Under Armour HOVR Infinite 3 e Machina 2: perfette per iniziare a correre

Grazie alle loro doti dinamiche e all'esclusivo coaching di MapMyRun

Tempo di lettura: 7 minuti

Qual è la condizione migliore per iniziare a correre (o per migliorare velocemente)? Essere seguiti da un allenatore!

Immagina adesso che le tue scarpe da running ti parlino. Esatto: non ti servono solo per correre in sicurezza, più veloce e soprattutto evitando infortuni. Mentre corri loro osservano e registrano come lo fai e nel mentre ti dicono cosa (se è il caso) puoi correggere per farlo sempre meglio, in modo più efficiente ed economico. Non stiamo parlando delle scarpe che esisteranno nel futuro ma delle scarpe da running Under Armour: ci sono già e le puoi avere.

È strano descrivere un paio di scarpe per quello che ti dicono oltre per quello che sono ma nel caso dei modelli Under Armour connessi con MapMyRun non si può non farlo. Perché non si tratta solo di scarpe da running in quanto tali ma anche di veri e propri assistenti digitali alla corsa che ti studiano e analizzano, per migliorarti nella corsa, esattamente come fanno gli sportwatch o le fitband: strumenti che ti migliorano la vita.

Le Under Armour HOVR Infinite 3 e HOVR Machina 2 sono due modelli di scarpe da running con caratteristiche peculiari e destinate a diversi tipi di runner ma con un cuore intelligente. Le puoi usare come normalissime scarpe e correrci, oppure le puoi usare per correrci e per migliorare nella corsa, lasciando che loro ti studino e ti parlino.

Per spiegarle e capirle meglio è giusto quindi vederle da due punti di vista: come scarpe e come assistenti intelligenti.
Partiamo dal primo aspetto.

HOVR Infinite 3

Appena indossate

Appena infili il piede dentro alle Under Armour HOVR Infinite 3 hai la sensazione di essere in una scarpa che già conosci, che ti può accompagnare per molti e molti chilometri senza mai darti un problema o farti sentire il nastro d’asfalto su cui corri.

La tomaia è estremamente comoda, realizzata in due livelli con il secondo – molto traspirante – che si occupa di fasciare il piede correttamente, assicurandolo sempre alla scarpa con fermezza ma senza risultare mai invadente. Una sorta di maglia elastica pensata per darti sicurezza a ogni passo.
Ma l’elemento che colpisce di più è il comfort: linguetta e collare sono imbottiti in modo da farti sentire sempre a tuo agio, anche quando – durante le lunghe uscite – il piede tende a gonfiarsi o perdere sostegno.

La sensazione di comodità viene anche dall’intersuola, morbida e strutturata che – dall’altro lato – grazie a un drop di 8 mm ti proietta leggermente in avanti. Il messaggio che invia, anche se non te ne accorgi, è: possiamo andare dove vuoi e io sono qui per farti correre al meglio.

Su strada

Questo messaggio si conferma anche quando ci corri. E ti assicuro che, per come sono strutturate, molto probabilmente avranno una vita molto lunga ai tuoi piedi – lo abbiamo già visto con un test intensivo delle Infinte prima versione.

Le Under Armour HOVR Infinite 3 sono delle scarpe ben ammortizzate ma che non perdono mai in sensibilità sull’asfalto. Non aspettarti un effetto “cuscino sotto ai piedi”, semmai un’intersuola che – com’è giusto sia – assorbe correttamente gli atterraggi e ti restituisce la giusta energia in fase di stacco. Passo dopo passo, senza mai modificare il suo comportamento.

Un altro elemento senza dubbio apprezzabile nell’ottica delle “scarpe giuste per correre” è il drop di 8 mm: il perfetto compromesso per scaricare tutto l’appoggio dal tallone spostandolo più verso l’avampiede senza però caricare eccessivamente i polpacci e il Tendine d’Achille. So che questo può sembrare un dettaglio un po’ da nerd ma vale moltissimo perché indica come queste scarpe siano pensate fin dall’inizio per insegnarti a curare l’appoggio del piede e la frequenza di passo, aspetti necessari per curare correttamente la tecnica.

A chi si rivolgono

Con i loro 302 grammi, le HOVR Infinite 3 sono perfette per chi cerca una scarpa per gli allenamenti di qualunque distanza, anche le più lunghe. Certo, il loro terreno ideale non sono le ripetute da 200 metri in pista ma rispondono perfettamente anche quando si accelera o la tabella di allenamento prevede allunghi, fartlek o ripetute.

HOVR Machina 2

Design e feeling

Delle Machina 2 si nota subito il design minimalista e la colorazione tono su tono. Grigio e con dettagli verde acido, blu navy, nero e rosso fuoco: tutto in queste scarpe ha un colore dominante, dalla tomaia all’intersuola. Quest’ultima è poi imbrigliata in una microrete Energy Web che contiene e controlla l’energia immagazzinata nell’intersuola HOVR. Il risultato è un bilanciamento esteticamente gratificante, come se queste scarpe fossero state immerse in un unico colore che le connota e le fa sembrare fatte di un materiale unico, come se vi fossero state scavate dentro.

Indossate sono sorprendenti per diversi motivi: guardando lo spessore dell’intersuola si potrebbe pensare che siano molto ammortizzate e morbide e invece si tratta di scarpe molto reattive e secche, pur non essendo affatto rigide. L’impressione di secchezza inoltre sfuma man mano che ci si corre e soprattutto aumentando la velocità: grazie alla piastra di propulsione Pebax – ispirata alle scarpe chiodate da atletica – più ci si sposta sull’avampiede, più reagiscono con prontezza e reattività.

