Il futuro di Kilian?

Cosa puoi fare quando hai vinto tutto quello che potevi vincere?

Kilian Jornet i Burgada ha per anni dettato le regole del trail running per come lo conosciamo oggi. Ne ha sicuramente ridefinito molti limiti e spinto moltissimi atleti a superarli, così come moltissimi amatori a migliorarsi. In tutta onestà ha pure illuso molti che quello che faceva lui fosse qualcosa alla quale potessimo avvicinarci anche noi, tanta era la semplicità con la quale sembrava farlo. Ho sempre pensato che fosse un po’ come quando guardi l’eleganza di Roger Federer con la racchetta in mano: quella naturalezza del gesto che occulta centinaia di ore di allenamento e fatiche inimmaginabili (sul tema colgo l’occasione per consigliare la lettura di Il tennis come esperienza religiosa di David Foster Wallace).

A un certo punto Kilian ha vinto tutto quello che poteva vincere. Ha raggiunto tutti gli obiettivi che si era prefissato. Gli è un po’ passata la poesia, diciamo così. Smette di gareggiare, mette in cantiere un paio di figli, si apre un paio di birre e per passare il tempo si ascolta tutte le puntate arretrate di Fuorisoglia.

Novembre 2021

(sembra una vita fa) ed ecco la prima bomba: dopo 18 anni di strettissima collaborazione annuncia il suo abbandono del team Salomon, brand che lo ha praticamente cresciuto e per il quale ha contribuito a sviluppare alcuni dei più venduti prodotti trail e a definirne le linee di stile degli ultimi anni. Non si tratta di affiliarsi a nessun altro brand – dice – ma “per iniziare un nuovo progetto di cui vi parlerò molto presto”. Lo vediamo infatti da qualche mese testare un paio di nuove scarpe: dovrebbe essere il primo della sua nuova linea di prodotti per il trail running e l’outdoor, un progetto  – del quale non sappiamo quasi nulla – che pare fondarsi sulla sostenibilità ambientale e il rispetto del pianeta.

Febbraio 2022

In un colpo solo annuncia la sua partecipazione ad alcune delle più belle e importanti gare di trail running del pianeta: la Zegama-Aizkorri (per gli amici solo Zegama), l’Hardrock 100 (tra le più belle e dure 100 miglia americane), la Sierre-Zinal e infine UTMB, quest’ultima probabilmente perché ha scoperto che pure lui dal prossimo anno dovrà raccogliere le running stones per partecipare. È subito hype, le gare saranno probabilmente anche un ottimo momento per il lancio delle suddette scarpe.

Marzo 2022

Il mese inizia con un altro annuncio e un altro abbandono: tanti saluti ai dispositivi da polso Suunto, inizia una nuova avventura con Coros. Devo dire che – tra tutte – questa è forse la notizia che mi ha colto meno di sorpresa; per anni Suunto ha dominato il mondo del trail running grazie a un ottimo hardware e un gps molto preciso, ma da tempo trovo che il suo comparto software sia enormemente indietro rispetto alla concorrenza, ai limiti dell’obsolescenza (il suo modello di punta è poi pressoché invariato da quattro anni). Per contro Coros è un brand relativamente giovane che sta investendo moltissimo in ricerca, i cui dispositivi hanno una durata della batteria da sogno e per il quale mi aspetto che Kilian partecipi in maniera attiva allo sviluppo dei prodotti (inoltre il brand negli ultimi due anni ha fatto una campagna acquisti di tutto rispetto tra gli atleti élite di tutto il mondo, mai sentito parlare di Eliud Kipchoge?). Di tutto ciò comunque Suunto pare non essersi accorto visto che sul sito ufficiale il buon K figura ancora in bella vista tra gli ambassador.

Mi pare quindi lecito aspettarsi un anno particolarmente interessante: non ho la palla di vetro e non so cosa attende Kilian Jornet per il futuro… mi sento tuttavia di escludere una sua carriera nel mondo della pesca.

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