TomTom esce dal mercato dei wearable

TomTom abbandona il settore dei wearable dedicati al fitness e allo sport. Quasi

CONDIVIDI

Con una certa sorpresa TomTom ha annunciato il licenziamento di 136 dipendenti impiegati nel settore dei wearable, dando inizio a un cambiamento strategico nei suoi piani industriali che prevede l’abbandono progressivo della ricerca, sviluppo e commercializzazione di dispositivi per l’attività fisica.

L’azienda olandese è da qualche anno attiva nel settore con prodotti interessanti e capaci di unire l’affidabilità al costo contenuto e si è pertanto guadagnata una clientela affezionata. Eppure le sue quote di mercato – dominato da Apple, Samsung, Fitbit e Xiaomi, almeno nel settore più consumer e non orientato agli atleti pro – sono sempre state marginali. Nel solo ultimo anno le vendite dei suoi prodotti in questa categoria sono crollate del 20% e questo spiega una decisione piuttosto drastica. Che comunque nelle parole dell’azienda stessa non significa che non ci saranno più prodotti sport, ma solo che le strategie industriali saranno rimodulate in funzione dell’attenzione dei consumatori, evidentemente polarizzata altrove.

TomTom ha molto sofferto l’affermazione degli smartphone che, in molti casi, hanno reso il suo utilizzo meno sentito dal consumatore che poteva avere in un solo dispositivo tutto quello che fino a pochi anni prima ne richiedeva diversi. Nonostante ciò e nonostante il crollo in borsa che ha portato il suo valore dai 65$ nel 2007 agli attuali 3 iniziato proprio quando sia Apple che Google sono entrati nel mercato degli smartphone (e sappiamo ora con che potenza e quali risultati l’hanno fatto), gli olandesi detengono ancora una posizione di leadership nel settore delle mappe e della navigazione personale, anche grazie a molti accordi siglati con importanti brand come Uber e Microsoft per fornire le mappe e il supporto dei suoi ingegneri per sviluppare il software per le auto a guida autonoma.

TomTom insomma cambia strategia e si concentra di più solo sulla navigazione personale e le auto intelligenti e lascia il campo degli ritornando alle sue origini: dirti dove andare e come arrivarci. Che tu sia un’auto o un essere umano. Di certo di direzioni da prendere loro se ne intendono.

(via Venture Beat)

CONDIVIDI
Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

1 COMMENTO

RISPONDI

Please enter your comment!
Please enter your name here