La corsa ti definisce

I cambiamenti fisici che la corsa ti regala sono solo la superficie di qualcosa di molto più profondo

Una delle cose che ripetiamo più spesso – e anche uno dei più bei doni che la corsa ti fa – è la consapevolezza. Quello che ti insegna la corsa è anche qualcosa che ti modifica profondamente: non ha a che fare con la forma fisica, il benessere o il peso ma con qualcosa di mentale, e cioè con la coscienza di ciò che stai facendo e perché.

La consapevolezza nella corsa non è solo comprensione di ciò che accade al tuo corpo con l’allenamento e di quanto siano importanti anche l’alimentazione e il recupero ma è qualcosa di più ampio. Correndo cambi completamente la percezione che hai della vita perché correre non è solo un’altra attività che segni sul calendario ma è qualcosa che modifica la tua percezione di ogni cosa.

Vedere le cose diversamente

È indubbio che correre ti cambi: lo fa fisicamente e lo fa mentalmente. Perdi peso o mantieni il tuo peso forma e soprattutto ti accorgi poco alla volta che stai reagendo alla vita in modo diverso da una volta: dai il giusto peso alle cose, l’ansia è una tua frequentazione sempre più rada, sei più tollerante. Fare fatica ti ha insegnato anche ad avere un rapporto diverso col cibo: conoscendo la fatica fisica e quale impegno sia richiesto per mantenersi in forma rifletti molto prima di mangiare qualcosa che sai che smaltirai con difficoltà. Allo stesso tempo quando ti concedi qualcosa di goloso lo fai apprezzandolo ancora di più e assaporandolo nella sua unicità. Insomma: dai più valore alle cose.

Dopo qualche tempo che corri il disegno ti sarà sempre più chiaro: non esiste solo l’allenamento ma esiste invece qualcosa di più grande. Immaginati le componenti “Allenamento – Recupero – Alimentazione” di cui spesso ti parliamo. Sono la Potentissima Triade, o, in altre parole, le tre gambe su cui si deve reggere una preparazione completa che non deve mai trascurare come ti procuri l’energia che brucerai nell’allenamento e come recupererai le forze spese nella corsa (o in qualsiasi altro sport tu pratichi).

Essere una cosa sola

Cosa ti ha insegnato alla fine questo atteggiamento? Che sei una creatura più complessa di quanto pensassi: sei costituito da parti collegate fra di loro e adesso hai imparato a farle dialogare.

Di quella triade di cui si parlava prima si dice spesso che rappresenta una visione olistica della vita, cioè ispirata alla connessione fra le parti, che cerca un equilibrio fra cose diverse. Dormire è diverso dal mangiare e dal correre eppure ognuna di queste attività presa da sola non renderebbe la tua vita equilibrata, mentre considerate nel loro insieme e pur nelle loro differenze, riescono a trovare un punto di equilibrio.

Se ci pensi, accade la stessa cosa anche nella tua vita in generale. Il lavoro ti caratterizza ma non ti definisce, come sei in pubblico dà una certa visione di te ma non mostra tutto, la solitudine definisce un altro aspetto della tua personalità che tratteggia meglio la tua interezza, così come lo fanno gli affetti. Ognuna di queste tessere ti definisce e la corsa ti ha dato la consapevolezza per capirlo, per vedere le connessioni fra le parti, per capire quanto non siano aspetti isolati della tua vita ma comunichino invece fra di loro, influenzandosi positivamente. Se correre ti dà serenità la porterai nel lavoro o nei rapporti sociali, se hai superato un tuo limite fisico magicamente capirai di poter fare la stessa cosa anche per un limite mentale e caratteriale.

Concludo con una ragionevole provocazione: forse non è vero che la corsa ti ha cambiato, forse la corsa ti ha solo rivelato. Perché avere consapevolezza, alla fine, significa capire chi sei.

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