Running in New York

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Quante strade ci sono a New York? Quante avenue? E quindi quanti semafori? Correre a New York può essere un’attività frustrante perché ogni pochi passi, proprio appena si è preso lo slancio giusto, si viene interrotti da una fermata improvvisa e costretta, da un gruppo di persone, da uno stop. Eppure a New York tutti corrono, a tutte le ore, in ogni luogo: marciapiedi, parchi, in mezzo alla strada.
E’ una città che topograficamente e toponomasticamente parrebbe poco propensa a questa attività, eppure incredibilmente l’uomo vi si è adattato con intelligenza e elasticità. Tutti corrono a New York, perché la città invita ad essere esplorata e perché – quasi come un’estensione di quanto già scritto su queste pagine – un modo per conoscerla è proprio quello non di percorrerla, ma, letteralmente, di correrla.
Vediamo un po’ come.

1. No direction

Se partite da una casa o dall’albergo non avete altra alternativa che muovervi lungo i marciapiedi. Non fissate una meta (salvo quella di tornare al punto di partenza, ovviamente), ma iniziate a correre. La regola del semaforo impone che, se lo trovate rosso, quello che regola il traffico della strada perpendicolare sarà verde. Girate quindi in quella direzione. Spostatevi quindi lungo l’itinerario che i verdi vi permettono di seguire. Lo scopo è correre un certo tempo o per una certa distanza. Non badate a medie, tempi ecc. Correte e basta, dove la segnaletica vi permette. Tenete a mente una direzione generica, tipo sud o est. Cercate di andare in quella direzione per poi raggiungere un certo punto e infine tornare indietro, magari non per la stessa strada. Se c’è sole è facile orientarsi grazie alle ombre. Saprete sempre – con un po’ di concentrazione – dove si trovano i punti cardinali e certi landmark newyorchesi visibili quasi da ogni punto della Grande Mela (l’Empire State Building, per esempio) vi guideranno. New York poi è riconoscibile nelle sue parti per il tipo di edificio: gli ex stabilimenti manifatturieri di Soho, le basse case di Greenwich Village, i grattacieli eleganti e slanciati di Madison Avenue, per dirne alcuni. In ogni zona capirete bene o male dove vi trovate.

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2. Set the place

Invece di definire la media che volete tenere (il pace, appunto) scegliete un luogo: Central Park, per esempio, o Prospect Park a Brooklyn. Il primo è ottimo perché potrete correre gli ultimi 10 km della celebre maratona e avere un’idea di cosa significhi essere lì e averla quasi finita (anche se vi mancano i precedenti 31 km). Se risiedete distanti da questi luoghi, vestitevi da corsa, uscite e prendete la metro. In 20 minuti al massimo li raggiungerete da ogni parte di Manhattan. Non preoccupatevi di come siete vestiti, nessuno a New York vi baderà nemmeno se siete nudi, tranquilli. Arrivate sul luogo del delitto e correte, correte, correte. E se Central Park non vi basta, andate sulla nuovissima High Line, una vecchia sopraelevata ora riadattata a parco urbano: potrete correre fra i vecchi binari e fra esotiche piante. A dieci metri di altezza. Dove potreste farlo se non a New York? Non vi basta ancora? Correte allora lungo l’East River: accanto alla pista ciclabile potrete immettervi nel flusso dei moltissimi runner che corrono fra i vecchi pier (moli) commerciali e fra i depositi di taxi e corriere.

Ma New York è una città cosmopolita e senza orari. Vi hanno detto che è meglio correre al mattino o mai dopo cena? Andate a New York per vedere contraddetta questa teoria. Là si corre anche a mezzanotte, con la pioggia o con un freddo insostenibile. La corsa è nell’animo dei newyorchesi che così si sfogano e vivono (anche) questa straordinaria città che – per il sistema viabilistico e il traffico che ha inviterebbe ad altre occupazioni – e invece è la patria di ogni runner.

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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