Cos’è il tape (o taping) e a cosa serve

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Martino Pietropoli
Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

Tempo di lettura: 2 minutiHai mai visto un runner correre con delle strisce di nastro colorato appiccicate sulle gambe a formare strani intrecci?
Beh, non è una decorazione tribale o un vezzo. Si tratta forse di nastro che rilascia sostanze farmacologiche segrete e dopanti?

Niente di tutto questo.

Il taping non è un bendaggio: il bendaggio ha lo scopo di impedire certi movimenti e di bloccare uno o più muscoli. Il taping invece serve a favorire la meccanica del gesto atletico, attraverso una stimolazione neuromuscolare che agisce sulla circolazione sanguigna e il sistema linfatico. Il nastro (tape, appunto) ha un certa elasticità e densità e si adatta al movimento del muscolo posto in tensione dal nastro stesso. È in cotone, non impedisce la traspirazione naturale della pelle (non è il nastro isolante da elettricista, per intenderci ;) e utilizza adesivi antiallergici. Non rilascia alcuna sostanza e agisce solo sulla vasodilatazione del muscolo, accelerando quindi il recupero.

Stregoneria?

Perché se sei infortunato provi dolore? Perché i recettori neurali e sensoriali sono irritati e trasmettono al cervello una sensazione di sofferenza muscolare. Il taping “solleva” la pelle (poiché è applicato mettendo in tensione il muscolo) alleviando il carico sui recettori: in questo modo diminuisce il fastidio e recuperi più velocemente.

Per il recupero da infortuni? Non solo.

Il taping viene usato nel recupero da infortuni (taping terapeutico) poiché lo accelera ma anche per recuperare più velocemente dopo carichi di lavoro eccessivi (sforzo muscolare). Non è controindicato nel caso si seguano altre tecniche riabilitative ma anzi può potenziarne l’effetto terapeutico.
Può inoltre essere usato per favorire e migliorare la biomeccanica dell’atleta (taping funzionale), quindi con funzione di supporto.

Don’t try this at home.

Scherziamo, ovviamente: se te lo applichi da solo senza sapere bene cosa stai facendo e dove devi metterlo non ti procurerai danni, mal che vada non servirà a niente. Questo per dire che il taping va applicato con precisione e sapendo dove e come, quindi avendo cognizione dell’anatomia umana e delle tecniche di taping. Inoltre spesso va applicato in posizioni difficilmente accessibili: prova a farti un taping lombare e centrare i muscoli giusti e poi ne riparliamo :)
Oppure non fate come i due qui sotto, che però hanno inventato un curioso (non si sa quanto efficace) sistema per evitare di perdere le scarpe durante un cross in mezzo al fango…

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Photo from flickr by grantwe

 

(Photo credit immagine principale from Flickr by )

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