Correre nudi. In che senso, scusa?

Quando usciamo a correre, prima di iniziare a muovere il primo passo, c’è una cosa che quasi tutti noi facciamo: aspettare. A volte pochi secondi, a volte qualcuno in più. Aspettiamo finché non arriva il segnale visivo della partenza, solitamente di colore verde, accompagnato da un suono che significa “GPS agganciato”. Vediamo il cerchietto verde sull’orologio, il nostro orecchio percepisce il bip e via, partiamo per fare la nostra corsa. Lo facciamo sia perché vogliamo effettivamente tenere traccia delle nostre corse, sia perché poi ci piace se c’è qualcuno che apprezza il nostro gesto atletico. C’è un detto che è comune tra i runner (ma puoi sostituire con ciclisti, nuotatori, triatleti ecc) che dice che “se non è su Strava, non è mai successo”, dopotutto è l’era dei social networks e in molti casi la condivisione delle proprie attività sportive può anche essere di stimolo per gli altri, e può aiutare a far costruire uno stile di vita sano. Non c’è nulla di male in tutto questo, alzi la mano chi oggi non registra le proprie corse con un orologio o anche solo con un’app per lo smartphone. Tuttavia, quando l’uso della tecnologia diventa ossessivo e si passa dalla mera registrazione delle nostre attività ad un continuo controllare se si sta sul passo previsto, se i battiti salgono troppo, se i duecento metri sono davvero duecento e non duecentotre, allora hey! Forse è meglio se ci fermiamo e ci calmiamo un po’, dai! Correre prestando troppa attenzione a cosa ci dice l’orologio o la nostra app sullo smartphone provoca l’effetto opposto a quello che ogni atleta vorrebbe, perché invece che migliorare, comprendere meglio il nostro corpo e riuscire a controllare gli sforzi, ci porta ad estraniarci dalla corsa, concentrandoci solo sui dati che vediamo sul nostro polso, e se hai la fortuna di correre in un bel posto potresti anche non godertelo appieno. E poi, se non sei un atleta professionista o se non stai cercando di prepararti per migliorare al secondo un tuo determinato risultato (ma in molti casi anche in queste due situazioni) star tanto dietro al tuo orologio non serve a niente. Vale lo stesso per lo smartphone. Ci passiamo già tutta la giornata dietro, vogliamo davvero dipenderne al punto da controllarlo anche durante la nostra ora di libertà?

SPOGLIATI DELLA TECNOLOGIA

Come forse avrai capito, io penso che si possa fare a meno di entrambi, magari in modo graduale e solo per un po’ ogni tanto, giusto per rassicurare noi stessi che siamo in grado di farlo. Correre spogliandosi della tecnologia è un po’ come tornare a correre come si faceva da bambini, per il puro piacere di farlo, senza nemmeno sapere cosa siano i chilometri e il tempo. E allora per la tua corsa di oggi ti vorrei proporre di scordarti lo sportwatch a casa, lasciare il telefono sul tavolo e uscire a correre nudo. No aspetta, non prendere alla lettera la cosa, ovviamente vestiti pure come fai sempre, solo metti da parte tutta la tecnologia che di solito ti accompagna. Se proprio ritieni indispensabile tracciare la tua corsa e non ti fidi ad andar fuori casa senza lo smartphone, puoi provare questi due trucchi: metti l’orologio con il display poggiato sul polso, in modo da non avere la tentazione di guardarlo di continuo, e lo smartphone in modalità aereo, così che non ti disturbi con notifiche di messaggi e chiamate. Non sarà come non averli del tutto, ma è per sempre un inizio. E lo sai bene, che anche la corsa più lunga e impegnativa inizia con il primo passo.

(Credits immagine principale: Milan Markovic on DepositPhotos.com)

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