Dieci modi per vivere meglio

Correre ti fa star benissimo ma non è l’unica cosa che puoi fare per trovare la serenità e l’equilibrio. Ecco dieci consigli per riuscirci

In questi tempi non è sempre facile trovare serenità. Eppure ci sono alcune cose che è possibile fare ogni giorno per migliorare la propria vita e per cercare di essere leggeri. Per stare bene, insomma.
La lista non è esaustiva – come al solito – ma è un insieme di cose che personalmente faccio o cerco di fare tutti i giorni o spesso e che mi aiutano molto a trovare un equilibrio.
Spero ci riescano anche con te.

1. Respirazione

I benefici che derivano da semplici esercizi di respirazione sono abbondantemente documentati. Pochi minuti al giorno possono permetterti di controllare stati di ansia e stress e di creare uno stato d’animo più rilassato e riflessivo.
Si tratta davvero di impegnare pochissimo tempo per avere risultati incredibili e un benessere evidente. Davvero non ci vuoi provare?

2. Meditazione

Questo è un invito più che un suggerimento: meditare non è una cosa che viene naturalissimo fare, o diciamo che è un percorso che richiede pazienza e costanza (un po’ come la corsa, se ci pensi). Quindi non ti sto dicendo di farlo come potrei dirti di camminare o di mettere sul fuoco la moka ma piuttosto ti dico: pensaci.

La meditazione non ha niente a che fare con cose new age o con la spiritualità. Spesso è rappresentata così o è associata a quell’universo ma in verità si tratta di un’attività molto fisica e corporea (che ha, ovviamente, anche una componente mentale molto importante) basata sulla respirazione e sulla percezione del presente.

Se fatta con costanza apporta benefici incalcolabili alla tua vita: serenità, capacità di valutare con serenità, imperturbabilità agli accidenti, visione positiva del futuro.
Non posso spiegarti come farla qui e in poche parole, quindi mi limito a consigliarti due app che ti possono guidare nei tuoi primi passi nella meditazione: Petit Bambou (disponibile anche in italiano) e l’ottima Balance (in inglese).

La sua pratica richiede sessioni più lunghe degli esercizi di respirazione di cui ti parlavo prima ma i risultati sono incredibili. E comunque parliamo di 10/15 minuti al giorno per averne benefici, non chissà quanto tempo!

4. Avere disciplina

Spesso si confonde la routine con la noia, mentre il ripetere le stesse cose ogni giorno può avere un altro nome: io la chiamo disciplina. Significa avere motivazione e costanza nell’applicare certi riti per noi significativi. Significa prendersi degli impegni e rispettarli (come correre un certo numero di volte alla settimana).

Nell’imprevedibilità della vita, ripetere certe azioni riesce a dare alla mente la percezione di avere il controllo su qualcosa di molto importante. Molto di ciò che ci succede ci sfugge ed è caotico ma c’è un ordine che possiamo creare e governare: quello sulle attività che svolgiamo, come le svolgiamo e con quale costanza le facciamo.

5. Fare una cosa alla volta

Il mito del multitasking e la caoticità dei tempi moderni ci hanno convinto che per essere produttivi bisogna fare tantissime cose contemporaneamente. Non parlo a caso di “mito”: solo i computer riescono a farlo, mentre gli esseri umani sono monotasking, anche quando credono di star gestendo più cose. Inevitabilmente ne sanno fare (bene) una e solo una alla volta.

Eppure questo mito resiste e ci porta ad accavallare cose, col risultato di non farne bene nessuna. Spesso ripeto quello che diceva l’ex-presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi quando gli chiedevano come facesse a fare così tante cose: “Semplice: ne faccio una alla volta”.

La mente ha un bellissimo meccanismo di gratificazione: quando completa qualcosa è contenta. Se affronti una alla volta le cose da fare nella tua lista lei sarà gratificata ogni volta che ne avrai completata una. Se le affronti contemporaneamente non ne concluderai nessuna o quasi e lei ci starà malissimo. Vogliamo volerle un po’ bene ogni tanto?

