Perché camminare è sempre un’ottima idea

Si sa che fa benissimo ma se ti serve un aiuto per convincerti, noi te ne diamo cinque

Cosa hanno in comune Charles Darwin, Friedrich Nietzsche, Ludwig van Beethoven e Aristotele? Facile, penserai: un cervello particolarmente geniale e una produzione letteraria, artistica o scientifica mostruosa. Certo, ma non solo questo: tutti questi geni amavano particolamente fare una cosa: camminare.

Dei benefici del camminare – a parte quelli, indiscutibili, di permetterti di spostarti dal punto A al punto B in modo ecologico – ti abbiamo sempre parlato. Se ne possono elencare davvero tanti: aumento della capacità di memorizzare cose, acuirsi della soglia di attenzione, capacità di rilassare la mente permettendole di focalizzarsi su aspetti meno intimi e più generali (come la bellezza della natura), miglioramento del sonno e della capacità di imparare e di pensare, aumento della creatività (ed ecco spiegato perché Darwin e Beethoven amavano camminare).

Incredibile quante cose possa fare una semplice passeggiata, non trovi?

Io stesso, nel mio piccolissimo e avendo un milionesimo del cervello di quei sommi poeti e artisti e scienziati, quando sento la mente pesante o percepisco di non riuscire a procedere nel lavoro so che c’è un’unica soluzione: uscire a camminare. Del resto alcune ricerche confermano che bastano anche pochi minuti per avere benefici, magari non fisici (pochi minuti sono niente da quel punto di vista) ma di certo mentali.

Cinque motivi per camminare

Deborah Grayson Riegel ha riassunto sulla Harvard Business Review cinque motivi che dimostrano la bontà del camminare. Insomma: se ti manca quel poco di convinzione che può spingerti a uscire di casa o dall’ufficio per farti una sana passeggiata, se pensi che farlo sia una perdita di tempo, se pensi che camminare non serve a niente perché mentre lo fai la produzione crolla… ripensaci, perché non è affatto così. Ma vediamo meglio nel dettagli i consigli di Deborah Grayson Riegel.

1. Cammina per darti una prospettiva

Specie durante la pandemia, il vivere in spazi ristretti ha ristretto anche le nostre prospettive esistenziali. Uscire all’aperto e confrontarsi – apprezzandoli – con scenari più ampi e sconfinati permette di allargare anche le proprie prospettive, capendo non solo quanto non siamo al centro dell’universo, ma anche quanto questo è infinito e quanto è pieno di possibilità e variabili, molto spesso positive.

2. Cammina per creare (o mantenere) connessioni

Si può camminare in compagnia, anche perché lo sforzo fisico richiesto è moderato e, nel frattempo, si può chiacchierare, scoprendo nuove persone o approfondendo la conoscenza di altre in una modalità inedita. E se la distanza ci allontana da chi di solito cammina con noi, niente ci vieta di continuare a tenerla vicino, almeno con la parola: si può infatti anche camminare parlando al telefono con chi è molto distante, magari anche in un altro continente.

3. Cammina per imparare

Se camminare libera la mente da certi pensieri fa anche un altra cosa: fa spazio per nuove cose, tipo quelle che si possono imparare osservando il mondo o la città o ascoltando podcast o audiolibri. Tra l’altro durante le passeggiate la nostra mente è particolarmente propensa a ricevere informazioni, molto più di quanto non lo sia in altri momenti della giornata e in altre modalità.

4. Cammina per gratitudine

Premesso che ringraziare è un atto che è bene praticare tantissime volte al giorno in molti ambiti (perché si sta bene, perché si ha di che mangiare, perché si ha chi ci ama ecc. ecc. – in genere per qualsiasi cosa che non sia dovuta né garantita, cioè per tutto) anche camminare è un buon motivo per essere grati. Perché lo si può fare essendo in buona salute, perché ci libera la mente farlo, perché dopo averlo fatto si starà molto meglio.

“Grazie” resta sempre una delle più belle parole che siano mai state inventate.

5. Cammina per aumentare la produttività

Quando cammini sei meno produttivo? Mmm, io dico (e non lo dico solo io) che quando sei al lavoro puoi anche non essere produttivo come pensi di essere. Camminando invece puoi comunque fare tantissime altre cose: parlare al telefono anche di lavoro (non dovendo consultare nel frattempo documenti, salvo quelli che lo schermo del cellulare ti permette di visualizzare), prendere appunti, memorizzare nelle note vocali idee che ti vengono proprio riguardo al lavoro.

È chiaro che non tutti i lavori si prestano a queste modalità ma tanti sì, molto più di quanto si sospetti.

Vado a camminare

Ho imparato a considerare la camminata come il modo migliore per chiarirmi le idee (oltre alla corsa, naturalmente), in maniera molto più potente di altre attività, sicuramente dello stare in un ufficio o, in genere, al chiuso.

Cambiare scenario aiuta molto, associarlo al movimento e alla modalità con cui in quei frangenti funziona la mente (concentrandosi su dettagli diversi e variabili, cambiando assetto, essendo molto più stimolata visivamente) rendono questa attività una delle più efficaci per mille motivi, ma alla fine soprattutto per uno: vivere meglio. Con nessuna spesa e moltissima resa.

(Credits immagine principale: Info.zonecreative.it on DepositPhotos.com – Via Harvard Business Review)

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