Un pollo che corre verso il Giappone

Tempo di lettura: 3 minutiIl mio primo articolo su Runlovers parla proprio di pollo. Di un pollo speciale.

Fa un po’ ridere perché il pollo l’avrò mangiato due volte in vita mia ed ero anche incosciente; nel senso che non ricordo in effetti. Non che mamma me lo proponesse in stato di incoscienza. Una delle domande più intelligenti che io abbia fatto in vita mia è stata (avevo sei anni): “papà ma come cammina o corre un pollo se una coscia la mangio io?”. Papà si è sempre vantato tantissimo della mia sagacia. Aveva capito che sarei diventata vegetariana e anche una runner preoccupata delle corse umane e animali (vaneggio, dai. Vaneggio).

Ho sempre avuto un rapporto bizzarro con il pollo e non amo particolarmente cucinarlo ma quando entro nelle cucine di Runlovers cerco di fare qualche sforzo in più; leggi: Sandro e Martino mi licenziano se qualche volta non preparo pure la ciccia!  So che non tutti condividono le mie scelte alimentari e come ho spiegato fino alla nausea non giudico quelle diverse dalla mia. Io stessa in  casa ho un onnivoro, e nonostante la sua alimentazione sia prettamente veg perché ha fatto la scelta “matrimoniale” sbagliata, capita che cucini della carne o del pesce (cosa non si fa per amore!). Uno dei miei cavalli di battaglia -risate registrate- è sicuramente il pollo speziato con il latte di cocco. Prima di spiegartelo per bene vorrei segnalarti questo articolo scritto qualche anno fa dove trovi ricette con il pollo di tutti i tipi. Molto interessanti, versatili, facili e gustose. Senza dimenticare il pollo alla giapponese; un classico della cucina nipponica casalinga.

Ma come si fa questo pollo? Calcola che potresti fare il petto di pollo, troppo spesso deriso per la sua incredibile stopposità (se ci fosse ancora papà gli chiederei come fa un pollo a indossare le magliette senza petto) e renderlo morbido morbido. Non mi addentro nei particolari altrimenti mi sento male, svengo, e chi lo scrive l’articolo?

Allora.

Prendi il petto di pollo e lo tagli a pezzetti (oppure lo fai fare al tuo santo macellaio di fiducia come faccio io. Potresti pure usare cosce e sovraccosce disossate ma ci addentriamo dentro particolari scabrosi che eviterei, grazie). Poi lo lasci marinare con tante spezie e un po’ di olio per qualche ora. Tipo due, dai. Vanno bene. Se non hai tempo spezia e cuoci. Non è che tutti abbiamo due ore per fare marinare, lo capisco. Meno saporito ma va bene uguale.

Zenzero in polvere, curcuma, curry, paprika dolce o affumicata, pepe nero, peperoncino se ti piace e tutte le spezie che vuoi. Una volta lasciato marinare cuoci in padella aggiungendo il latte di cocco. Lo so che adesso stai fissando lo schermo e dicendo “la finisci costolattedicocco?!?!BASTA!”. Eh, la finirei pure. Guarda però che ti perdi davvero un ingrediente pazzesco! Il latte di cocco (non quello che bevi a colazione ma latte di cocco per cucinare. C’è una bella differenza) rende tutto molto cremoso e morbido. E ti assicuro che non sa propriamente di cocco. Ora, che io ti spieghi di cosa sappia un pollo con il latte di cocco fa ridere ma non è tecnicamente cocco come quello che mangi in spiaggia per capirci (ci stiamo capendo? Ho dei dubbi. Non mi spiego mai bene lo so).

Porti a cottura e servi. So che è difficile fidarsi di una che vaneggia come me, ma se lo farai sono certa che tornerai da me. Succede sempre :-P

Incredibile ma vero.

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