100km (Il Passatore). Nozioni a caso da una che la sta per fare.

Qualcuno si chiede perchè, qualcuno la prova a correre. Provo a mettermi i panni della seconda e raccontarvi cosa precede questa gara!

Tempo di lettura: 4 minuti

Insomma, da che ho deciso di fare questa schiocchezza chiamata 100km del Passatore ne è passato di tempo, di km e di paesaggi sfilati via veloci.

Come quasi sempre mi è successo nella mia carriera di runner, queste esperienze le ho scelte per l’irresistibile attrazione che ho del “viaggio”, cioè del periodo di preparazione per il gran giorno. E a volte penso che siano anche queste esperienze che scelgono te, non mi chiedete come, ma io questa sensazione ce l’ho.

Questo genere di, chiamiamole, “performance” sportive suscitano sempre stati d’animo e conversazioni molto interessanti. Sorvolando la monotonia sul tema “sei pazza/chi te l’ha fatto fare/te l’ha ordinato il dottore/io manco in motorino/sei sicura di non esserti evoluta da un’altra specie?”, vorrei cercare di dare alcune nozioni a caso per chi è incuriosito dal tema “Una 100km. Perchè? Curiosità & affini”. Fa un po’ Marzullo, ma alla fine visto che siamo su RunLovers, penso possiamo farlo.

Scusate se vado in ordine sparso, ma proprio perchè lo spirito della runner anarchica vive sempre un pochino dentro di me, terrò fede alla mia usuale confusione. Così vedo anche se state attenti.

  1. Ma corri veramente per 100km? Cioè sempre?

Beh in teoria sarebbe molto figo. In pratica siamo realisti e passiamo al secondo punto.

  1. Quanto impiegherai?
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Ciao!

Come rispondo ormai io con nonchalance “Più che altro vorrei arrivarci, in fondo”. In maniera obiettiva e per non crearmi ansie da prestazione (che di ansie poi ne avrò già di mio, chevvelodicoafa’) mi sono detta che se arrivassi verso le 3 – 4 di notte sarebbe top. Vorrebbe dire 12-13 ore di gara, in parte anche camminate.

  1. Sei sicura di arrivare in fondo?

Ecco, diciamo che le variabili legate a distanze così lunghe sono veramente troppissime da calcolare. Figuriamoci per una così somara come me in matematica. Come sempre, come tutti noi che corriamo, io inizio per finire e passare il traguardo. Se poi non sarà così, l’importante è farsene una ragione e avere il buon senso di ritirarsi evitando danni.

  1. Quanto tempo ci vuole per preparare una gara così?

La cosa più bella secondo me di queste distanze, è che ti costringono veramente a fare i conti con te stessa. Voglio dire, se corri da una vita e con costanza magari potresti prepararla in meno tempo di quanto ci ho messo io. La sottoscritta se l’è presa con calma e ha iniziato a Settembre 2015. Sono stati 9 mesi di corse, dove davvero puoi dare il tempo al tuo corpo di abituarsi con calma a fare certe cose e scoprirne i limiti o cose che non sapevi. Ed è bellissimo!

  1. Questa è una domanda per vedere se siete ancora svegli e state leggendo: entro ancora prima di avere aperto, chi sono?
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La risposta ve la do se arrivate alla fine dell’articolo. Forse.

  1. Ti devi allenare tutti i giorni?

No. Il corpo è un tempio e va rispettato. Già penso che Dio non ci abbia programmato proprio per correre 100k d’emblée, quindi sarebbe cosa buona & giusta darsi dei ritmi sostenibili per preparare “quella roba lì” come la chiama qualche mia conoscenza… A volte mi sono allenata 5 volte a settimana, a volte 4, spesso ho messo dentro anche un po’ di nuoto. Fondamentale anche vagonate di stetching, sempre! Anche perchè l’infortunio può essere sempre dietro l’angolo quando si testano i propri limiti. Quindi siamo tutti d’accordo che se lo possiamo evitare è meglio! (E comunque io non l’ho evitato eh. Stop di 2 settimane giusto prima della 42km di Milano)

  1. Oh, ma chissà quanto mangi e quando stai dimagrendo!

Boh ragazzi, io onestamente sono programmata per correre ma non per dimagrire. Sono esattamente quanto ero quando ho iniziato a preparare ‘sta gara (e mi devo sposare ed entrare in un vestito a luglio, li mortacci…). Comunque credo che sia davvero molto soggettivo. A ogni fisico corrisponde una reazione diversa, quindi lo vedrete mano a mano nel caso decidiate di imbarcarvi per l’impresa.

  1. Qual è la distanza più lunga che corri prima della gara?

No. Fermi. Per favore non passate alla seconda domanda come quando sento quelli che chiedono sulla maratona: “Ma per fare una maratona, devi correre prima 42km?”.

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Mo’ ve lo dico, se facevo 100km di allenamento, col kaiser che poi mi facevo anche la 100km. Diciamo che la distanza più lunga l’ho sperimentata sabato scorso, quando ho fatto 60km di corsa quasi del tutto in solitaria (ho avuto il mio ragazzo che ha corso con me per 7km). Volendo questi lunghi si possono anche spezzare in 2 da 30km fatti in un solo giorno senza recupero completo di carboidrati. Poche settimane fa avevo già corso 2 maratone e un paio di volte 30km (non negli stessi giorni eh). Sono sopravvissuta, oggi ho corso di nuovo e c’avevo pure voglia di correre, quindi mi pare bene no?

