Kalenji: trova il tuo ritmo, goditi la tua corsa

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Martino Pietropoli
Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

Tempo di lettura: 5 minutiPerché inventarsi un titolo quando il motto di Kalenji va così bene e spiega così precisamente lo spirito del marchio francese?
Kalenji non ti dice “Vai più forte, superati, spacca tutto”. Ti dice “Ognuno ha la sua andatura, c’è chi va forte, chi va piano ma alla fine quello è che importa è solo divertirsi a correre”.

Tradotto in italiano

Kalenji_04

Come tradurre però questa filosofia in abbigliamento e scarpe da running? Facciamo un gioco: a cosa pensi se ti dico Kalenji? Molto probabilmente pensi a Decathlon e poi a prezzi bassi. Kalenji, che è il marchio di Decathlon dedicato al running e al trail, ha un DNA ben preciso: offrire a quante più persone possibili abbigliamento e scarpe a prezzi contenuti e di buona qualità. E, fino a qualche tempo fa almeno, avresti pensato “Anche cose non proprio bellissime eh”. Sì, diciamo la verità: per incontrare il gusto di massa Kalenji non aveva un’estetica particolarmente accattivante. Diciamo che faceva il suo lavoro, ma non è che fossi il più figo runner del mondo indossandoli. Ma la buona notizia è che non è più così. Per festeggiare i 10 anni del marchio (ehi, solo 10 anni! 10 anni non sono poi molti eh) Kalenji ha acquisito la confidenza che un marchio ormai consolidato può avere: quella di chi ha una personalità e non si preoccupa di mostrarla.

Chiunque può vincere

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Una cosa che i disegnatori Kalenji e chiunque ci lavori (73 persone in tutto) ci tengono a dire è che le scarpe con cui i loro atleti vincono (e ce ne sono: con le Kalenji AT MID Spikes hanno vinto gli europei di cross country nel 2013, con le Kiprun Comp Benjamin Malaty ha fatto 2h 12′ 00″ alla Paris Marathon nel 2013) sono esattamente quelle che trovi in negozio. Non sono versioni speciali. Il capo del design mi ha confessato che è più facile disegnare una scarpa per un atleta di elite perché ha delle precise esigenze e le sa esprimere. Ma farne una che vada bene a (quasi) tutti? Non è così facile. E quando ci riesci devi riuscire a farla costare poco.

Dal running per tutti al running di qualità per tutti

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Come molti condividevo questa impressione: che la qualità di Kalenji non fosse superlativa. Il design pure: era come vedersi addosso delle cose di qualche anno fa, non so come dire. Non più. L’impressione che ho avuto indossando il loro abbigliamento e soprattutto correndo con le loro scarpe è che la qualità ci sia tutta e che sia alla portata di molte persone e di molti portafogli. Forse non saranno le scarpe con la mescola più aggiornata o con la mesh più performante, ma sono delle scarpe che non hanno niente da invidiare a quelle che costano 40/50% in più. Inoltre sono scarpe che offrono anzi soluzioni perfettamente allineate con l’offerta del mercato.
Quelli di Decathlon ripetono spesso che loro non fanno sconti – ammesso che un articolo non stia uscendo di serie – perché ogni giorno ti offrono il prezzo migliore.
Non sono al traino di altri marchi, non copiano per vendere poi a meno. Hanno un’età media molto bassa (meno di 30 anni) e molto entusiasmo. I designer si ispirano ad esempi noti però la sperimentazione e il collaudo dei prodotti non sono per niente trascurati. Da quando c’è poi Thierry Breuil – campione del mondo di trail a squadre nel 2011 – gli standard si sono elevati moltissimo per adeguarsi al suo perfezionismo e alla sua ricerca dell’eccellenza.

Il design

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Benoit Buronfosse è uno dei brand designer. È giovanissimo e prima lavorava a Geonaute, la controllata di Decathlon che produce Gps e cardio. Le scarpe che ha disegnato sono belle, solide e credibili (per quanto ho potuto provarle – ti rimando ad un test più approfondito a breve). Se non ci fosse il marchio sui fianchi (o ce ne fosse un altro) le troveresti perfettamente credibili. Questo per dire in che perversi meccanismi la mente umana può ficcarci. In verità loro non si paragonano più a nessuno, non rincorrono più nessuno: a 10 anni dalla nascita Kalenji ha raggiunto la maturità per imporsi sul mercato con i suoi prezzi migliori, per far correre chi non avrebbe mai pensato che l’avrebbe fatto con una spesa decisamente contenuta: con meno di 140 euro puoi comprarti scarpe, calze, pants, maglia. E 140 è il prezzo medio di un paio di scarpe da running. E non è un caso, naturalmente.

Una grande responsabilità

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Se non sei miliardario, quando decidi di provare un nuovo sport non ti compri di certo il top dell’attrezzatura. Se vuoi giocare a golf non vai da Tiger Woods e gli proponi 300.000€ per la sua roba (e se lo fai, beh, felice per te). Compri qualcosa che costa ragionevolmente, cioè quel tanto che non ti farà sentire in colpa o dispiacere se decidessi che il running non fa per te. Kalenji è un brand che ti offre esattamente questo tipo di prodotto. Da oggi più bello e senza darti l’impressione che sei un runner, ma non sai per quanto ancora.
La responsabilità che ha sempre avuto Decathlon e ora Kalenji è stata quella di accogliere migliaia di persone che approcciavano la corsa. Per me è stato così. Poi ho acquistato anche altro ma la mia prima t-shirt tecnica era Kalenji.

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Ora questa responsabilità è accresciuta e potenziata: ora Kalenji non veste solo chi inizia a correre: lo veste bene e gli mette ai piedi delle scarpe ben pensate e ben fatte. Difficile battere un rapporto qualità-prezzo così vantaggioso. E bello trovare che a riuscirci è una squadra compatta e umile che ascolta con molta attenzione le critiche e i suggerimenti dei suoi clienti. E se sono arrivati fin qui è anche per merito del loro atteggiamento propositivo e intelligente che gli ha fatto trovare i ritmo giusto: quello loro.

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3 COMMENTS

  1. Un giorno ero al Decathlon, reparto scarpe, un padre alla figlia di dieci anni ma qui non hanno le N*** che negozio è. La figlia:ma papà il Decathlon è il negozio di chi fa sport!

  2. Vesto Kalenji da anni ormai. Il trauma più grosso l’ho avuto quando ho acquistato il mio ultimo paio di pantaloni corti… diavolo, dentro c’erano le mutande!!! Kalenji è migliorata tantissimo!

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