Il bene e il male della Runcard

Ormai da qualche anno è entrata in vigore la Runcard della FIDAL: una tessera dedicata agli amatori, necessaria per partecipare alle gare che sono nel calendario della federazione senza essere iscritti a una società di atletica. Ed è stata inserita in sostituzione del vecchio “Tesseramento Giornaliero”, con l’intenzione di creare un “innovativo progetto di FIDAL per riunire tutte le persone che corrono e condividono il movimento come passione e vero e proprio stile di vita“, citandone il sito web.

Quindi puoi partecipare alle gare FIDAL, vero, ma – perché c’è un grande “MA” – non puoi vincere premi in denaro e, in caso di campionati federali, non puoi nemmeno accedere alle graduatorie.
Mi spiego meglio: c’è il campionato italiano di mezza maratona? Puoi correre la gara ma, se vinci, non sarai il campione italiano di mezza maratona. Oppure: partecipi a un evento che premia – per ipotesi – con 10€ i primi 100 arrivati? Ecco, quei soldi a te non spettano.
Però è scritto chiaramente nel regolamento e quindi – pur essendo opinabile – è giusto così.

Per certi versi sono d’accordo: è una card per amatori a cui più di tanto non credo interessi partecipare a campionati o abbiano velleità competitive. In quel caso ti iscrivi a una società di atletica, no? Proprio su quel fronte è evidente che la FIDAL aveva la necessità di differenziare il trattamento tra iscritti perché, altrimenti, la Federazione sarebbe diventata un “concorrente” delle società di atletica.

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La card ha indubbiamente dei vantaggi economici: infatti offre sconti di diverso genere agli iscritti grazie a degli accordi con alcune aziende. Dietro il pagamento di 30€ (Runcard, con assicurazione infortuni “base”) puoi iscriverti a tutte le gare FIDAL che vuoi – ovviamente devi presentare anche regolare certificato di idoneità agonistica per l’Atletica Leggera, com’è giusto che sia – pagando come se fossi tesserato a una società, e inoltre puoi avere:

  • 10€ di vantaggio con TDS – Enternow;
  • 10€ di assicurazione (questo sconto non è chiarissimo perché vale come “copertura assicurativa per infortuni, compresa nel prezzo del tesseramento annuale, derivanti dall’attività sportiva di running con riferimento alle sole competizioni“);
  • 10€ di buono Decathlon se acquisti la Runcard in un negozio;
  • 10€ di sconto per la visita di idoneità agonistica (qui bisognerebbe fare molte distinzioni perché le strutture dove si può accedere al servizio scontato sono poche e ciascuna con il “suo” prezzo);
  • Molti altri sconti li puoi trovare qui e nelle altre pagine del sito Runcard.

Già così si può dire che ci sono indiscussi e oggettivi vantaggi nel fare la Runcard. C’è chi ha lamentato che gli sconti non siano aggiornati ma consideriamoli casi sporadici e legati a qualche anomalia. Ok?

Ma perché la Runcard non è amata dai runner?

Secondo me, fondamentalmente, per due motivi.

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Il primo, quello più concreto e immediato, è che viene percepita come un’imposizione: una sorta di “obolo” da pagare alla Federazione se vuoi partecipare a una gara. Non puoi più iscriverti con il tesseramento giornaliero: o hai la Runcard oppure non corri. E ricorda che, comunque, non potrai vincere premi in denaro o campionati.

Il secondo motivo è un po’ più complicato ed è che, in realtà, non viene considerata “favorente” per chi vuole correre e cioè perché non raggiunge il suo scopo di “riunire tutte le persone che corrono e condividono il movimento come passione e vero e proprio stile di vita”. A meno che questo non significhi raccogliere in un unico grande database tutte le persone che vogliono correre senza necessariamente iscriversi a una società di Atletica. Ma “raccogliere” non significa “riunire”.

Sono sicuro che i servizi che offre Runcard siano interessanti ma – e questa è la mia opinione personale – potrebbero essere comunicati e strutturati molto meglio. Infatti, se chiedi a un iscritto Runcard per quale motivo sia iscritto e quali servizi utilizzi, nella maggior parte dei casi ti risponderà che lo fa solamente per iscriversi alle gare.

