Perché il simbolo delle olimpiadi è composto da cinque anelli?

Certi simboli sono così familiari che non ci si chiede neanche cosa significano. Tipo quello delle Olimpiadi

Questo appuntamento delle nostre “Curiosità” inizia in maniera diversa dal solito, tipo che inizia con un gioco/indovinello:

Quanti sono i colori della bandiera olimpica?

Facile dai: sono 5, come i colori degli annelli.
Sbagliato (ho sbagliato anche io, fidati): i colori della bandiera sono sei. La domanda infatti non riguardava i colori degli anelli (che sono effettivamente cinque) ma della bandiera, quindi compreso lo sfondo.

È facile essere tratti in inganno, perché lo sfondo su cui si stagliano gli anelli è bianco, quindi un colore neutro o addirittura un non-colore e quindi il nostro cervello è automaticamente portato a non considerarlo.

Perché è importante però parlare dei colori della bandiera olimpica? Perché non sono casuali e hanno a che fare con la sua storia e con il perché è fatta come è fatta.

Un po’ di storia

A disegnarla fu innanzitutto Pierre de Coubertin, cioè il fondatore dei giochi Olimpici moderni, nel lontano 1914. Fu materialmente lui a farlo, e fu sempre lui a scegliere i colori.
Il significato è molto bello, specie se si considera il momento storico in cui fu concepita e per quale scopo. Il mondo (anche se è più corretto dire l’Europa) era sull’orlo della Prima Guerra Mondiale e i giochi olimpici erano il primo grande sforzo globale per unire tutti i continenti in una sfida sportiva dall’altissimo valore simbolico.

Al tempo il mondo era più diviso di oggi, sia dal punto di vista politico ma soprattutto materiale: viaggiare era molto più difficile e bisogna immaginare che l’isolamento di molti stati fosse una conseguenza delle difficoltà di unirsi e confrontarsi per questioni anche meramente pratiche. E poi c’erano dissidi, scontri e rivalità a cui accenno solo per far capire quanto fosse encomiabile lo sforzo del Primo Comitato Olimpico che si riunì nel 1913 e che rese pubblica la bandiera ufficiale l’anno dopo. Le Olimpiadi insomma avevano un significato politico e sociale molto importante: mettevano insieme persone diverse per provenienza, lingua, cultura e tradizioni e lo facevano sul campo comune delle discipline sportive più praticate e secolari. Adesso può sembrare quasi scontato ma più di 100 anni non lo era, affatto.

Il significato degli anelli (e dei loro colori)

Gli anelli rappresentavano e rappresentano tutt’ora i cinque continenti, in ordine alfabetico: Africa, Americhe, Asia, Europa e Oceania. So già che starai pensando “Ehi, ma non sono 7 i continenti?”. Vero, sono sette, ma non a caso ho parlato di “Americhe”, cioè America del Nord e del Sud (cioè due continenti distinti). “Ok, però così siamo a 6 continenti. Chi si è fregato il settimo?”. Niente paura: il settimo è l’Antartide che, come noto, non è abitato e quindi non potrebbe portare alcun atleta alle Olimpiadi.

Ecco quindi che i cinque cerchi hanno lo scopo di rappresentare i continenti e, cosa ancor più significativa, la loro unione (o intreccio, che dir si voglia) grazie ai Giochi Olimpici.

Giusto: i colori. Perché gli anelli hanno colori diversi? Innanzitutto perché ogni colore indica un continente diverso ma anche perché – sempre secondo la spiegazione di De Coubertin – i sei colori totali (ormai non ti fai più fregare, vero?) sono i colori che appaiono in ogni bandiera del mondo. Non ho verificato e non escludo che ce ne siano con molti più colori ma di certo questi sei colori appaiono insieme ad altri in ogni bandiera di ogni nazione.

Un’ultima curiosità

Dato che ora sai cosa rappresentano gli anelli e perché hanno colori diversi ti sarà venuta la curiosità di sapere a quali continenti sono associati i diversi colori. Fino al 1951 (quando cioè il Comitato Olimpico ha ritirato l’identificazione dei continenti con i colori) l’Africa era rappresentata dal nero, le Americhe dal rosso, l’Europa dal verde, l’Oceania dal blu e l’Asia dal giallo. Ma c’è anche chi dice che l’Oceania è quella verde e l’Europa è quella blu. 

Ma alla fine, chiediamoci: importa davvero sapere di quale colore è un continente? Seguendo la lezione di De Coubertin no: l’importante è che ci fossero i colori di tutto il mondo e tutti continenti del mondo. Uniti nel nome dello sport.

 

 

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