Garmin Fenix 7: Finalmente!

Recensione completa del dispositivo che tutti stavamo aspettando

Non credo di dire nulla di sconvolgente affermando che tutti aspettassimo con ansia la nuova release della serie Fēnix. Garmin Fenix 6 era uscito nel 2019 e nel 2020 la collezione è stata arricchita dal modello Solar: molti si aspettavano il Fenix 7 già nel 2021 ma, per quanto mi riguarda, non vedo la necessità di aggiornare per forza i modelli ogni anno. E poi qualche mese di attesa in più permette anche di vedere cosa fa la concorrenza e quali sono le necessità del mercato, dopo circa tre anni era però davvero giunto il momento.

Ritroviamo le tre classiche dimensioni della serie Fenix – 42, 47 e 51 millimetri di diametro – e tre diversi allestimenti: Standard, Solar e Sapphire Solar che aggiunge la funzionalità di ricarica solare (un widget dedicato ne monitora costantemente il livello) e il vetro in zaffiro. In più, decine di varianti di colore e materiali, per un totale di 22 differenti modelli. Lo dico subito così ci leviamo il pensiero: tutti i 22 modelli hanno le mappe topografiche, puoi dormire sonni tranquilli, nelle versioni Standard e Solar puoi scegliere la regione da scaricare, mentre nel modello Sapphire Solar sono tutte precaricate.

L’oggetto

La prima cosa che mi salta all’occhio è la qualità di tutti i dettagli costruttivi e dei materiali: il Fenix 7 è un oggetto bello da tenere in mano, bello da indossare. Nonostante sia un dispositivo più voluminoso del mio (Garmin Forerunner 945 ndr) trovo subito un buon feeling al polso. Resta un oggetto un po’ pesante per i miei gusti, ma i materiali della cassa ripagano sicuramente di qualche grammo extra e, soprattutto, lo giustificano.
Il cinturino usa l’oramai collaudato QuickFit di Garmin che ne permette la sostituzione in pochi secondi senza la necessità di alcuno strumento (è inoltre molto comodo per la pulizia accurata dell’orologio).
C’è poi una piccola chicca che ho particolarmente apprezzato: il pulsante start/stop ha una protezione laterale che ne impedisce la pressione accidentale. Se nell’uso quotidiano è davvero raro che questo possa capitare, per chi come me fa molto trail è invece una di quelle piccolezze mia-più-senza. Grazie, Garmin!
Infine il mio sguardo da designer non può non notare con gioia la scelta di spostare ai quattro estremi della scocca le viti presenti sulla ghiera nel precedente modello: anche l’occhio vuole la sua parte.

Il Fenix 7 è (finalmente) un orologio con la possibilità di essere gestito anche attraverso il touch-screen. I puristi degli sportwatch storceranno un po’ il naso ma – fidati! – se lo indossi 24/7 come faccio io, ringrazierai decisamente per questa feature. Il touch è comunque disabilitato di default durante l’attività, ovviamente tutto è personalizzabile via menu.
La versione X (quella più grande, con la cassa da 51 mm) ha poi l’adorabile flashlight: una piccola luce che lampeggia in maniera automatica durante la corsa, in base al movimento del braccio e può fungere anche da luce di emergenza. Mr. Garmin facciamo che poi questa flashlight la mettiamo anche nelle versioni con cassa da 42 e 47 millimetri così siamo contenti tutti? Dai. 😉

On the road

Appena avviata l’attività, tutti i satelliti sono aggancianti in un manciata di secondi: ho testato molti prodotti Garmin e nessuno è mai stato così veloce. Bene così! Ritrovo la medesima velocità al termine della corsa, mentre ancora sul display lampeggia la scritta “saving” ricevo già la notifica di Garmin Connect e di Strava. La terza e ultima gioia è la pulizia della traccia: il supporto multi-GNSS implementato su Fenix 7 ed Epix sembra fare davvero la differenza in mezzo ai palazzi di un città come Milano (non ho trovato invece particolari miglioramenti tra boschi e sentieri di montagna).

Batteria

Nei miei test stresso sempre al massimo la batteria. Lo faccio perché io uso il mio sportwatch ogni giorno, tutto il giorno: se è vero che mi interessa quante ore di GPS può reggere in gara (almeno pari a quante ore possono reggere le mie gambe e qualcosina di più) mi interessa anche poterlo utilizzare quotidianamente con tutte le smart notification attive, mi interessa avere una watchface con il battito cardiaco sempre visibile, mi interessa ascoltare i podcast nei lunghi domenicali (anzi nel Lungo domenicale).