Non è facile – lo so bene – creare uno strumento che davvero riunisca i runner, sia punto di riferimento, formi, faccia sentire chi corre protetto, tutelato e seguito. Sarebbe infatti indispensabile lavorare di più sull’aspetto tecnico, medico, assicurativo, nutrizionale, andando ben oltre uno sconto o una partnership con un brand.

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Insomma, sul fronte Runcard, si è partiti bene e si può fare molto di più, magari cambiando approccio, comunicazione e strategia.

 

 

Photo by Mārtiņš Zemlickis on Unsplash

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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

11 COMMENTI

  1. io non partecipo più a gare dove è obbligatoria la Runcard, mi spisce perchè la Fidal ha messo la gabella sulle gare italiane più interessanri. non è per i 30 o 15 euro (a seconda se sei iscritto ad un ente di promozione sportiva) è perchè si sono buttati sul busness siccome i runner sono sempre di più tassiamoli, freghiamogli i soldi. Che poi l’atletica italiana è assolutamente nulla che gli unici risultati vengono da stranieri naturalizzati chi se frega basta che tu appassionato di running paghi. non mi sembra corretto

  2. Anch’io percepisco la runcard come mezzo per potermi iscrivere alla gare. Confermo però che per la visita agonistica ho potuto avere uno sconto (circa il 20% del prezzo) e ciò non è male. Si dovrebbe forse comunicare in maniera diversa per poter “riunire” le persone (che altrimenti hanno davvero la sensazione di essere “dato da macello” nel grande db dei runner da tassare).

    D’altro canto, a me succede questa cosa – che ritengo positiva e stimolante: avere una “spesa” (15 o 30 euro) mi fa pensare di più a quali sono gli obiettivi podistici e mi induce a darmi da fare per “far fruttare” quella spesa. Questo è un ragionamento da amatore puro, anche un po’ ingenuo magari. Uno un po’ più preso, potrebbe iscriversi direttamente a una società sportiva per cercare di migliorare veramente e socializzare di più la propria passione. Ma non è detto che questo (mio) percorso non sfoci proprio nell’iscrizione a una società.

    E questa spinta, la dovrei proprio alla “grigia” Runcard, che alla fine mi ha messo davanti a un bivio: correre come antistress o correre per far risultati. Ho scelto di migliorare – piano piano – e i risultati vengono. Il prossimo passo (da qui a un anno) potrebbe essere quello di farmi seguire da un allenatore.

  3. La mia opinione è identica. Diciamo le cose come stanno (e come probabilmente gli stessi inventori della Runcard sanno benissimo): è solo un modo per mungere soldi agli amatori, visto che correre piace a molti e molti si iscrivono alle gare. Tutto il resto – community, unica passione, sconti, agevolazioni, e che bello siamo una famiglia e ci vogliamo tanto bene… – è un tentativo maldestro di indorarti la pillola.
    Che poi gli sconti e le agevolazioni… parliamone pure. In passato mi sono trovata a chiedere, in occasione dei rinnovi, sconti solo pubblicizzati sul sito ma non più attivi da tempo. L’ho segnalato a Runcard e la risposta è stata più o meno “ah sì, non sono più attivi… ah è vero, sul sito ancora ci sono… ah già… è vero, non li hanno ancora rimossi dal sito”. Gli riscrivo e faccio presente che questa assenza di chiarezza era un po’ una presa per i fondelli e la risposta fu “dov’è la mancanza di chiarezza, scusi?”. Insomma nulla da fare, pagare e basta.
    Quanto a Decathlon: all’ultimo rinnovo sono stata a quello di Bologna e sono caduti dalle nuvole finché non sono riusciti a trovare uno degli addetti che mi ha spiegato l’arcano: in realtà le tessere a prezzo scontato sono un numero abbastanza limitato. Finite quelle, finito lo sconto. Chissà, magari quest’anno le cose sono cambiate.
    Per curiosità vorrei sapere se in qualche paese estero esista qualche gabella simile: ho partecipato a svariate gare amatoriali a Parigi e gli unici due obblighi erano pagare l’iscrizione + presentare il certificato. Almeno lì, Runcard questa sconosciuta.

