Brooks People&Planet: quanto è attento al nostro pianeta il mondo del running?

Brooks ha chiesto ai runner quanto tengono all'ambiente e al pianeta. Le risposte fanno molto ben sperare

La protezione e la salvaguardia del pianeta è un argomento che ci sta particolarmente a cuore. Ne parliamo spesso quando notiamo l’attenzione delle aziende a produrre con metodi sostenibili e rispettando il contributo di chi lavora con loro e, dal canto nostro, cerchiamo di mettere in pratica questa sensibilità ogni giorno, nella vita come nella corsa.

Quello che è meno frequente sentire e conoscere è invece l’opinione di un grande numero di persone che corrono e capire qual è il loro rapporto con queste tematiche. Almeno fino a oggi, perché Brooks ha pensato di conoscere l’opinione dei runner… chiedendogliela!

People&Planet è un’indagine condotta da Brooks che ha coinvolto 3.600 runner statunitensi ed europei. I risultati sono molto interessanti e, fra i molti, questi sono quelli che ci hanno più colpiti.

La cura per l’ambiente

4 runner su 5 chiedono alle aziende di impegnarsi di più a ridurre le emissioni di CO2. Il 97% degli italiani afferma di fare regolarmente qualcosa in più verso l’ambiente durante la propria corsa, come usare una borraccia riutilizzabile o non buttare per strada gli imballaggi dei gel da corsa. Il 64% possiede e usa prodotti ecocompatibili e quasi la metà degli intervistati controlla, prima dell’acquisto, che tali prodotti siano stati realizzati rispettando determinati standard ambientali. Cresce la popolarità del plogging: il 22% dei runner raccoglie regolarmente i rifiuti che incontra lungo il proprio percorso e l’81% afferma di essere disposto a impegnarsi a raccogliere fino a tre rifiuti e a gettarli nel cestino per avere un impatto sull’ambiente.

E non è finita.
Quasi la metà dei runner usa borracce riciclabili e riutilizza le confezioni dei gel e un quinto di loro raggiunge i luoghi degli eventi e delle gare usando mezzi a basso impatto ambientale, preferendoli ad auto proprie e agli aerei.

C’è insomma una sempre più diffusa coscienza ecologica che sempre più aziende ascoltano, anche perché il 30% degli intervistati acquista solo prodotti di brand che dimostrino di produrre in maniera sostenibile, senza fare greenwashing, ossia applicando solo politiche ambientali di facciata e senza reale impatto.

Quello che fa Brooks

Oltre ad andare sempre più verso una produzione totalmente basata su plastiche riciclate, quest’anno Brooks ha raccolto 74 milioni di bottiglie di plastica, riciclandole completamente, entro la fine del 2022 i suoi uffici utilizzeranno solo energie rinnovabili ed entro il 2023 tutti i suoi prodotti proverranno al 100% da poliestere riciclato, azzerando contemporaneamente la produzione di scarti.

Per sottolineare ancora di più questo impegno, Brooks e Strava assieme all’associazione Earth Runs hanno lanciato un’iniziativa: dal 18 al 24 aprile, ogni runner potrà aggiungere chilometri alla sfida di Brooks su Strava con lo scopo di correre 100 giri intorno al mondo e fare il proprio gesto verso il pianeta tramite la propria corsa.

Per celebrare il raggiungimento di questo obiettivo, Brooks pianterà 30.000 alberi in collaborazione con l’associazione al raggiungimento dell’obiettivo.

Per partecipare ti basta iscriverti a questo link e correre la tua distanza (qualsiasi essa sia, non importa). Più correrai, più sarà facile raggiungere l’obiettivo e piantare tutti questi alberi.

Per fare qualcosa, oltre che parlarne.

Altri articoli come questo

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.