Il fondo lento e la costruzione della base aerobica

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Oggi volevo parlarti di allenamenti. Perché ne esistono alcuni che sembrano delle creature mitologiche. Tutti ne parlano e ne tessono le lodi, ma nessuno li fa mai. Sono, insomma, una sorta di unicorni degli allenamenti.

Di cosa sto parlando? Del famigerato lento.

Ognuno di noi ha il suo modo per definirlo: chi è più tecnico e lo chiama “allenamento in Z1”, chi in modo più amichevole “facile”, chi per sembrare più figo lo chiama “easy” in inglese. Ma cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia ed è sempre di lui che si sta parlando.

Dal punto di vista fisiologico gli effetti principali della corsa lenta sono: la diminuzione della frequenza cardiaca, l’aumento della capillarizzazione, l’aumento del numero dei mitocondri nelle cellule (sono quegli organelli che si trovano all’interno delle cellule e sono considerati la loro centrale energetica), il miglioramento della termoregolazione, il miglioramento del sistema locomotore e la trasformazione di una parte di fibre rapide in fibre lente. Insomma, questi effetti si traducono in un aumento del massimo consumo d’ossigeno in particolare per chi passa dalla condizione di sedentario a quella di jogger. Per chi invece è già un runner, la corsa lenta agisce principalmente sulla resistenza aerobica, ovvero quella capacità fisica di sostenere un determinato sforzo il più a lungo possibile senza cali prestativi.

Insomma il fondo lento è fondamentale per costruire la base organica sulla quale inserire allenamenti di maggiore qualità.

E allora perché quando devi fare il fondo lento, non lo fai mai?

Tanto lo so che anche tu sei iscritto a Garmin Connect, Strava o a qualche altro social di questo tipo. Chi oggigiorno non lo è? E quanto è più importante far vedere quanto si è andati forte piuttosto che fare un allenamento bene? Quanto è più importante mostrare una media fatasmagorica su un giro in bici piuttosto che fare 2 ore facili ai 25 km/h?

Il lato oscuro della forza è sempre in agguato e il rischio di fare brutta figura nel mondo social, ci porta a diventare campioni del mondo di allenamento. Il risultato? Che poi quando si deve gareggiare seriamente, ahimè, mancano le energie.

Quindi, ricapitolando, il fondo lento serve per costruire la base aerobica e, negli atleti più evoluti, per rigenerarsi dopo sedute di allenamento molto impegnative. Favorisce anche la capilarizzazione muscolare, migliorando il trasporto di ossigeno ai muscoli impegnati nello sforzo fisico.

Inoltre continuando a lavorare a ritmi intermedi, si va a lavorare sempre tra la fase aerobica e quella anaerobica, con il risultato di non allenare né l’una né l’altra.

Insomma il fondo lento, non è inutile.

Quindi ripetiamo insieme: “Durante il fondo lento devo andare piano”.

Capito?

 

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Nuota come un motoscafo, pedala come una moto e corre come se fosse inseguita da un’orda di zombie affamati. Veronica si definisce un’atleta (semi)professionista ma solo perché i semi li sta gettando per far crescere una carriera grandiosa nella triplice disciplina. Si dice sia sempre felice perché è in costante overdose da endorfine ma, in realtà, ha un segreto per la felicità molto ben custodito e te lo svelerà solo se vai più forte di lei. Quindi lo conoscono in 5 in tutto il mondo! ;)

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