    • poi in austria paghi solo iscrizione e basta e ti danno anche assicurazione per una cifra ridicola(1,90euro)ciao

  4. “è una card per amatori a cui più di tanto non credo interessi partecipare a campionati o abbiano velleità competitive. In quel caso ti iscrivi a una società di atletica, no?”

    le opinioni sono sacrosante ma non sono i fatti: basterebbe *chiedere* a chi la fa invece di basarsi sulla propria idea.

    La vera domanda che nessuno si pone e’: perche’ mai dovrei essere obbligato a iscrivermi ad una societa’ sportiva se ho velleità competitive?

  5. Alla luce di tutto questo mi chiedo ancora di più il perchè Voi non creiate una società Fidal vera e propria, con baste nella Vs città (Venezia, credo).
    Avrete migliaia di iscritti in tutta Italia che correranno con maglia a logo RunLovers e magari potranno andare anche a premi..
    Una concorrente leale e reale alla Runcard.. ma solo più cool!

  6. Sono totalmente contrario alla runcard, ce l’ho solo per poter gareggiare, visto che la mia società è tesserata Csen. Non capisco perché, nonostante esista la versione per gli EPS, e quindi con una società di appartenenza, in classifica debba comparire solo “runcard”, come chi effettivamente non abbia nessun tesseramento a società sportive.

  7. Io ho la runcard, e l’ho fatta esclusivamente per partecipare alle gare, tant’è vero che ho fatto prima la vista medica e poi la runcard così non ho potuto usufruire dei 10 Euro di sconto.. Vabbè ho imparato la lezione per il prossimo anno.
    Non mi interessano premi & co. , ma solo correre, perché tanto si sa, che un conto è l’allenamento, e un conto è la gara… Non sono iscritta ad una associazione perché non mi va di sottostare a regole in un qualcosa che vedo invece come piena espressione della mia libertà. Voglio correre dove quando e come mi va, se mi va, e vestirmi come mi va – sono femmina, l’abbigliamento non è un dettaglio! :)

  8. Non posso che condividere quanto dice Silvia, io che non corro su bitume ma per boschi la runcard non mi tocca piu` di tanto, ma ad esempio per la cortina-dobbiaco e le altra gare organizzate sempre da loro serve, quindi mi rifiuto di pagare un obolo indorato che non mi da niente.
    Purtroppo anche il discorso iscrizione ad associazione non cambia le cose. io sono iscritto ad un’associazione locale consorziata con la CSEN, fino ad un po’ di tempo fa questo dava diritto ad iscriversi a gare fidal senza iscrizioni o tesseramenti aggiuntivi. Poi (opinione mia) non entravano abbastanza soldi e quindi l’accordo tra le varie federazioni e la fidal non vale piu`, o fai la runcard o non fai le gare.
    Purtroppo anche per noi che corriamo trail, skyrace & Co le cose sono cambiate, visto che con lo stesso scopo di “riunire le associazioni e gare di corsa in montagna sotto uno stesso ombrello e aiutarsi” era nata la Fisky. Da quest’anno cos’e` successo???? Esatto la fisky ha brevettato o qualcosa di simile la parola skyrace per cui se ne organizzi una cacci l’obolo alla fisky, anche se sei iscritto ad un’associazione e credo (ma non ne sono sicuro) anche se hai la runcard.
    In pratica se sei “indiniato” devi scegliere le gare che non richiedono la tassa federale

  9. È fatta per fare gare? Però non puoi iscriverti alle gare in pista o cross regionale.una tessera o la fai bene o non la fai

  10. boh.. forse perché io vengo dal ciclismo e ora sono al triathlon dove i costi di tesseramento (anche giornalieri ) sono ben più alti.. ma la runcard mi sembra una bella cosa !!! 30 euro anno non mi sembrano molti e non hai la menata di dover iscriverti a 3 società sportive (e si.. perché se fai triathlon oltre a tessera e società di quell’ente se vuoi fare una gara allenamento in bici devi iscriverti ad una società di ciclismo e, prima della runcard, idem per le corse a piedi ! ) la facessero per tutti gli sport…..
    poi se a uno piace correre e basta non è che è obbligato a fare le gare….

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