Perché il planner alimentare è importante

Più tempo per correre e stare bene. Meno tempo a rimuginare.

CONDIVIDI

Siediti la Domenica mattina -o quando ti viene più comodo- con un buon caffè in mano e organizza il tuo planner alimentare settimanale. Perché?

Risparmi tempo

Il tempo che impieghi tra l’indecisione e la frustrazione puoi usarlo per correre, essere spensierato e dedicandolo a te stesso. Non solo risparmi il tempo, che rimane il tesoro più prezioso che noi tutti possiamo avere, ma anche il denaro che puoi reinvestire in qualcosa che ti fa stare bene. Se non ci credi tieni anche un planner con le uscite della spesa – senza e con – il planner alimentare. Ti renderai immediatamente conto che con un’organizzazione eviterai di comprare prodotti inutili o acquistati emozionalmente. Sì, perché acquistare il cibo è un gesto emozionale. Per questo motivo la  leggenda metropolitana “non fare la spesa quando sei affamato” trova fondamento.

L’organizzazione non deve essere ossessione

Fare un planner, essere organizzati o semplicemente essere persone sicure e decise non significa ossessione. In molti credono che queste “restrizioni” o “organizzazioni” siano preoccupanti sintomi di rigidità mentale. Per quanto mi riguarda posso assicurarti che sono quanto di più distante da questa affermazione. Non significa avere manie di controllo ma semplicemente essere consapevoli. Dipende da che stile di vita hai e che svolgi, certo. Perché se hai tanto tempo a disposizione per andare a correre, andare a fare la spesa, fare l’aperitivo con gli amici, leggere un buon libro, andare in palestra, dedicarti a te stesso e via discorrendo così allora ok. Niente planner settimanale. Beato te!

Ma se lavori almeno dieci ore al giorno (se tutto va bene), sei una persona impegnatissima che fa molte rinunce proprio per la mancanza di tempo o più semplicemente ti confondi e basta e ti viene l’ansia al momento fatidico “e oggi che mangio?” ti assicuro che organizzarti per tempo i vari pasti della settimana sarà una mano divina.

Tasselli mobili

La vita è fatta di tasselli mobili. Non c’è mai l’incastro o l’organizzazione perfetta. Questo significa che se hai scritto “zuppa di lenticchie” nessuno ti vieta di farti “spaghetti alla puttanesca”. Sono indicazioni che devono agevolarti e non mortificarti. Sono appunti che ti indirizzano quando un indirizzo non ce l’hai. Non è tutto bianco o nero e neanche grigio. Hai tutta la palette di colori. Alla base di tutto ripeto c’è questo tipo di consapevolezza.

L’organizzazione è la manifestazione della consapevolezza. Non di un processo meccanico robotico di azione.

Ma come parto?

Parti che ti colleghi all’archivio delle ricette di RunLovers -in un moto di campanilismo- o in rete ne trovi da buttar via e cominci a scrivere le ricette che sono nelle tue corde. Tenti di non sovraccaricare un giorno di carboidrati e distribuisci le proteine in modo quantomeno equilibrato. Insomma le basi ce le hai. Pensa che guardando il quadro completo puoi renderti conto di dove sbagli. Se vai allo sbaraglio ogni giorno e dimentichi cosa hai mangiato il giorno precedente oggi hai nuovamente la certezza di star sbagliando. Con il cibo non ci si scherza. Devi pensare a te e chi ami. Se sei tu a occuparti della preparazione dei pasti ricorda che hai uno dei compiti più difficili e che la salute -tua e dei tuoi cari- dipende da te. Zero ansia ok, ma consapevolezza. Preparare da mangiare -ti assicuro- non è un compito facile e soprattutto non è per tutti se non si ha un minimo di cultura alimentare. D’accordo le nostre nonne ci imbottivano di prelibatezze e siamo tutti cresciuti sani e forti ma -qualora non te ne fossi reso conto purtroppo- la situazione è cambiata e il cibo non è più buono e sano come quello che ti preparava nonna.
Siamo nel 2017. Non nel 1970.