Non è certo un segreto che la durata della batteria sia uno degli elementi su cui si incrociano i coltelli con la concorrenza: anche senza la versione Solar (che, in ogni caso, è un’esclusiva Garmin) sono riuscito a utilizzare il mio Fenix 7 per 15 giorni e circa 15 ore di attività, con ogni possibile connessione attiva senza mai ricaricarlo. Ho raggiunto lo 0% mentre ero in cima al Resegone, ciò nonostante, per me, da questo punto di vista è sicuramente un grande sì. E poi il cavetto di ricarica – rispetto al Fenix 6 – è molto più saldo: anche in questo caso un piccolo miglioramento che fa piacere.

Software

Le funzionalità sono davvero moltissime, il Fenix è sicuramente il dispositivo Garmin outdoor per eccellenza: dalle mappe da golf a quelle skyview, dalle funzionalità surf alla visualizzazione dei waypoint su mappa, dalle dinamiche per sci di fondo e MTB a bussola e altimetro barometrico. Però se mi devo soffermare su una novità software è sicuramente la funzione Stamina, che ho prontamente inserito come schermata nel mio profilo attività di corsa. Stamina è, in soldoni, la previsione del carburante che ti resta nelle gambe: servono (almeno) un paio di settimane affinché questo calcolo sia verosimile, soprattutto occorre indossare il dispositivo 24/7 così che il monitoraggio sia il più completo possibile. Dopodiché, durante l’attività, puoi vedere quanti chilometri sei ancora in grado di percorrere se mantieni costante il ritmo: chiaramente se aumenti il ritmo la tua autonomia scenderà e viceversa.

Il giorno del mio compleanno ho pensato bene di fare un’uscita di 42 km, non ero molto allenato e infatti Stamina mi diceva che avrei retto 31 km. Aveva ragione? Aveva ragione, e al 32esimo sono scoppiato. Però ho detto che Stamina calcola il carburante nelle tue gambe, non quanto sia dura la tua testa: la verità è che ho corso anche i 10 km restanti, perché quando il corpo ti molla è l’allenamento mentale che fa la differenza e, soprattutto, grazie a Stamina sapevo che stavo andando oltre il mio limite.
Altra piccola grande novità software: ora tutte le personalizzazioni possibili le puoi gestire comodamente dall’app Garmin Connect e inviarle poi al dispositivo. Ammetto di essere un tradizionalista e di fare poche sostanziali modifiche il primo giorno e poi basta, ma sono certo che gli impallinati del tuning tamarro che cambiano una watchface al giorno impazziranno. È ovviamente possibile che in futuro ritroveremo questa funzionalità anche su altri nuovi modelli Garmin, mentre pare non sia previsto alcun rilascio retroattivo.

Indosso il Fenix 7 da circa sei settimane con una certa soddisfazione: ci ho corso in città, ci ho corso in montagna, ci sono andato in bici. Ho visto che ha pure il profilo attività padel ma non sono ancora pronto per attività così rischiose.
Lo comprerei? Non lo comprerei? È come sempre una scelta molto personale: conosco persone che acquistano il nuovo modello sempre e comunque appena esce e poi nemmeno sanno come puntare la sveglia, ci sono atleti professionisti che hanno da dieci anni lo stesso dispositivo e non lo cambierebbero per nulla al mondo. Diciamo che se – come me – hai la fortuna di avere un Forerunner 945 o un Fenix 6 Pro certamente un Fenix 7 non ti cambia la vita (anche se ammetto che vorrei fortissimamente la funzionalità Stamina e la flashlight), se invece hai un qualsiasi modello più vecchio o di segmento inferiore il mio consiglio è quello di provarlo: la differenza si sente eccome.

La mia versione preferita è sicuramente quella Solar con cassa da 47 mm. Non sono particolarmente interessato al modello Sapphire perché penso che il Gorilla Glass faccia già un ottimo lavoro, quindi mi sembra un buon compromesso. Bisogna però ricordare che il vetro zaffiro della versione Sapphire è estremamente resistente e consigliato vivamente per chi ha paura di rovinare lo schermo. Il corindone – minerale di cui lo zaffiro è una variante – offre maggior resistenza agli urti, infatti i modelli Sapphire sono consigliati proprio per i trail runner.

Trovi tutti i modelli sul sito Garmin in una forbice di prezzi tra 699,99€ e 999,99€. Ok, puoi arrivare a 1.199,99€ se scegli il modello con cinturino in titanio, però poi non ti lamentare se è troppo pesante e il tuo PB sui 10k ne risente ;)

 

Per info: garmin.com

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