La vera storia di Fidippide

Si dice che forse Fidippide non corse i famosi 42 km da Maratona ad Atene. Ma forse fece molto di più.

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La storia di Fidippide la conoscono anche i bambini: fu un valoroso soldato che nel 490 A.C. portò ad Atene la notizia che i soldati ateniesi dispiegati sul fronte persiano avevano respinto l’attacco dei barbari e che la città era salva. Per farlo completò di corsa la distanza fra Maratona e Atene – i famosi 42 e rotti km – e giunto a destinazione e portata la buona novella collassò e morì per l’eccessivo sforzo.
Oggi di maratone se ne corrono decine in Italia e centinaia in Europa. Migliaia in tutto il mondo, anche in un sol giorno. Fortunatamente però, salvo tragici casi isolati, nessuno muore. È perché siamo meglio allenati? O forse l’uomo moderno è più forte del suo collega di 2500 anni fa?

La storia di Fidippide è un po’ più complessa

In verità, come racconta il famoso ultramaratoneta Dean Karnazes (che, tra l’altro, ha origini greche) che nel 2014 ha corso la Spartathlon, Fidippide corse molti, molti, ma molti più chilometri dei 42 che, secondo la storia, l’avrebbero stroncato. 

Innanzitutto Fidippide non correva con delle fiammanti scarpe da running (e non aveva neanche delle Nike, anche se giunto ad Atene pronunciò la famosa frase “Nike! Nike! Nenikekiam” ossia “Vittoria! Vittoria! Abbiamo vinto!”). Innanzitutto era un emerodromo, cioè un messaggero che recapitava messaggi da un luogo all’altro della Grecia correndo. E, ancora una volta, non lo faceva con comodo abbigliamento tecnico ma con l’armatura e tutti gli orpelli che si addicevano a un militare. 

Ma la notizia forse più sconvolgente è che sembra che Fidippide non coprì nemmeno la distanza da Maratona ad Atene. Ma prima di far causa a tutte le organizzazioni delle maratone a cui hai partecipato per truffa, aspetta. Fidippide fece molto di più.

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Ricordi? Un emerodromo doveva portare messaggi e il suo compito fu in realtà quello di correre verso Sparta partendo da Atene per convincere gli spartani a mandare un contingente militare ad Atene e poi a Maratona per difendere la Grecia intera dall’attacco barbaro. Sebbene le due città fossero state spesso in guerra fra di loro, la richiesta era disperata ma giustificata da un fine superiore: difendere la Civiltà dalla barbarie. Ma Atene distava e dista da Sparta 240 km, non 42. Fidippide li corse in 2 giorni, senza sosta e forsennatamente. Giunto a destinazione doveva convincere i suoi cittadini che il momento era grave e solenne e che c’era bisogno del loro aiuto. Ci riuscì e gli spartani gli assicurarono che avrebbero mandato i loro uomini. Ma non era ancora finita: doveva ritornare ad Atene a dare la notizia: i rinforzi sarebbero arrivati ma non in tempo. In quei giorni infatti non c’era luna piena e gli spartani credevano che non si dovesse mai andare in guerra con la luna crescente. Quindi bisognava aspettare altri 6 giorni.

Una corsa contro il tempo

Fidippide non poteva di certo aspettare. Si riposò poche ore, si rifocillò e il giorno dopo compì il percorso al contrario, verso Atene: altri 240 km, altri 2 giorni di corsa folle e ininterrotta. E giunto ad Atene portò la buona novella, fondamentale anche perché permise agli ateniesi di modificare i piani militari sapendo che per altri giorni non avrebbero potuto contare sull’aiuto degli spartani. Come andò poi è storia: un’ardita scommessa militare permise agli ateniesi di cogliere alla sprovvista e al mattino presto i persiani che, nonostante fossero in 60.000 contro i 10.000 greci, vennero sconfitti.

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E Fidippide?

A questo punto ti starai chiedendo come Fidippide abbia potuto correre da Maratona ad Atene per annunciare la vittoria se nel frattempo… era ad Atene. Infatti: sembra che l’emerodromo che compì il fatale percorso non fu Fidippide ma un altro e che, giunto a destinazione, effettivamente morì per lo sforzo.
Per questo la distanza olimpica si celebra sui 42 km e non sui 480 (e ne siamo tutti lieti, vero?): perché per gli antichi greci morire per difendere la patria era il più alto degli onori e quello andava celebrato.
La storia è forse ingiusta verso questo emerodromo anonimo perché non sa dargli un nome o gliene dà uno di un altro? No di certo: ne celebra comunque le gesta. È però forse troppo generosa con Fidippide che, in realtà, si dice, non fu l’uomo che annunciò la vittoria per poi morire? Ancora una volta, no: innanzitutto perché corse per 480 km (ossia 11 volte e mezzo una maratona) e perché senza il suo gesto eroico gli ateniesi non sarebbero stati a conoscenza dell’entità delle forze in campo e non avrebbero mai potuto pianificare la strategia che, alla fine, si rivelò vincente.

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

3 COMMENTI

  1. Nessuno ha commentato questo articolo??!??? Maddaiiiii, è bellissimo! Grazie! Ancora mi devo mettere sotto per correre la mia prima maratona…ma la vera storia di Fidippide mi verrà certamente in aiuto nei momenti di sofferenza acuta :)

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