Brooks Ghost 10: qualcosa di familiare

Le Ghost sono con noi da tanti anni. La 10a versione ci dice molto di come sono cambiate e come siamo cambiati noi

Una delle prime scarpe da running che ho avuto era la Ghost 4. Ho insomma un particolare legame  con le Brooks Ghost ed ero curioso di vedere e capire cosa fosse successo in tutti questi anni. Spesso proviamo nuove versioni di scarpe già provate un anno prima e non sempre è facile capire che differenze sostanziali ci siano. È un po’ come vedere crescere un figlio: lo vedi ogni giorno e ti pare sempre (quasi) uguale. Un nipote invece lo vedi magari ogni Natale e ti accorgi subito che è cresciuto. Ecco, per me correre con le Ghost 10 è stato qualcosa di familiare e inusuale allo stesso tempo. Erano le “nipoti” che conoscevo e riconoscevo, ma erano cresciute: diverse, più mature. Eppure le ho sentite come le mie “vecchie care Ghost” sin da subito, senza percepire nessuna difficoltà a trovarci confidenza fin dal primo chilometro.

Fast forward

Come detto, avevo corso in passato con una prima versione delle Ghost. Provarne una versione aggiornata e molto distante cronologicamente da quella prima è stato un esercizio istruttivo per capire come si è evoluta la scarpa da running in questi ultimi 5/6 anni. E si è evoluta moltissimo.
Innazitutto si sono semplificate: le Ghost 10 sono fatte di meno parti, sono più leggere eppure altrettanto solide. Brooks ha scelto di lavorare per sottrazione invece che per addizione. Le prime Ghost erano fatte di decine di parti; oggi sono invece fatte di pochi componenti. Il risultato non è solo esteriore e superficiale: è la sostanza a essere cambiata.
Oggi puoi correre con una scarpa che ti dà la stessa confidenza e affidabilità di sempre ma con più comfort e solidità. E soprattutto avendo ai piedi degli strumenti più leggeri e semplici da usare. Sono passati tanti anni ma le Ghost ci sono ancora e sono semplicemente sempre migliori.

Perché sono migliorate

In cosa le ho trovate diverse?
In pochi, siginificativi dettagli.
– Semplicità costruttiva: “Less is more” diceva Mies Van der Rohe. Era architetto ma la sua massima si adatta perfettamente anche al running e alla vita: semplificare il più possibile perché la sintesi non significa togliere cose importanti ma anzi, significa raggiungere l’essenza dopo che hai tolto proprio le cose non fondamentali.
– Leggerezza: è una conseguenza della semplificazione precedente. Meno cose, meno peso. Perché è importante? Perché il peso di una scarpa lo porti tu mentre corri e magari i primi chilometri non lo senti ma a un certo punto… oh, averne il meno possibile è una benedizione. Le Ghost 10 non sono leggerissime in senso assoluto (quasi 300 g) eppure si percepiscono come tali.
– Impronta: è una caratteristica alla quale sono sempre più sensibile e sulla quale capisco che i produttori di scarpe stanno lavorando. Per “impronta” intendo nient’altro che la superficie del battistrada a contatto con la strada. Da qualche tempo a questa parte si sta riducendo, senza compromettere la stabilità. Perché è importante? Forse è solo un’impressione personale, ma correre su suole che non forzano il piede a rimettersi in assetto dopo ogni contatto mi fa apprezzare di più la corsa. Non a caso le Ghost 10 sono neutre, quindi senza correzione. In altre parole quello che deve correre bene e ben impostato sei tu. Le scarpe servono solo a farti apprezzare di più l’esperienza, proteggendoti.

Versatili e amichevoli

Le Brooks hanno questa caratterisitica: sono facili da usare. Non a caso vengono spesso consigliate come scarpa per chi inizia a correre perché non sono mai complicate e sono sempre affidabili e versatili. Funzionano bene con diversi tipi di runner, anche grazie all’intersuola in BioMoGo DNA, morbida alle basse velocità e più reattiva alle alte. Si adattano al runner veloce e leggero che cerca protezione per le lunghe distanze ma anche a quello un po’ sovrappeso che cerca comfort e vuole evitare insidiosi infortuni.
Per questo le Ghost 10 dimostrano di essere delle scarpe ad ampio spettro di utilizzo, escludendo ovviamente i lavori molto veloci per i quali sono consigliate scarpe con profili più bassi e più leggere.
E tu come corri? Lento e a lungo? Veloce e per molti chilometri? Una volta alla settimana? Ci sono buone probabilità che le Ghost 10 siano proprio le tue scarpe.

Le Brooks Ghost 10 costano ufficialmente 140 euro (ma le trovi a prezzi più bassi)

IN BREVE
Comodità
9
Estetica
8
Tomaia
8
Suola/Intersuola
9
Peso Percepito
9
Protezione
9
Rapporto Qualità/prezzo
8
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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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