Chi è il tuo vero avversario?

L’avversario più insidioso è dentro di te e prima capisci che è meglio farselo amico, meglio è

Lo so, si dice che il vero avversario da battere non è quello che ha osato superarti durante l’allenamento o in gara. Si dice che il vero avversario con cui confrontarti sta dentro la tua testa e sei te stesso o te stessa. Hai mai pensato però veramente che forma ha questo tuo avversario?

Per averne uno con cui misurarsi infatti deve essere qualcosa o qualcuno: deve, in altri termini, assomigliare o essere qualcosa di concreto e non un’idea.

All’inizio

L’avversario da superare è il tuo Io del passato: quello che non concepiva il movimento se non quando non lo riguardava, quello che lo sport lo guardava solo in tv, quello che due rampe di scale lo annientavano.
Poi hai iniziato a correre e quello che sembrava fisicamente improponile mesi prima è diventato normale: camminare velocemente senza essere schiantati dalla fatica, non usare più l’ascensore, considerare l’auto una cosa che si può tranquillamente evitare.

Se ci pensi bene però, questo è un avversario che hai iniziato a distanziare appena hai iniziato a modificare le tue abitudini. Se non avevi mai corso o fatto sport, il cambiamento nella tua vita è stato radicale ed evidente. Quell’avversario l’hai già battuto, molto tempo fa.

È per questo che, se hai mantenuto la costanza nell’allenamento e la dedizione alla pratica, hai avuto poi bisogno di trovarne uno diverso, più sfidante. Si tratta pur sempre di un avversario, no?

L’avversario che ti fa continuare

Lo sanno tutti: quando hai cambiato abitudini e, per esempio, dalla sedentarietà hai abbracciato lo sport, lo sforzo più difficile da gestire è stato il continuare a farlo. È verissimo che il primo passo è il più faticoso, ma ciò non significa che quelli che vengono dopo siano comunque facili.

È in questa fase che, per trovare un avversario, hai guardato anche al di fuori di te: nelle gare, nelle sfide che consistono nel misurarsi con gli altri. Chi corre con te o chi hai deciso di sfidare in gara è una specie di sostituto del tuo Io e non è un caso che una componente della motivazione che molti si danno per prepararsi a una gara sia non solo il migliorarsi ma anche la sana competizione con altri, sul terreno comune della gara.

In questa fase il tuo avversario prende le sembianze di altre persone: sono reali, alcune le conosci, altre le incontri sulla linea di partenza.

Non sono gli unici avversari che incontrerai. Altri li avrai dentro e saranno i tuoi Io dubbioso, quello pigro, quello pessimista, quello che “tanto non cambia mai niente, tornerai a non aver voglia di fare fatica, è solo una questione di tempo”.

Motivarsi significa non solo convincersi a fare qualcosa ma anche, soprattutto, non cedere ai fantasmi del passato, alle tante forme che aveva il tuo Io una volta. Il cambiamento è già avvenuto, e ora lo stai alimentando perché continui e sia sempre più positivamente travolgente.

Il tuo avversario è il tuo migliore alleato

Più passa il tempo, più gare e sfide hai accumulato, più matura il tuo rapporto con il tuo avversario interiore. Vi siete sfidati a lungo e se sei arrivato a questo punto, hai già superato molti ostacoli e vinto molte gare, anche quelle interiori, quelle senza coppa se non quella simbolica che vedi solo tu.

Se ci fai attenzione (e se sei già a questo punto), se continui a correre è perché hai superato la fase della sfida e hai maturato un rapporto diverso con il tuo avversario interiore. È sempre un antagonista che ti sfida ma ormai lo riconosci come un amico che, invece che tentare di sfiancarti facendoti vacillare, ti spinge a dare il meglio di te con la costanza. Non si tratta più solo di migliorare i tempi o di provare allenamenti sempre più massacranti. Nel lungo periodo la grande sfida è continuare a farlo. La costanza è la conquista e non ti consegna una medaglia ma ti dà solo una grande, immensa consapevolezza.

Ora guarda al tuo fianco: c’è sempre lui, il tuo eterno avversario. Ha le sembianze che gli hai dato nella tua mente: è più magro di te, è più veloce di te, è più determinato di te.
Eppure non ti sfida più come una volta, o non lo vedi più in maniera ostile.

Se sei arrivato fino a questo punto è grazie alla tua determinazione ma anche grazie a lui o a lei. È stato nella tua testa per tutto questo tempo ma anche, in fondo, al tuo fianco. L’hai visto riflettersi nello specchio e a volte non hai voluto essere lui o lei (quello o quella che eri in passato), a volte hai voluto solo battere chi ti sembrava più forte e ti sfidava.

Alla fine hai capito che era grazie a lui o lei che ce l’avevi fatta. Hai fatto pace con il tuo avversario e improvvisamente hai capito che era grazie a lui o lei – e non nonostante lui o lei – che ce l’avevi fatta.
In quel momento hai preso per mano il quell’avversario – quello che non volevi più essere o una versione di te che non pensavi saresti mai stato – e c’hai fatto una bella corsa insieme. Perché quell’avversario, alla fine, era ed è il tuo migliore amico. E lo sapete solo voi due.

(Credits immagine principale: VitalikRadko on DepositPhotos.com)

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