Gli effetti del caldo sul corpo

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Partiamo svelandoti una verità scomoda che nessuno ti dirà mai: correre col caldo fa sudare. Di più di quanto non ti succeda di solito. E non è finita: potresti pure andare più lento, anzi: lo farai di certo.

Perché sudi.

Si suda per mantenere il corpo alla giusta temperatura ed evitare un surriscaldamento potenzialmente dannoso per gli organi interni. È quindi un fenomeno perfettamente naturale: il corpo produce sudore che raffreddandosi a contatto con l’aria gli permette di scambiare calore con l’esterno e di raffreddarsi.

Bevi.

La cosa più semplice da fare dato che perdi liquidi è… bere! Quanto devi bere dipende da diversi fattori: il tuo peso corporeo, la temperatura esterna e per quanto tempo corri. Più corri, più suderai. Più pesi, più suderai. Più caldo c’è… indovina un po’. Per fare un esempio: un uomo di 70 kg che corre per un’ora a 32°C perderà circa 1,5 l di liquidi. Dovrà quindi reintegrarne altrettanti, durante la corsa e dopo, superando l’euforia conseguente alla perdita (effimera, ahimè) di 1,5 kg di peso corporeo: ha perso solo liquidi che gli conviene reintegrare al più presto, come spiegato qui.

Antonio, fa caldo.

Il caldo non solo ti fa sudare di più, ma abbatte le tue prestazioni. È stato stimato che quando la temperatura esterna supera i 27°C le tue prestazioni possono peggiorare del 20%. Non sei fuori forma: fa caldo. Accettalo. E non è finita. Il tuo corpo soffre e come se non bastasse ci si mette pure la temperatura di condensazione dell’umidità nell’aria: quanto più umidità c’è, tanto più il sudore che produci fa fatica ad evaporare e quindi a raffreddarsi, raffreddando il tuo corpo. Sì, hai capito bene: stai sudando e non serve a niente.

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Cuore matto.

Un altro modo che usa il corpo per raffreddarsi è quello di pompare il più possibile sangue verso i tessuti esterni, in modo che per radiazione e scambio di calore con l’esterno questo si raffreddi. Quindi il cuore lavora di più: più caldo, più lavoro, più fatica per il cuore. I battiti medi al minuto possono crescere fino a 20 più del normale. Normale insomma che ti senti più affaticato: il cuore sta lavorando al 12-15% più del normale per portare più sangue ai tessuti (per raffreddarli) e meno ai muscoli, che sono meno ossigenati e meno tonici e performanti.

Armageddon.

Bene: hai deciso che nonostante ci siano 35°C e un sole implacabile tu correrai. Ok. Portati da bere. Corri. Non saremo noi a fermarti. Sappi solo che se ti accadrà una delle seguenti piacevoli cose noi te l’avevamo detto: nausea, disorientamento, vomito, urine scure, crampi, malditesta, giramenti di testa, stato confusionale, tachicardia. Anche un attacco cardiaco. Ebbene sì. Stai spingendo (insensatamente) il tuo corpo OLTRE i suoi limiti. Stai obbligando il tuo cuore a pompare come un pazzo per tentare disperatamente di abbassare e controllare la tua temperatura corporea. Quindi, se ti trovi in queste condizioni e sei ancora vigile (o se un tuo amico si trova in questo stato) devi: raffreddarti/raffreddarlo in una stanza a temperatura controllata e possibilmente dotata di aria condizionata e reidratarti/reidratarlo. Se la situazione non migliora entro 30 minuti chiama (o fai chiamare) il pronto soccorso. Qui su RunLovers spesso e volentieri scherziamo, ma non sulle cose serie, e qui non scherziamo: se oltre i 30 minuti la situazione non migliora non fare sciocchezze. Chiama chi può e sa come aiutarti.

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Quindi non c’è soluzione?

C’è sempre una soluzione, ma non la troverai qui. La troverai nella seconda parte.

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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