Lo sport mantiene il cervello sano

Che mens sana stia in corpore sano lo sapevano anche gli antichi. Ora la scienza lo conferma

È sorprendente constatare quanto gli antichi avessero intuito cose che poi la scienza, qualche millennio dopo, ha spiegato e dimostrato. Prendi il detto “Mens sana in corpore sano”: un corpo allenato e sano è governato da una mente altrettanto sana, o, letto dall’opposto punto di vista, una mente sana non può che appartenere a un corpo che lo è altrettanto.

Oggi la scienza dimostra che c’è un legame fisico fra mente e corpo, fra cervello e muscoli e quello che gli antichi romani avevano capito a livello intuitivo e filosofico ha una radice biologica molto chiara.

Miochine

Quale sia questo legame lo spiega la MIT Technology Review, parlando di una vera e propria “conversazione”, costantemente in atto fra corpo e cervello. L’organo più coinvolto in questo dialogo e uno dei più grandi ed estesi del nostro corpo, anche se non lo si immagina normalmente come un organo: sono i tessuti muscolari.

Il messaggero che permette a questo organo di dialogare con altre parti del corpo e soprattutto con il cervello sono le proteine chiamate miochine. I poteri di queste proteine sono super, tanto che possono creare nuove cellule e stimolare interessanti processi nel cervello. Di quali processi parliamo? Cognitivi, metabolici e fisiologici che si riflettono sulla conoscenza, l’umore e lo stato emotivo.

Il movimento gioca un ruolo particolare in questo dialogo, poiché funziona da acceleratore di questi processi, accrescendo la plasticità delle sinapsi e addirittura la formazione di nuovi neuroni, con conseguenze straordinarie sulla capacità di apprendimento e di memorizzazione. Esatto: chi si muove (e pensa quindi cosa fa la corsa!) riesce ad apprendere e memorizzare più facilmente.

Questo legame comporta che quanto più costante è la capacità di mantenere in stato funzionale ottimale il corpo e la sua muscolatura, tanto più il cervello ne giova. La capacità dei muscoli di crescere di massa e fortificarsi decresce con l’avanzare dell’età ed è per questo che l’esercizio fisico ha anche la funzione – man mano che il corpo invecchia – di mantenere vivo questo dialogo, permettendo sia al muscolo di rigenerarsi che al cervello di restare plastico, cioè di potersi costantemente riconfigurare e “riprogrammare”.

Ippocampo

A ricevere più benefici dall’esercizio fisico, specie con l’avanzare dell’età, è l’ippocampo, una parte del cervello fondamentale per l’apprendimento e la memoria. Le sue dimensioni e funzionalità tendenzialmente si riducono con l’età, portando nei casi più estremi alla demenza. L’esercizio fisico, anche moderato, ritarda e contrasta questa degenerazione fisiologica, aiutando il cervello a mantenersi sempre relativamente giovane. È stato per esempio dimostrato che l’attività fisica contrasta nei soggetti che hanno avuto danni neurologici la degenerazione delle capacità cognitive. Allo stesso modo una mancanza di esercizio fisico compromette le capacità intellettive e la memoria, che si ripercuotono sulla mobilità generale.

Il dialogo

È naturale in giovane età non avere di questi pensieri: la vita sembra piena di possibilità e libera di malanni. Come si suol dire, sembra di avere tutto il tempo del mondo. Crescendo e invecchiando si capisce invece che la prospettiva esistenziale si riduce e che è importante investire soprattutto nella salute, se non altro per assicurarsi degli anni futuri il più possibile sereni. Corpo e mente già lo sanno e infatti hanno instaurato questo dialogo sin dalla nascita.

Sta a te e a noi mantenerlo vivo. Correndo o, più in generale, muovendoti. Loro poi sanno cosa fare: si parlano e si capiscono. E ti rendono la vita più semplice.

(Credits immagine principale: EpicStockMedia on DepositPhotos.com)

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