Il tempo di una corsa

Nella corsa, come in pochissime altre cose, puoi gestire il tuo tempo. E non esserne vittima

Hai mai notato quanto surreali e ridicoli siamo noi runner visti da fuori? In una città ci si può osservare spesso: scartiamo fra le altre persone che occupano il marciapiede, sembriamo avere una fretta indicibile, forse ci sta andando a fuoco la casa e dobbiamo raggiungerla al più presto. Forse dobbiamo salvare il mondo!

Oggi ci pensavo camminando. Non so se anche a te capita di osservare chi corre mentre sei in borghese. Normalmente gli mando una strizzatina d’occhi simbolica, come a dire “Sono uno dei tuoi, amico/amica”. Altre volte, specie se è qualche giorno che per un motivo o per l’altro non mi alleno, li guardo con invidia perché so cosa stanno provando e quanto vorrei essere al loro posto.

Oggi invece mi è capitato di vedere con occhio diverso uno che correva. Io ero inequivocabilmente in borghese e lui inequivocabilmente in tenuta. Ho provato a pensare a cosa ne pensavano altre persone che, come me, stavano camminando. E ho concluso che, da fuori, siamo delle creature curiose: non stiamo correndo perché abbiamo fretta, né tantomeno per raggiungere il prima possibile una destinazione “B” essendo partiti da un’origine “A”. Spesso se ci guardi bene stiamo facendo solo una gran fatica: siamo paonazzi, sudati, affaticati.

Eppure non sembriamo mica dispiaciuti per quello che stiamo facendo.

Correre, con calma

No, non è la fretta che ci motiva. Anzi, a dirla tutta non vogliamo, corriamo contro la fretta, corriamo per rallentare. Non per andare più piano ma per far andare più piano il tempo, che è una cosa diversa.
Nella vita quotidiana usiamo spesso questa espressione: “Non avere tempo” che, se ci pensi, è come dire “Non avere il sole o l’aria”. Come si può avere il sole o l’aria? Non si può, esattamente come non si può avere il tempo. Semmai è il tempo che ha noi e che dispone delle nostre vite.

In verità non è nemmeno questo il discorso. Al tempo, al sole e all’aria noi siamo completamente indifferenti. Loro esistono a prescindere da noi.

È come utilizziamo il tempo che conta, quindi sarebbe più corretto dire “Non so bene come gestire il tempo”, non “Non ho il tempo”.
Quando corriamo invece sappiamo perfettamente come gestirlo, perché in quel momento stiamo dando il valore massimo al tempo che abbiamo a disposizione: lo stiamo usando per fare una cosa che ci piace fare e ci fa stare bene.

A questo punto penserai che anche guardare un film e mangiare un gelato ti fa stare bene ed è anche vero, ma a un livello diverso. Ciò che la corsa (o lo sport, più in genere) fa alla tua mente non lo fanno un film o un gelato. Sono cose altrettanto piacevoli (anzi: più piacevoli, a dirla tutta) ma finita l’esperienza non ti resta altro che un film visto o un gelato in più… da smaltire.
Direi anzi che, fra le cose piacevoli, correre e mangiare un gelato non giocano nemmeno nello stesso campionato.

Alla ricerca del tuo tempo

Dopo aver pensato a cosa ne stavano pensando le altre persone che, come me, passeggiavano, sono tornato a immedesimarmi con quel runner e ho saputo con certezza cosa stava pensando e provando: era soddisfatto di aver fatto una cosa che gli piaceva, di aver portato a casa un altro allenamento, di aver dedicato ascolto alle proprie esigenze: era contento di aver saputo cosa fare del proprio tempo.

Quando corriamo diamo un senso al tempo: è un senso possibile e ce ne sono altri. Ci sono mille modi di utilizzarlo senza esserne succubi: non lasciar decidere ad altri cosa farne è già un buon inizio ma spesso anche gli individui più indipendenti devono organizzare il proprio tempo in funzione di agende altrui, specie nel lavoro.

Il tempo della corsa è invece uno dei tempi più personali e intimi che esistano. È quella frazione della tua giornata in cui “Ah, è fuori a correre”. È quel momento in cui sei offline e hai il superpotere di fare qualcosa che non tutti capiscono ma che tutti alla fine rispettano.

Per questo quando corriamo stiamo usando il nostro tempo nel migliore dei modi: per noi stessi, per ritrovare un equilibrio interiore, per sentirci soddisfatti, per poter irradiare buon umore anche a chi ci sta attorno e magari non corre e fatica a capire cosa ci troveremo mai.

Direi che d’ora in poi a chi ti domanda “Cosa ci trovi mai nella corsa?” puoi rispondere “Ci trovo il mio tempo”.

(Credits immagine principale: LeonidKos on DepositPhotos.com)

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