli sprechi e la creazione di una realtà strutturata.

Come se avessimo bisogno di un altro motivo per allacciare quelle scarpe…

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Ognuno corre come vuole, semplicemente, naturalmente. Semplicemente, naturalmente, Runlovers parla di cosa si parla quando si parla di corsa.

5 COMMENTI

  1. Gran bell’articolo. Un plauso a Giulia. Apprezzato anche il rimando all’articolo di Martino che già mi era piaciuto molto.
    Bello leggervi.

  2. Bello quest’articolo. Molti spunti interessanti.
    Peccato poi che si scontri con la realtà, ed un mio collega runner è uno di quelli con cui è più difficile lavorare insieme.

    Forse la sola corsa non basta.

  3. Mi ha girato questo articolo
    un amico , mi stuzzica dicendomi di nn essere abbastanza russo nella corsa.
    E grazie a lui che ho iniziato a correre
    e grazie a lui che ho continuato
    nei momenti più difficili , quando la voglia tende a scemare
    Qualche gara l’abbiamo anche corsa insieme
    aspettandomi con pazienza e fiducia
    La corsa ti insegna anche questo
    Bravo Sergj e brava Giulia per l’articolo

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