Le doverose premesse

Il planner che segue è un ESEMPIO. Lo scrivo a caratteri cubitali perché MAI vorrei che passasse come un piano alimentare equilibrato e adatto a tutti. Noterai immediatamente infatti la presenza della carne e del pesce solo tre volte in quattordici pasti. Per alcuni può essere un numero perfetto, per altri imperfetto. La mia intenzione è semplicemente quella di dimostrarti che non ci sono solo pranzi e cene a base di carne ma che con fantasia e organizzazione si possono preparare dei pasti veg davvero interessanti, gustosi e strepitosamente variegati per cuore e occhi. Le porzioni non sono indicate, perché inutile specificarlo, a meno che tu non sia sotto stretto -e sacrosanto- controllo medico nessuno nella vita di tutti i giorni ha delle porzioni definite da grammature. Inoltre, nota importante, nel mio esempio di planner è sottintesa SEMPRE una porzione ricca di verdure a prescindere dal piatto principale indicato e un’abbondante colazione più spuntino e merenda al pomeriggio.

Molte delle ricette sotto indicate le trovi all’interno dell’archivio di RunLovers.

Io da parte mia se posso permettermi ti consiglio caldamente di pensarci. Prova un mese con il planner alimentare e poi ne riparliamo ;-)

CONDIVIDI

Si dice che, all’inizio, Lewis Carroll avesse scelto lei e che il romanzo si intitolasse Maghetta nel Paese delle Meraviglie ma lei, volendo rimanere nell’ombra per continuare i suoi progetti di conquista del mondo, rifiutò la parte di protagonista per lasciarla a quella sciacquetta di Alice. Dalle pendici dell’Etna, Maghetta cucina, fotografa, disegna e continua a progettare la conquista del mondo; infatti le sue giornate durano circa 144 ore (12 al quadrato). Per reggere questi ritmi infernali corre tutti i giorni almeno per un’ora, poteva essere altrimenti?
Ha pubblicato per Mondadori “Le ricette di Maghetta Streghetta”, best seller in cima alle classifiche nelle categorie: gnomi da giardino, unicorni e cani retriever. Ti consigliamo di comprarlo – seriamente: è in cima alla classifica “cucina per le feste” – e di leggerla; il ricavato andrà all’AIRC quindi avrai un bel libro e contribuirai alla ricerca!

1 COMMENTO

  1. Te lo scrissi già una volta: mi sconvolge la stima che riesci ogni volta a scatenare in me.
    Tu che sei così lontana e diversa da me.
    Tu che sei così magra, io ben piantata.
    Tu che sei vegetariana, io convintamente onnivora.
    Tu con gli occhi scuri e i capelli lunghi. Io con gli occhi chiari e i capelli sempre più corti.
    Tu siciliana. Io bergamasca.
    Tu che corri veloce. Io che arranco anche in discesa.
    Tu che hai amato follemente tuo padre. Io che… vabbeh.
    Tu che disegni e fotografi. Io che fatico anche ad abbinare un jeans e una t-shirt.
    Tu che hai una casa immacolata. Io che vivo nell’entropia.
    Tu che hai un cane. Io che sono terrorizzata da tutti gli animali.
    E potrei continuare perchè non c’è davvero nulla che abbiamo in comune.
    Eppure ogni volta con i tuoi articoli arrivi, metti in ordine tutto quello che avevo pensato io e gli dai un nome.
    Come se fosse la cosa più normale del mondo.
    E mentre biascico un “grazie”, l’ennesimo, torno a pormi la stessa domanda, quella che già alla terza volta fa sentire stupido qualunque razionale, figuriamoci alla centesima: “Ma come diavolo fa?”

RISPONDI

Please enter your comment!
Please enter your name here