Chi le amerà

La loro vocazione neutra le rende adatte soprattutto all’allenamento veloce: pur non essendo scarpe particolarmente leggere (290 g – anche se al piede sono percepite come più leggere), la loro risposta è sempre pronta e invitano a spingere. La sensazione di fasciatura e contenimento è evidente ma mai fastidiosa e il fatto di aderire saldamente al piede porta naturalmente a spingere nella corsa. Pur avendo un buon grado di protezione e specie per la loro reattività, sono indicate per le lunghe distanze soprattutto per runner leggeri e in forma mentre il runner medio (magari non perfettamente in forma) può trarne gran giovamento nei lavori più tecnici. Del resto è proprio il loro cuore tecnologico a renderle perfette negli allenamenti di rifinitura e ottimizzazione del gesto atletico.
Vediamo come.

Un cuore tecnologico: usare MapMyRun

Il segreto di queste scarpe è nel sensore Bluetooth che dialoga con il tuo cellulare fornendo dati che vengono interpretati per migliorare il tuo stile di corsa. L’analisi della cadenza e della lunghezza della falcata permette infatti all’app MapMyRun di leggere il tuo modo di correre, valutarlo e fornirti riscontri – se necessari – per migliorarti. Oltre che nelle HOVR Infinite 3 e nelle HOVR Machina 2, puoi trovare questa tecnologia nelle velocissime Flow Velociti Wind e in tutti i modelli della serie HOVR (Sonic 4, Phantom 2, Velociti Trail e Velociti 3). Le riconosci perché nella scatola hanno l’icona MapMyRun che ne certifica la compatibilità.

“Ma non ho mica voglia di configurare app e sincronizzare tutto io!”. Sentiamo già che lo stai dicendo ma non hai da temere niente: per farlo ci vuole pochissimo tempo (davvero: pochi secondi). Al primo avvio della app MapMyRun ti verrà chiesto di associare le tue scarpe al tuo cellulare e la procedura è semplicissima. Basta avvicinarlo alla scarpa destra, coricarla su un lato e muoverla come indicato e taaac, la magia: ora il tuo cellulare “vede” le tue scarpe e ci parla.

Conoscersi meglio per stare meglio

La cosa sorprendente è che poi puoi dimenticarti quanto siano intelligenti e tecnologiche:  queste sono “normalissime” scarpe da running che “nascondono” un dispositivo di piccolissime dimensioni affondato nell’intersuola. Non pesano più di analoghe scarpe, né hanno sensori visibili che possano intralciare la tua serenità durante la corsa: la tecnologia c’è ma non si vede.

Non ci sono altre scarpe simili e la scelta di Under Armour è per molti versi meritoria: perché non usare le scarpe non solo per farti correre ma anzi, per farti correre meglio, fornendoti feedback continui? Del resto si tratta dello strumento principe per farti correre e soprattutto il più vicino a dove avviene l’azione: nel punto di contatto fra piede e terreno.

Perché concentrarsi su cadenza e lunghezza della falcata? Perché si tratta di due parametri che influiscono su molti altri: sulla velocità complessiva, sull’impostazione generale di corsa e sulla sua economia. Infine – particolare non secondario – rispettare una determinata cadenza e lunghezza di falcata ti permette di minimizzare gli infortuni perché correre in modo efficiente significa farlo nel modo capace di farti esprimere la massima velocità, con il minor dispendio di energie e con un’impostazione che limita o annulla gli infortuni.

Parliamoci

Com’è un allenamento con queste scarpe e con l’app MapMyRun? Hai due scelte: puoi usarla “in background” e a fine allenamento consultare l’analisi della tua corsa in forma di report oppure usare il live coaching che, attraverso la voce di Alice, ti informa dei parametri usuali (chilometri percorsi, velocità media ecc.) e, se ce n’è bisogno, quanto e come la tua cadenza e falcata stanno rispettando una forma ideale, parametrata ai risultati che vuoi ottenere e che hai dichiarato all’inizio, come la velocità media che vuoi esprimere o la distanza che vuoi coprire.

Alice è sempre puntuale, veloce e utile: oltre a fornirti i numeri ti dà ottimi consigli su come migliorare la tua corsa (“Fai passi più brevi e veloci”, “Spingi il terreno sotto i tuoi piedi”, “Allarga le spalle e fai ruotare di più le braccia”) e la frequenza con cui ti parla può comunque essere settata in app o la voce esclusa. Personalmente devo ammettere che mi ha fatto scoprire diverse sbavature, specie nella regolarità della mia cadenza. I suoi interventi correttivi sono stati più frequenti di quanto mi aspettassi fino a che ho trovato una soluzione: fare di tutto per compiacerla ed evitare che ogni 5 minuti mi facesse appunti. Ebbene sì: si può stabilire un rapporto umano anche con una voce sintetica e per molti allenamenti il mio scopo è stato quello di farla parlare il meno possibile. Una sfida divertente che ho vinto solo concentrandomi moltissimo e dedicandomi alla forma della corsa e alla compostezza del gesto: un gioco che, alla fine, si è rivelato molto utile.

 

Stefano LionettiMartino Pietropoli hanno testato le Under Armour HOVR Machina 2, Sandro Siviero ha usato le Under Armour HOVR Infinite 3. Successivamente hanno raccolto le loro impressioni e l’esperienza d’uso in un unico post.

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