Le parole del running – Parte seconda (H-Z)

Ogni universo ha la sua lingua e il running non è da meno. Ecco i termini più comuni che puoi incontrare e cosa significano (da H a Z)

Continua dalla puntata precedente il nostro dizionario dei termini – gergali o meno – che tutti i runner dovrebbero conoscere, se non altro per capire di cosa si parla quando si parla di running. Riprendiamo subito, dalla lettera H, anche perché è una lista lunga!

HIIT

Acronimo per High Intensity Interval Training, si tratta di un allenamento che alterna esercizi in condizione anaerobica (quindi ad alta intensità) ad altri di defaticamento a bassa intensità. Serve ad abituare il fisico a sopportare lo sforzo e ad alzare la propria di soglia di resistenza.

Intervalli

Si tratta di un tipo di allenamento volto a migliorare la velocità e la capacità di sopportare sforzi. Il nome indica che si compone di frazioni di lunghezza durante i quali la velocità aumenta secondo diverse modalità. In altre parole, si tratta di correre più forte su certe lunghezze prestabilite.

Lungo

È un particolare tipo di allenamento che, come dice il nome, prevede un chilometraggio più elevato degli allenamenti usuali, generalmente da fare a velocità lievemente inferiore al solito, per testare soprattutto la resistenza. Oppure può significare anche “Il Lungo”, ossia il nostro podcast settimanale!

Master

Categoria di atleti che hanno superato i 40 anni di età.

Maximal

Tipologia di scarpe con un’impronta molto ampia e un’intersuola molto ampia. Nate in contropposizione con le calzature minimal (che invece prevedevano pochissimo utilizzo di materiale per l’intersuola, drop zero e un ampio puntale per alloggiare comodamente le dita del piede.

Maratona

La gara regina, corsa in tutto il mondo sulla lunghezza di 42.195 metri. Qui c’è la sua storia.

Mesopiede

È la parte di piede centrale, compresa fra le dita e il calcagno.

Minimal

L’opposto delle scarpe maximal: hanno poca intersuola, drop zero e ampio puntale.

Muro

È quella fase della gara durante la quale le scorte di energia vengono meno e, se non reintegrate, causano un crollo fisico e mentale, tanto da configurarsi appunto come un muro che non permette di proseguire la strada.

Negative Split

Strategia di gara che consisente nel dividere la gara in due metà, la prima delle quali viene coperta con un ritmo più lento della seconda.

Overtraining

Condizione di eccesso di allenamento che provoca affaticamento eccessivo ed eventualmente anche infortuni.

Pacer

In gara è quel o quella runner che dà il passo, mantenendo una certa andatura in modo da permettere a chi riesce a esprimere velocità analoghe di seguirlo, senza badare a controllare sul GPS la velocità. In italiano è anche detta lepre.

Passo

È la misura della velocità in funzione di quanti minuti si impiegano a percorrere un km e si misura in min/km.

Personal best

Tradotto letteralmente significa “il miglior (tempo) personale”, cioè la miglior prestazione ottenuta da un o una runner. Generalmente si assume come PB (come viene comunemente abbreviato) quello registrato in gara ma può anche trattarsi di un tempo rilevato individualmente. Non vale barare.

Recupero

Una delle parti più trascurate dell’allenamento: quella del riposo, compreso anche il sonno. Lo scopo è quello di permettere al nostro corpo di rigenerare le fibre muscolari compromesse durante l’allenamento e, attraverso il sonno, di ricostruirle.

Split

Divisione di una lunghezza percorsa in intervalli omogenei, generalmente chilometri o miglia.

Stretching

Insieme di attività che hanno lo scopo di allungare le fibre muscolari per prepararle alla corsa o per recuperare in una fase successiva. Da non eseguirsi a ridosso degli allenamenti o delle gare poiché sottopongono a stress i muscoli e possono favorire gli infortuni.

Tempo run

Tipo di andatura eseguita a una velocità tale da innalzare la soglia lattacida, in modo da meglio sopportare gli sforzi e ritardare la produzione di acido lattico che, se non smaltito, provoca spossatezza e dolori muscolari.

Triathlon

Disciplina sportiva che, come suggerisce il nome, è composta da 3 diverse discipline: nuoto, bici e corsa, da eseguirsi in questo ordine in tre sessioni disposte senza soluzione di continuità e su distanze variabili a seconda del tipo di traithlon (fino alla massima e più impegnativa versione: l’Ironman, che prevedere 3,8 km di nuote, 180 km in bici e una maratona, per finire in bellezza).

Ultramaratona

Qualsiasi gara la cui lunghezza superi quella della maratona classica.

VO2 max

Rappresenta la quantità massima di ossigeno che può essere trasportata e utilizzata dall’organismo.

(Credits immagine principale: VaDrobotBO on DepositPhotos.com)

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