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Si può correre senza infortunarsi?

  • 2 minute read

Quante volte sei stato costretto a restare fermo perché ti eri infortunato? E l’ironia è che ti eri infortunato proprio… correndo! Di infortuni ce ne sono finché ne vuoi: tendiniti, fasciti plantari, ginocchia doloranti, sciatiche. Un’enciclopedia intera.
Ma cosa causa esattamente un infortunio, escluso che tu sa inciampato e ti sia spalmato sul marciapiede (in quel caso è abbastanza chiaro)?
La scienza ha sempre spiegato che dipende da diversi fattori:

  • Come corri (atterri di tallone o di avampiede?)
  • Che scarpe usi
  • Quanto pesi
  • Che livello di allenamento – e quindi che muscolatura – hai

Puoi correre insomma con scarpe che non sono adatte per te (e qui ti spieghiamo come sceglierle), o non essere allenato, oppure pesare troppo. Ma puoi anche pesare troppo e non usare le scarpe giuste e farti male, oppure pesare troppo e non farti male per niente. Perché usi le scarpe giuste. Un bel casino eh?

Una nuova spiegazione

I ricercatori della Harvard Medical School hanno deciso invece di concentrarsi su un diverso fattore: la forza con cui il runner atterra. Volevano insomma capire se non fosse proprio quello a determinare l’insorgenza o meno di problemi.
Per condurre lo studio durato 2 anni hanno reclutato 249 runner donne non professioniste ma con buone capacità e molta costanza (leggi: molti km alle spalle) e hanno chiesto loro di tenere un diario degli infortuni. C’era chi atterrava di tallone e chi di avampiede ma il risultato del test ha dimostrato che poco contavano le scarpe, il peso o l’impostazione di corsa: contava la forza con cui impattavano (il “ponding”, detto all’inglese). Su tutte 249, solo 21 non hanno riportato alcun tipo di infortunio. Indovina quali? Esatto: quelle più “gentili”, che – strumenti di misurazione alla mano – atterravano con più delicatezza sulla strada.

Ok, e quindi come faccio adesso?

Ci sono 2 modi indicati dagli esperti per diminuire la forza con cui atterri. Uno comporta di cambiare il modo in cui corri e uno è più facilmente applicabile.

  1. Corri di avampiede: è un rimedio che i profeti del natural running sostengono da sempre, ma sembra ormai chiaro che il corpo umano è meccanicamente predisposto a correre così, non di tallone. Cioè: puoi correre anche di tallone, ma solo con scarpe molto ammortizzate
  2. Passi brevi e più frequenti: più passi fai, meno peso scarichi a terra per ogni passo. Immagina di camminare su un lago ghiacciato: hai più probabilità di sfondare il ghiaccio se cammini come un orso o come una gazzella? Ecco: devi essere una gazzella. Sì, immagina pure di avere il solito leone che ogni mattina si sveglia ecc. Sapere che ti inseguono è sempre un buon motivo per correre forte ;)

(Fonte: NY Times, Harvard Medical School)

(Photo credits Alex wong)

9 commenti
  1. peppececere ha detto:
    30 Maggio 2016 alle 13:02

    Grazie sempre ..per articoli interessantissimi..

    Rispondi
  2. omar ha detto:
    30 Maggio 2016 alle 16:24

    Io sono uno di quelli con il podding elevato (oltre ad essere pesante – 85 Kg).
    Io per evitare infortuni tendo a cambiare scarpe attorno ai 400 Km o anche prima, se inizio a sentire dei fastidi alle articolazioni. Le gambe ringraziano, il portafogli un po meno… Ma meglio spenderli in scarpe che in medicine

    Rispondi
  3. MANUELA VISCONTI ha detto:
    8 Giugno 2016 alle 17:16

    Io sono reduce da una tendinite al perone…provero’ ad atterrare di avsmpiede e meno di tallone!!!

    Rispondi
  4. Roberto ha detto:
    11 Settembre 2016 alle 12:39

    Tutto molto giusto in teoria, pero’ si possono creare degli scompensi a cambiare l’impostazione di corsa, specialmente non piu’giovani si e’ proprio un bel casino. Un pensiero personale per la mia esperienza tenere un ritmo basso.

    Rispondi
    1. Martino Pietropoli ha detto:
      11 Settembre 2016 alle 23:32

      E arrivarci gradualmente, hai detto benissimo. Grazie Roberto!

      Rispondi
    2. Salvatore ha detto:
      12 Novembre 2018 alle 18:06

      Da un paio d’anni ho cominciato ad inseguire la tecnica Natural, dapprima scegliendo scarpe con drop basso per poi passare al drop 0. Adesso ho una cadenza che è costantemente sui 90. Il problema è che ho cominciato ad avere forti dolori ai tendini rotulei, non sono infiammati ma molto provati! Sarà che ho 45 anni? Cmq non saprei come tornare a correre come prima🤪

      Rispondi
      1. Martino Pietropoli ha detto:
        13 Novembre 2018 alle 09:43

        Ciao Salvatore: corri con scarpe ammortizzate? Osservando le tendenze di mercato (che riflettono le richieste e necessità del mercato) si può notare che molti produttori hanno optato per soluzioni a drop zero ma molto ammortizzate, proprio per dare una corsa natural nell’assetto ma senza caricare troppo le articolazioni.

        Rispondi
  5. Cristina Lussiana ha detto:
    28 Novembre 2016 alle 16:28

    grazie!
    come si fa a essere inclusi in questi studi di running? giusto per fare un favore alla scienza: includendo me i ricercatori possono star sicuri di coprire un vasto campionario di infortuni!

    Rispondi
    1. Martino Pietropoli ha detto:
      28 Novembre 2016 alle 18:14

      Ahahah ma infatti: ci offriremmo volentieri anche noi!

      Rispondi

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