Perché la costanza ti aiuta a correre (e a vivere) meglio

A volte impostiamo degli obiettivi da raggiungere costi quel che costi, ma la realtà è che per farlo servono due cose: costanza e pazienza.

Uno degli aspetti della mia vita, di quella di tutti i giorni, è la consuetudine. Faccio più o meno sempre le stesse cose, ho pressapoco sempre gli stessi orari e riesco a incastrare i vari interessi per rientrare nelle ventiquattro ore di una giornata senza togliere troppo tempo al sonno, che è l’attività meno profiqua di tutte ma che in realtà è quella più importante.

Ecco, detta così sembrerebbe una vita discretamente noiosa e senza nessun cambiamento. Forse lo è in effetti, ma io non la vedo per nulla così, anzi. Il fatto è che la parola consuetudine che ho utilizzato all’inizio di questo articolo è una parola che può avere accezione negativa, se la interpretiamo come “abitudine, o peggio ancora, “appiattimento”.

In realtà forse avrei dovuto usare un altro termine: costanza.
Questa sì che è una bella parola, eh? Ghemon dice che “la costanza è l’acqua che buca qualunque materia” e ha ragione, perché pian piano, perseverando, si raggiungono i risultati cercati. Facile eh? Tutt’altro.

CAMBIA IL TUO MODO DI PENSARE

A dirla così, questa cosa della costanza, sembra sia una cosa relativamente semplice da attuare. In realtà è molto complicato e richiede tempo per riuscire a organizzarsi e incastrare tutto. Non è solo questione di motivazione, anzi, in questo caso la motivazione c’entra poco e per una volta la si dovrebbe lasciare in un angolo, perché la costanza non è solo motivazione. Si integrano l’una con l’altra, si completano a vicenda, ma non sono intercambiabili.

Quando sei stanco per una giornata pesante ed esci comunque a correre, o quando sai che non riuscirai a raggiungere un obiettivo che ti eri prefissato ma fai lo stesso l’allenamento che avevi programmato, non è la motivazione che ti fa fare il primo passo, ma la costanza.

Se lo si guarda in modo superficiale, si potrebbe pensare alla costanza come a un dovere fare qualcosa, ma è un punto di vista sbagliato, perché la costanza è il volere fare. La cosa bella è che essendo legata al voler fare e non al dover fare, qualche volta ci possiamo anche permettere di staccare, di prendere una pausa, senza per questo venir meno alla nostra consuetudine di apertura articolo. Semplicemente, apportiamo quelle modifiche che ci consentono di adattarci, di far riposare il nostro corpo e farlo riprendere per poter ripartire con più energie nei giorni successivi.

La fretta di voler migliorare e la ricerca di risultati veloci non vanno d’accordo con la costanza, e su questo dovremmo concentrarci e cambiare il nostro modo di pensare. Perchè – ancora questo non lo avevo detto la costanza si valuta su tempi lunghi, non sulla singola giornata, e dovremmo sempre farla andare in compagnia di un’altra bella parola: pazienza.

(Credits immagine principale: EpicStockMedia on DepositPhotos.com)

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