Nike Air Zoom Alphafly NEXT% 2: un’eredità importante

Le Nike Alphafly sono state fra le prime scarpe in tempi recenti a utilizzare la piastra in fibra di carbonio. E ora si aggiornano

Raccogliere il testimone della prima scarpa che ha permesso a Eliud Kipchoge di correre la distanza della maratona in meno di due ore nel 2019 non è cosa da poco e Nike lo fa con la nuova versione delle Air Zoom Alphafly NEXT%: la 2.
Le Alphafly, che discendono dalle Vaporfly con cui nel 2017 Kipchoge tentò a Monza per la prima volta di abbattere il muro delle due ore, hanno un nome in realtà molto più lungo: Air Zoom Alphafly NEXT% 2.

Ogni parte di questo nome ha un senso e definisce una delle diverse tecnologie che queste scarpe – che hanno da sempre qualcosa di futuristico e quasi steampunk nel loro design – impiegano.

Air – Si tratta delle due unità (o “pod”, come le chiama Nike) contenute nell’intersuola nella zona dell’avampiede. “Air” indica l’aria che queste bolle imprigionano e di cui sfruttano le doti meccaniche. Air è anche uno dei più storici e famosi brevetti Nike.

Zoom – Si riferisce alla mescola dell’intersuola, la leggeressima e reattiva ZoomX, per la prima volta impiegata nelle Vaporfly.

NEXT% – Non è propriamente una tecnologia Nike ma fa riferimento all’incremento delle prestazioni che la piastra in fibra di carbonio presente sin dalla capostipite garantirebbe all’atleta. Al tempo e secondo studi scientifici questo incremento percentuale venne stimato nel 4%, ora il simbolo “%” sottintende che sono scarpe che, semplicemente, ti fanno andare più veloce.

Cosa c’è di nuovo

Nike conferma il profilo dell’intersuola con il tallone “sfuggente” che ha reso queste scarpe sin dalla prima versione iconiche e facilmente riconoscibili. Nella versione 2 l’estetica è più costruita e l’intersuola sembra composta da due strati, forse a evidenziare maggiormente la presenza della piastra in fibre di carbonio.

Le due unità Air nell’avampiede sono confermate ma hanno più materiale ZoomX a separarle della strada, per aumentare la risposta meccanica e potenziarne la reazione.

Non sembrano esserci modifiche sostanziali alla tecnologia del carbonio impiegata: Nike parla di conferma della piastra in carbonio a tutta lunghezza ma senza fornire dettagli che lascino pensare a qualche aggiornamento tecnologico particolare.

Uno scenario molto mutato

Molte cose sono cambiate dal 2017/2019: ora ogni brand ha una o più offerte di scarpe basate sulla tecnologia del carbonio. Il segmento di mercato stesso si è frazionato in molteplici proposte divise per prestazioni, tecnologia e prezzo. Oggi parlare di “carbonio” significa riferirsi a un materiale con impieghi ed esiti prestazionali diversi. C’è chi propone piastre in carbonio più “gentili” e adatte a più tipi di runner e chi è più orientato alla prestazione pura, spesso riferendosi a un mercato molto preciso con un’offerta altamente tecnologica per la quale è ormai stato coniato un termine apposito: Super Shoes.

Le AlphaFly NEXT% 2 ne fanno di certo parte per la stirpe da cui provengono e per le caratteristiche tecniche. Oggi si trovano però a competere in un ambiente più affollato. È un bene per il progresso della tecnologia del carbonio e per chi, con queste superscarpe, ci corre. Sempre più forte.

 

 

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