  1. Perchè lo fai?

“disperata ragazzaaaa miaaaaa, perchè ti fai del male, perchèèè ce l’hai con teeeee” scusate ma Masini is always around quando mi fanno questa domanda. Ci rifletto praticamente ogni volta che mi allaccio le scarpe prima di allenarmi. Potrei dirvi molte cose, in primis la parte del viaggio che precede l’avventura di cui vi accennavo all’inizio (sì, mi sento sempre un po’ Giovane Marmotta dentro) ma alla fine c’è qualcuno che prima di me ha sintetizzato bene un pensiero che condivido, soprattutto quando parliamo di noi, delle nostre capacità:

“Di confini non ne ho mai visto uno. Ma ho sentito che esistono nella mente delle persone.”

T. Heyerdahl

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PS: per gli attenti lettori della Settimana Enigmistica, la risposta del quesito numero 5 è la chiave. Chiunque avesse indovinato può richiedere di ricevere il premio, un paio di calzini da corsa usati e mai lavati di Martino.

(Photo credits Danka & Peter)

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Annalisa Zannoni (detta Anne): lo sguardo che pietrifica, la voce che stordisce, i tentacoli che stritolano. Sono tutte caratteristiche...che non le appartengono. I tentacoli forse ma non ho mai guardato troppo bene. Anne vive in vari posti, basta che si trovino tutti sulla linea di partenza di una maratona qualsiasi. Di professione fa l'ottimista. Ha da tempo iniziato il suo processo di trasformazione in donna bionica, sostituendo con delle protesi fatte di sushi le articolazioni infortunate. E' a buon punto ma ultimamente si è fermata sul processo di bionicizzazione delle caviglie dove è richiesto del wasabi aggiuntivo. Presto però sarà ultimata e allora il suo progetto di conquista del mondo potrà continuare. E noi la seguiremo come in quel quadro dove c'era la libertà con le poppe di fuori (che però è di schiena e quindi tutti corrono per vedere cosa c'è davanti), anche se Anne è più pudica.

11 COMMENTI

  1. Hai tutta la mia stima!!!! Non ci sono parole per quanto invidi quello che stai facendo… brava brava e brava!!!

  2. Brava !! … Anche noi del gruppo “100KSmile” (5 suonati reggiani) stiamo preparando “quella cosa lì…” … e direi che siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Ovviamente “ci vedremo” ….Dove ??? Ma sulla linea di partenza, ovviamente…
    (in bocca al lupo)
    U2Lorri (RE)

    • EVVAIIIII! Penso dovremo fare un ritrovo RunLoveri anche sulla partenza di quei 100 “…” insomma di quella roba lì! Ci vediamo il 28 Lorenzo! Buona corsetta anche a voi!

  3. Stima a mille per chi si mette in gioco! Il tempo chissenè!!! Come ogni gara è una parte della vita di un runner… un’album a colori di 100 pagine in questo caso!
    In bocca al lupo da un centista per caso :)

    • Mammamia ma quanto mi piace ‘sta cosa dell’album a colori da 100 pagine!!! Dopo un bellissimo tuffo nella mia infanzia spesa a imbrattare svariati album a colori, ti ringrazio doppiamente Andrea ultrarunner per caso!

  4. 60 km? Oh mamma … io non ho superato i 50!!!!!!
    E hai proprio ragione … quelle sono le domande che fanno anche a me da quando gli amici hanno scoperto il mitico “Passatore”; l’unica che non mi hanno mai rivolto è quella sul dimagrimento; ma hanno ancora 3 settimane di tempo ;)

  5. 60 km????? Complimenti!!!!! Io non sono riuscita ad andare oltre la cinquantina!!!!! Ci vediamo al Passatore … sulla “linea” ovviamente …

  6. Ciao, la cosa più bella (secondo me) che hai detto è quella sul “viaggio”, il bello di arrivare il giorno della gara dopo tutto quel percorso fisico e di vita che hai corso per arrivarci… o, che poi è lo stesso, proprio il giorno della gara guardarsi indietro e dirsi “però, son stato capace di arrivare fin qui, mica male!”
    Sto guardandomi intorno tra un po’ di siti, per iniziare a prepararmi mentalmente: l’anno prossimo vorrei festeggiare i miei 50 (anni) regalandomi la prima 100… mi servono (un po’ di) tabelle, tanta pazienza e voglia, preparare la testa a fare il gran salto da una “semplice” maratona a questa montagna di strada… e leggere qualche svalvolato che si prepara o si è preparato: perché uno sano di mente, quella roba lì, non la fa!
    A proposito: com’è andata?

    • ciao Mario! La 100 … è andata! In realtà sto pagando quest’anno alcune conseguenze che queste gare portano con sé (acciacchi & dintorni). Però non ho smesso di correre – la cosa divertente è che poi ogni distanza senza 3 cifre ti sembra sempre “corta” :D
      E’ molto bello anche quando dici “Per me sei fuori e se te lo dico io che ho fatto la 100km … ” diciamo che sorbisce sempre il suo effetto. Detto questo, ti auguro di vivere al meglio qualsiasi gara che tu voglia regalarti, perchè la distanza non conta, conta come vivi il viaggio!

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