Come ti strapazzo il tofu e il mito della colazione a letto

Ti ho parlato già del recupero migliore e di quanto sia importante il mito -e il rito- della colazione a letto o comunque della colazione, intesa, lenta e sognante. Sicuramente il periodo natalizio ci viene incontro per testare quella che sembra essere una chimera o protagonista indiscussa dei film (di fantascienza); perché i tempi sono più lenti, si sta più in casa e sì, si ha più possibilità di potersi prendere cura di se stessi, coccolandosi. Lo meriti in principal modo tu. Preparatela e non aspettare che qualcuno lo faccia. È un esercizio fondamentale. L’aspettativa spesso ci delude. L’iniziativa, mai. Soprattutto se è un’iniziativa volta a prendersi cura di se stessi. Coccolati, fermati, riposati. È nella lentezza e nelle cose belle, il recupero. Non nelle corse sfrenate per smaltire il panettone: frase e pensiero che dovrebbero essere aboliti e pure puniti/perseguiti per legge. Non c’è nulla da smaltire. C’è tutto da accumulare: in gioia, cura e felicità.

Natale, troppo spesso banalizzato da chi ha perso il fanciullino che è in sé, è un momento di fine e inizio. Un ballo lento dell’infinito che ti consente di poter riflettere su quello che davvero conta.

Non ti parlerò di uova strapazzate, alla coque o in camicia; anche perché ti ho scritto un articolo diverso tempo fa con tutte le cotture esatte per realizzare delle ottime uova perfette per la colazione. Non ti parlerò neanche di pancake, waffle e di tutte le colazioni possibili e immaginabili dolci e salate; perché nell’archivio di runlovers c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ti parlerò ti tofu strapazzato. Potrai pure storcere il naso e ridacchiare convulsamente credendo sia un piatto vergognoso: ma faresti bene prima a provarlo e poi giudicarlo. Perché sono sicura che ne resterai così colpito/a che rivaluterai in generale il tofu, ma soprattutto quanto sia importante trasformarsi con poco per essere la migliore versione di se stessi.

Il tofu strapazzato ne è un fulgido esempio (anche i ceci si possono “strapazzare” così e suono buonissimi!)

Come si fa il tofu strapazzato?

In pratica con le maglie della forchetta devi sbriciolare il tofu. Non solo cambia consistenza ma anche sapore (provare per credere!). Una volta ottenuto questo tofuovo strapazzato devi speziarlo per bene con curcuma, curry, paprica o comunque con tutte le spezie che preferisci. Se lo lasci addirittura una notte intera con le spezie diventa saporitissimo ma va bene pure fatto sul momento (con la curcuma e lo zenzero è una bontà!). Una volta che questo tofu sbriciolato è diventato a tutti gli effetti giallo grazie alla presenza della curcuma, che è comunque presente anche nel curry qualora non la dovessi adoperare appositamente, il gioco è fatto: via in padella. Sembrerà uovo, te lo assicuro (ed è buonissimo pure nell’avocado toast); ovviamente intendo come aspetto. Perché un uovo sa di uovo. Un tofu sa di tofu (ma non strettamente in senso lato in questo caso).

Come se fossero uova, cuoci. Se metterci l’olio o meno questo lo decidi tu. Ho visto roba agghiacciante fatta con l’olio di cocco che ti fanno passare come “light”, immaginami mentre spacco il monitor, ok? Fallo allora con l’olio d’oliva per carità. Sul resto non mi esprimo. Aggiusti di sale e il gioco è fatto. Servilo semplicemente così, o con della verdura all’inglese o cn dei piselli.

Sono sicura che ne rimarrai estasiato/a.

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