6. Correre

Ovvio, penserai: su Runlovers di cosa potrebbero parlare se non di corsa? Ho pensato però di inserire la corsa in questo elenco per un motivo preciso: per ricordare che si tratta di un piacere e non di un dovere. È certamente un piacere che a volte può costare fatica ma si tratta pur sempre di un’attività che produce benessere. Correre richiede disciplina, sforzo e capacità organizzativa ma non ha come unico scopo il mantenimento della forma fisica: è soprattutto, infatti, un modo per produrre benessere.

7. Camminare

Il camminare – sia che lo si pratichi per motivi pratici (spostarsi da un luogo a un altro), sia per l’attività in sé (camminare per il gusto di farlo, insomma) – ha molteplici benefici. Quelli fisici sono noti: mantiene in forma, regola la pressione sanguigna e fortifica il sistema cardiocircolatorio, favorisce la motilità intestinale.

Quelli che ci interessano però sono più mentali, anche perché stiamo parlando soprattutto di quel tipo di benessere: quello che viene dalla serenità.
E il camminare può fare davvero moltissimo da questo punto di vista. Fra tutti ne scelgo uno, ed è quello che chiamo “il risvegli della mente”. È infatti dimostrato che quando passiamo molte ore nello stesso luogo in cui succedono poche cose, la mente tende ad assopirsi e diventa apatica. Cosa che non succede quando lo spazio attorno a noi cambia in continuazione, come durante una passeggiata.
Soprattutto chi fa lavori di concetto è convinto di essere produttivo solo seduto alla scrivania e che camminando invece perderebbe del tempo. Invece è proprio camminando che gli possono venire nuove idee, non al chiuso dell’ufficio!

8. Togliere l’orologio dopo una certa ora

Il problema non è non avere tempo ma misurarlo troppo spesso. Avendo molte cose da fare, siamo tutti portati a controllare frequentemente che ore sono per organizzare la giornata e incastrare impegni e appuntamenti.

Fino a una certa ora del giorno è inevitabile dover sapere che ore sono ma dopo cena e quando ci si rilassa è buona abitudine non badare all’orologio o addirittura toglierlo. È anche un segnale per la nostra mente per capire che da quel momento in poi può fare quello che vuole e non quello che deve fare.

9. Oziare

Gli antichi romani lo chiamavano “otium”, ed era il contrario del “negotium”. La traduzione italiana in “ozio” non gli rende giustizia, perché con il tempo questa parola ha acquisito un’accezione negativa. Forse è la nostra cultura eccessivamente orientata alla produttività che gliel’ha dato perché in epoca romana l’ozio era cosa nobilissima. Significava non fare niente di attivo, è vero, ma in una particolare modalità: di ascolto degli stimoli esterni, che spesso si traducevano in attività non produttive in termini materiali o economici ma molto dal punto di vista intellettuale e spirituale, come scrivere, conversare, dedicarsi all’arte.

Quindi l’ozio a cui ti consiglio di dedicarti non è la pigrizia ma un momento diverso: quello della lettura, della curiosità, della cura per i passatempi o delle relazioni umane.
L’ozio è infatti anche un momento in cui la mente è molto attiva poiché stimolata. E la vivacità che riesce a raggiungere sarà di beneficio anche alla vita pratica, lavorativa ed economica.

10. Fare una torta di mele

Può sembrare una battuta ma in questo caso la torta di mele è un simbolo: serve a significare qualsiasi azione manuale che richieda concentrazione. Essere focalizzati su qualcosa permette paradossalmente di fare spazio per i pensieri.

La nostra mente è costantemente affollata di cose da fare, di impegni, di stimoli ed emozioni riferite al tempo presente ma anche al futuro.
Quando la porti a concentrarsi su una sola cosa improvvisamente si fanno spazio altri pensieri più piacevoli che in genere se ne stanno in silenzio, sopraffatti dalle cose più urgenti.

Scoprirai insomma che fare qualcosa di materiale che ti piace fare ti aiuta a pensare in maniera diversa, soprattutto a quelle cose a cui ami pensare.

Come detto all’inizio, si tratta di una lista incompleta, e lo è per un motivo preciso: che aspetta i tuoi consigli.

(Credits immagine principale: GaudiLab on DepositPhotos.com)

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