Altra Rivera 2: la sorpresa del comfort veloce

Le scarpe comode non sempre sono anche reattive e veloci, né tantomeno leggere. Non è il caso delle Altra Rivera 2

PAGELLA

COMFORT
9
ESTETICA
8
STABILITÀ
8,5
INTERSUOLA
8,5
TOMAIA
8,5
PESO PERCEPITO
9
RAPPORTO QUALITÀ/PREZZO
8,5

Quando ho calzato per la prima volta le Altra Rivera 2 ho provato una sensazione familiare: quella che provai 10 anni fa quando indossai le loro lontanissime cugine, ossia le Altra Adam: a differenza delle Rivera 2 però, quelle avevano zero ammortizzazione e offrivano zero compromessi. La forma caratteristica delle Altra è rimasta invariata in tutti questi anni: la toebox ampia, il profilo basso, la sensazione di avvolgimento della tomaia. Eppure provavo anche qualcosa di nuovo: un’incredibile comodità, ecco cos’era. Pur non avendo la Rivera 2 un’intersuola con uno spessore particolarmente importante, riesce a essere una fra le scarpe più confortevoli che abbia mai provato.

Un’altra sensazione che si prova indossandole è quella di essere lievemente sbilanciati all’indietro (ma non temere, scompare appena ci corri). Naturalmente si tratta solo di un’impressione dovuta al fatto che siamo abituati a indossare scarpe con un minimo di tacco, in genere fra i 6 e i 10 mm. E se ti sembrano pochi, sappi che il piede è una delle parti più sensibili del corpo e si accorge – eccome se si accorge – se qualcosa è cambiato in quello che ha sotto di sé.

La forma delle Altra Rivera 2 ti porta a correre sull’avampiede, annullando quindi la necessità di appoggiare sul tallone. Del resto l’intera filosofia Altra è nata proprio partendo dalla corsa natural, quindi con una toebox ampia (la punta della scarpa, larga più del normale per permettere alle dita del piede di aprirsi e di distribuire meglio i carichi) e  senza drop. Una geometria del genere sposta naturalmente l’appoggio verso l’avanti, evitando l’atterraggio sul tallone e permettendo di sviluppare una dinamica di corsa più naturale.

Quello che è cambiato – e di molto – è che queste Altra sono più “gentili”: concedono moltissima comodità, hanno una forma ampia che lascia rilassare il piede permettendogli di muoversi (pur restando saldo, ovviamente). Sono scarpe con cui può correre chiunque e non solo chi ha un piede molto allenato e capace di correre senza alcuna ammortizzazione, come richiedevano le Adam.

Indossata

Come detto, le Rivera 2 sono scarpe di rara comodità. Non parlo in questo caso del solo appoggio – morbidissimo e confortevole – ma della tomaia intera, fatta con un mesh che sembra quasi imbottito da tanto è soffice, pur essendo ben traspirante. E non è finita: ci sono altri dettagli che la rendono una delle scarpe più comode che io abbia mai provato. La linguetta è imbottita (oh, la cara vecchia linguetta imbottita) e ha una dimensione generosa, così come è morbido il collare, che accoglie e tiene saldo il piede alla scarpa.
C’è tutto quello che serve per dimenticarsi cosa si ha ai piedi, o per sospettare  – con un sorriso sulle labbra- di essere usciti con delle ciabatte molto tecnologiche ai piedi. Non resta che uscire a correre.

Sulla strada

Il sospetto principale che ho quando corro con una scarpa molto confortevole è che il comfort sia un suo punto di forza così potente da oscurare tutti gli altri e che, soprattutto, alla comodità venga sacrificata la reattività della scarpa o la sua leggerezza. Non è minimamente il caso delle Rivera 2 che invece si dimostrano molto reattive e leggerissime (250 g per l’uomo e 197 per la donna) ai piedi. Come dicevo prima, non si tratta di un modello con un’ammortizzazione eccessiva e quindi il primo pensiero è che la morbidezza si annulli “pestandoci” dentro e correndo. Invece rispondono molto bene mantenendo un incredibile equilibrio fra risposta dinamica e comfort. In altre parole: esistono scarpe comode ma lente (perché assorbono troppo) o scarpe più reattive ma non particolarmente confortevoli. Non è il caso delle Rivera 2 che raggiungono invece un punto di equilibrio perfetto fra resa dinamica e comodità.

C’è infine un altro aspetto da considerare quando si corre con scarpe così destrutturate (nel senso che lasciano il piede molto libero e lo fasciano in maniera elastica): che nei lunghi manchino di supporto, finendo per stancare. Se infatti la scarpa non interviene sostenendo il piede nelle ultime fasi di un lungo (quando le gambe sono più stanche) in genere solo una buona/ottima preparazione atletica può evitare il crollo mentale e fisico. In altre parole: se una scarpa è poco protettiva, solo una gamba e un piede molto allenati riescono a percorrere lunghe distanze. Le Rivera 2 sono invece un interessante ibrido fra una scarpa racing (con poco o nessun supporto) e una scarpa molto protettiva. E dai due estremi prendono le migliori qualità: dalla prima la leggerezza, dalla seconda una buona protezione.

Quindi, per chi sono?

Un runner ben allenato e già abituato a correre in modo natural (cioè, ripetiamo, spostato sull’avampiede) può trovare nelle Rivera 2 delle ottime compagne per allenamenti veloci e anche per lunghi impegnativi. Un runner con media preparazione (la maggior parte, cioè il runner amatoriale da 3/4 uscite a settimana) può invece godere di una scarpa estremamente confortevole, molto leggera e adatta ad allenamenti più lunghi, magari non lunghissimi.

Un ultimo, amichevole consiglio: le Rivera 2 sono talmente comode che è difficile resistere a usarle anche per passeggiare o tutti i giorni. Si dice di una scarpa comoda che è come una ciabatta e loro lo sono. Con la differenza che ci puoi soprattutto correre, eccome se ci puoi correre.

Puoi acquistare le Altra Rivera 2 nei migliori negozi specializzati o sul sito Altra Running al prezzo di 130 euro.

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