I numeri del running in Italia

In Italia sempre più persone corrono. "Correre" ha contato quelli che hanno fatto una maratona nel 2016 (non solo in Italia)

Tempo di lettura: 3 minuti

“Fino a qualche anno fa mi prendevano tutti per matto quando mi vedevano correre. Adesso invece lo fanno tutti ed è finalmente diventata una cosa normale”. Quante volte te lo sei sentito dire? Nei commenti o parlando con voi l’abbiamo sentito dire centinaia di volta, e per fortuna, aggiungo. Ma quanti siamo esattamente a correre? Gli amici della rivista Correre hanno anticipato alcuni dati del loro consueto sondaggio annuale “Maximaratona”, in edicola il prossimo 31 gennaio.

La maratona

Se fossero i numeri di una maratona, gli italiani che ne hanno completata una nel 2016 avrebbero coperto più di 39 km. Mi sono espresso abbasta male? Allora: sono 39.098 gli italiani che nel 2016 hanno concluso almeno una maratona. L’aspetto più interessante è che questo numero segna il 3° anno consecutivo di crescita: nel 2014 per la prima volta erano stati più di 38.000 (38.254), 38.676 nel 2015 fino al superamento della soglia dei 39.000 l’anno appena concluso.

Le donne

Le donne che corrono sono sempre di più: nel 2016 sono state 6.394, in crescita dell’8 % rispetto al 2015. La donna più veloce è la simpaticissima e velocissima Valeria Straneo con 2:29’44” ai Giochi olimpici di Rio de Janeiro il 14 agosto e la più lenta (ma tenace) è la signora Daniela Saturnini che ha corso New York in 8:38’50”.

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Gli uomini

Leggerissima flessione per gli uomini: sono 32.704 (erano 32.754 nel 2015). Il più veloce fra loro è stato Ruggero Pertile lo scorso 17 aprile a Padova con 2:12’17” e il più lento Giancarlo Piccinelli nella maratona del lago d’Orta: 8:40’52” di pura determinazione e costanza.

Correre all’estero

Sono moltissimi gli italiani che scelgono una maratona estera per mettersi alla prova. La più amata è, prevedibilmente, New York, anche perché correre fuori dall’Italia è un investimento economico, quindi meglio concentrarlo sulle mete più famose, prolungando magari il soggiorno. A correre nella Grande Mela sono stati 2.708, di cui 1988 uomini e 720 donne (un po’ più di un terzo degli uomini, percentuale più alta che la media italiana che vede il rapporto uomini/donne di 5 a 1), seguita da Valencia in Spagna (1.528, di cui 1.195 uomini e 333 donne) e terza Berlino (959, di cui 758 uomini e 201 donne). Poco distante Parigi (905), Atene (517) e Boston (174), per citare solo alcune delle più famose. 30° posto Cracovia con 60 valorosi a difendere il tricolore (50 uomini e 10 donne, rapporto di 5 a 1 secchissimo) e a chiudere con 1 solo partecipante (ehi! Mitico tu!) Luxor in Egitto e Cipro. Hanno visto comunque correre italiani in ben 102 maratone nel mondo.

Un po’ più lenti

Interessante la classifica sui tempi: scopriamo infatti che gli italiani più veloci (maratona in meno di 3h) sono diminuiti di un 9,1% (sono 1.692 missili umani insomma) rispetto ai 1.862 del 2015. Sono invece aumentati i più lenti, ma il dato va letto anche considerando che è aumentato il numero di partecipanti: 4.925 (+8,1%) corrono una maratona tra 4h30 e 5h e 3.357 (+14,4%) ci mettono più di 5 ore.

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Le maratone più amate

Roma è la più frequentata con i suoi 13.881 classificati, tra l’altro con 2.394 iscritti in più dell’anno prima. Seguono Firenze con 8.215 (con un calo modestissimo di 60 iscritti) e Venezia con 4.621. Venezia segna però una forte flessione nelle iscrizioni (-2.024 – erano 6.645 nel 2015). Anche Milano cala di circa l’8%, da 4.002 a 3.719.

Quante maratone all’anno?

Pochi corrono una maratona alla mese, di più ne fanno 3/4. Considerando però il totale dei 39.098 maratoneti italiani ufficiali (cioè iscritti a una maratona e che l’hanno completata) e i 61.778 tempi registrati, si deduce che ognuno ha corso circa una maratona e mezza, 1,58 per l’esattezza.

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

5 COMMENTI

  1. Ciao Martino, una bellissima statistica… spero di riuscire ad entrare nel club dal 2018, quest’anno provo l’ingresso in quello (non censito?) della mezza maratona!
    E intanto domenica entro in quello della corsa campestre… :-)

    • Ciao Andrea! La campestre, uhhh: è una gara regina, è per veri duri! Ti faccio i miei migliori auguri. Ti divertirai sicuramente :)

      • Ciao Martino, diciamo che per il debutto non ero proprio pronto… 4 giri per 6 km in programma, ritirato per esaurimento al completamento del 3° giro, non ne avevo proprio più! ?
        Comunque un’esperienza entusiasmante, anche perché era la prima gara con la società in cui mi sono tesserato, che ha organizzato splendidamente una giornata regionale dedicata al cross.
        Davvero da ripetere, in tutto tranne che nel risultato personale naturalmente!

  2. La maratona è una distanza che non si improvvisa..da ciò si deduce che questa statistica è basata su atleti non propriamente dell’ultima ora..
    Sono sicuro che se fosse possibile comparare i dati di presenze sulle distanze minori come la mezza maratona o addirittura delle 10k(gara con la quale la maggior parte dei runner inizia a mettersì alla prova) gli incrementi salirebbero ben più alti rispetto alla “regina”delle distanze.
    Questo gran numero di persone che si è avvicinato al running negli ultimi anni forse andra’ a rimpinguare il numero di maratoneti di domani,ma una cosa è certa…per verificare queste statistiche non servono calcoli decimali,basta indossare le scarpette e uscire a correre,quello che vedremo e soprattutto proveremo toglieranno di mezzo ogni dubbio.
    Buone corse a tutti

    • Ciao Nico, certo: è solo una visione parziale che non considera per esempio che i numeri dei partecipanti alle 21k o alle 10k sono cresciuti molto di più. Quindi prendiamola come la conferma del fatto che il fenomeno è in crescita, pensando anche che lo è molto di più di quanto appaia da questi numeri. Ciao e grazie!

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