A Pavia la prima ciclopedonale fosforescente

Verrà realizzato molto presto in provincia di Pavia un percorso ciclopedonale che di notte si illumina grazie all'utilizzo nel manto di cristalli fosforescenti

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Una delle scoperte più belle che fai da bambino è che esistono cose che quando spegni la luce si illuminano. Sono fatte con materiali fosforescenti, cioè in grado di immagazzinare e trattenere luce, per poi restituirla al buio.

Partendo da questa ispirazione – o meglio dall’esistenza di questi materiali – è stato realizzato in Polonia all’Istituto Tecnologie del Futuro di Pruszkow TPA Sp. z o.o. un manto stradale che si illumina al calare del buio, non richiedendo l’uso di altre forme di illuminazione artificiale.

Magia

Presto verrà realizzata una pista ciclabile e pedonale di 5 chilometri che sfrutta proprio questo materiale a Pavia, tra via Cà Bella e il comune di Travacò Siccomario. Il vantaggio che una soluzione del genere offre è duplice: permette di evitare l’uso di illuminazione artificiale – risparmiando così elettricità – e rispetta la fauna locale che non viene abbagliata e disturbata da luci “innaturali”.

La pista ciclabile avrà qualcosa di magico perché al calare del sole prenderà un colore blu elettrico che la renderà perfettamente visibile. Grazie infatti ai cristalli fosforescenti inglobati nel manto, si trasformerà in un nastro luminoso e colorato che indicherà la strada senza bisogno di altro ausilio luminoso.

Un inizio che si spera diventi uno standard

Come è prevedibile una soluzione del genere ha un costo superiore a una ciclopedonale tradizionale: i cinque chilometri costeranno infatti 260.000 euro, finanziati al 50% dalla Regione Lombardia. Nel calcolo dei costi-benefici è però opportuno inserire anche i risparmi e i vantaggi futuri: ogni percorso realizzato con questa tecnologia infatti non richiederà elettricità per essere illuminato e rispetterà l’ambiente e gli animali che lo vivono, lasciandoli liberi di muoversi senza essere disturbati.

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E nella fauna locale mettiamoci pure i runner e i ciclisti che potranno correre su una strada che ha qualcosa di magico: riporta alla mente ricordi d’infanzia e ti fa sentire come se fossi dentro l’universo di Tron.

Speriamo davvero che in futuro le strade dove correre siano tutte così.

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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