La corsa fa trovare soluzioni

Hai trovato la soluzione a un problema che pensavi irrisolvibile grazie a un corsa? È merito del pensiero laterale. E puoi allenarlo!

È mattina presto, c’è un bel vento leggero e il sole sta spuntando dietro la collina che guarda verso il mare. Stai correndo da mezz’ora circa, sei concentrato su alcune cose che ti aspettano a lavoro, però è una concentrazione leggera, non hai nulla che ti tiene particolarmente preoccupato, son le solite cose lavorative che ormai gestisci in tranquillità, eppure, quella corsa leggera e senza pensieri, te le fa vedere in un maniera diversa e ti fa pensare ad altre soluzioni per farle. Si potrebbe provare a farle anche in un altro modo, in effetti, e magari si diventa più efficienti. Allora ti fermi un secondo, prendi il telefono e scrivi due appunti veloci.

Oppure no, è quasi notte, sei andato via nero da lavoro, hai una bella gatta da pelare e non sai davvero come fare, hai messo le scarpe ai piedi e sei uscito nella solita strada stretta sull’argine, un po’ per abitudine e un po’ per sfogarti e scaricare lo stress. Non vorresti farlo, ma ti ritrovi a pensare a quel problema che vorresti risolvere al più presto ma ti sembra troppo difficile. Finchè a un certo punto, dopo la curva che ti fa passare dietro gli uffici abbandonati che ora sono diventati un ristorante thailandese – che però oggi è chiuso, un’idea ti colpisce come uno schiaffo ed eccola, la soluzione che cercavi. Ti fermi un momento e tiri fuori lo smartphone dalla tasca, fai una nota audio e salvi tutto.

Quante volte ti è capitata una situazione del genere? È uno degli effetti secondari della corsa più piacevoli. Il corpo è impegnato in uno sforzo fisico che richiede moltissime energie e il sistema circolatorio deve portare sangue ai muscoli per permettergli di muoversi, pertanto il cervello va automaticamente in una sorta di safe mode per consumare meno energie possibili. In questa situazione di risparmio energetico, la nostra mente rivela tutta la sua complessità ed efficienza, permettendoci di sviluppare quello che viene normalmente chiamato pensiero laterale, un approccio alle cose da un punto di vista differente che ti fa non solo cambiare il modo in cui guardi le cose, ma anche le possibili soluzioni a problemi che ti sembravano insormontabili o semplicemente ti permette di sviluppare delle nuove idee su cose che sei abituato a fare.

Non funziona per tutti allo stesso modo, ovviamente, ma come tante altre cose che riguardano – in un modo o nell’altro – la corsa, anche per il pensiero laterale ci si può allenare, e ci si può allenare (proprio come per la corsa) anche quando non si corre. Come? Ci sono tanti modi per farlo, ma il più semplice in assoluto è quello di creare una mappa mentale a tavolino di ciò che stai analizzando e che vuoi vedere sotto un altro punto di vista. Si prende un foglio bianco, si scrive al centro quel che ci interessa e poi si iniziano a fare delle frecce con dei collegamenti sui lati per tutte le cose che ci vengono in mente da collegare, anche quelle che in un primo momento ci sembrano scollegate perché se ti vengono in mente, un collegamento in realtà c’è, è solo da trovare.

Vedrai che poi, quando ti rimetterai le scarpe ai piedi per correre, quei collegamenti che sembravano senza senso troveranno il loro posto, devi solo lasciare che il te stesso che corre si stacchi dalla strada e inizi a osservare le cose da un punto di vista diverso.

Respira. Guarda l’orizzonte. Tieni le mani a livello del bacino. Eccoti.

(Credits immagine principale: realinemedia on DepositPhotos.com)

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