ASICS DynaFlyte with FlyteFoam: la triade dell’equilibrio

Le ultime arrivate di casa ASICS, sono leggere, superammortizzate, veloci e versatili. Ci piacciono!

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Ok, parlando di scarpe giapponesi è quasi impossibile non pensare ai manga o certi riferimenti culturali, anche se forse la triade era cinese e trattavasi di organizzazione criminale. Per chiarire: il crimine con le ASICS DynaFlyte with FlyteFoam non c’entra NIENTE, è che la triade è l’immagine che meglio rende la caratteristica peculiare di queste nuovissime scarpe che basano la loro forza proprio sull’equilibrio di 3 caratteristiche.

Una nuova mescola

Partiamo dalle novità, che non sono poca cosa. La principale è contenuta nell’intersuola e si chiama FlyteFoam: è una nuova mescola già presentata nelle Metarun. In quel caso si trattava di una scarpa-manifesto: tiratura limitata e costo stellare (250€) per presentare tutte le tecnologie che ASICS avrebbe impiegato negli anni a venire nei modelli da running. E le DynaFlyte inaugurano l’impiego del FlyteFoam, una mescola molto reattiva e molto leggera di nuovissima concezione. Che funziona, eccome.

NEW YORK, NY - JUNE 14: The new DynaFlyte running shoe, ASICS? lightest-ever cushioning shoe, as seen on the DynaFlyte Deck, a test track specially designed for ASICS? DynaFlyte Global Launch Event on June 14, 2016 in New York City. (Photo by Neilson Barnard/Getty Images for ASICS)

La triade

ASICS ha lavorato su 3 caratteristiche: leggerezza, reattività e ammortizzazione. Aveva notato infatti che dalle scarpe molti suoi clienti chiedevano la massima velocità, che si ottiene – muscoli a parte – con scarpe leggerissime e molto reattive. La descrizione delle scarpe da allenamento veloce insomma, con cui non ci fai più di 10-15 km. E se riuscissimo a fare qualcosa di altrettanto leggero e reattivo, ma molto ammortizzato? Questo si sono chiesti e questo hanno a mio parere ottenuto: le DynaFlyte sono molto molto leggere e molto ammortizzate.

Perché però hanno insistito sulla leggerezza, ottenendola con una mescola dell’intersuola innovativa e molto meno pesante delle tradizionali? Perché la massima potenza la puoi esprimere solo se non devi sollevare una scarpa pesante e protettiva quando di energia ne hai sempre meno, cioè nelle fasi finali della tua corsa. Dopo i 15 km una scarpa pesante pesa 4 volte tanto, o almeno così la percepisci. Se è leggera devi preoccuparti di correre con la forza che hai, senza pensare alle scarpe. Semplice no?
Fino ad oggi l’ammortizzazione si otteneva con intersuole molto elastiche ma pesanti. La leggerezza con scarpe ridotte all’osso (e quindi con poca ammortizzazione) e la reattività con intersuole sottili (e quindi, ancora una volta, con poca ammortizzazione).
ASICS ha intrapreso una strada che cerca un compromesso fra tutte queste componenti. Le DynaFlyte non sono più veloci di una scarpa da velocità e non sono leggere come un scarpa da gara. Però sono un po’ di tutto e quindi sono molto più versatili.

My kind of shoes

Un test infallibile per capire se una scarpa mi piace consiste nel valutare se sono felice di usarla quando sto per correre. Meglio ancora: se l’idea di andare a correre, già bella di per sé, è migliorata dal pensiero di farlo con un certo tipo di scarpe, allora sto usando delle scarpe che mi stanno piacendo. Con le DynaFlyte è successo proprio questo: esteticamente non sono le più belle, ma messe ai piedi ti trasmettono solo voglia di correre. Il puntale è largo e permette alle dita dei piedi di aprirsi in fase di stacco. L’ammortizzazione è ottima su tutta la pianta del piede, quindi sia per chi corre di tallone che per chi corre di avampiede e la leggerezza è davvero notevole.

Per chi sono

Le DynaFlyte sono versatili anche per il tipo di runner a cui sono destinate: le può usare il runner leggero per gli allenamenti veloci e i lunghi o quello più pesante e meno allenato per le piccole percorrenze (fino a 10-15 km). Ma anche un runner pesante e con gambe (e piedi) ben allenati può correrci molto bene.

Info

Le ASICS DynaFlyte con FlyteFoam sono disponibili al prezzo di 160€ sul sito ASICS o nei negozi di running.

 

 

IN BREVE
Comodità
9
Estetica
7
Calzata
8
Tomaia
8
Suola
9
Peso percepito
10
Protezione
9
Rapporto qualità/prezzo
8
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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

19 COMMENTI

  1. Aspettavo una recensione come questa per essere sicuro della mia scelta, Martino. Divertimento al quadrato, sono le parole giuste: proverò ad essere più veloce conservando una giusta ammortizzazione. Forse le scelgo blu… Buona corsa a te!

  2. Ciao, le consiglieresti x una maratona?
    Tieni conto che sono alto 1,67 cm per 65 kg e l’ultima maratona l’ho corsa in 3h 32′
    Grazie

    • Naturalmente prima consiglio di provarle e di farci parecchi km (come faresti con qualsiasi altro paio di scarpe) ma visto il tuo peso e la tua altezza direi di sì. Ma provale prima! ;)

  3. Martino, per un soggetto leggermente al di sotto degli 80 kg con ritmi intorno ai 5:00 / 5:30 e che non supera i 21 km, possono essere una scarpa d’allenamento? Sono abbastanza protettive. Grazie!!!

  4. Non mi sono trovato bene con queste scarpe, in particolare ho sofferto probabilmente il drop troppo basso dietro, è’ come se mi obbligasse a correre un po seduto. Vengo dalla Cumulus comunque.

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