Riposarsi in vacanza, guardando un po’ di TV

Qualche consiglio per vedere qualcosa di interessante in TV durante queste vacanze natalizie

Tempo di lettura: 3 minuti

Cosa c’è stasera in tv? Anzi: cosa c’è oggi? Magari proprio in questi giorni di vacanza riesci a dedicarti alla visione di serie arretrate o film imperdibili che però hai sempre perso. Se però ti manca qualche idea su cosa vedere, ecco un po’ di consigli. Si tratta di show, serie TV e film presentati per la loro durata, dal più breve al più lungo.
Partiamo!

30 minuti

Due estranei (Two Distant Strangers)

In poco più di mezzora (32 minuti per l’esattezza, che gli sono comunque bastati per vincere l’Oscar per il miglior Cortometraggio del 2021) Travon Free e Martin Desmond Roe raccontano la storia di un uomo che dopo una serata trascorsa con una ragazza appena conosciuta torna a casa dal proprio cane. La storia è davvero così semplice e dura davvero 32 minuti. Se ti raccontassi come sia possibile però dovrei svelarti un dettaglio che gli dà qualità e sostanza (anche se non è nuovo, ma è sempre bello).
Perché vederlo: perché è una storia che ti porta a riflettere su temi seri della vita, anche se non sono (almeno non apparentemente) quelli raccontati da questo corto.
Dove vederlo: Netflix

Un’ora

Ronny Chieng: Asian Comedian Destroys America!

Il bello di Netflix è che ha fatto conoscere moltissimi comici di grande talento, specie statunitensi ma non solo. Il malese Ronny Chieng non è sconosciuto per il pubblico americano: dal 2015 è infatti inviato del Daily Show di Trevor Noah. In questo show del 2019 riesce a dimostrare la qualità della scrittura delle sue battute, recitate con una faccia apparentemente inespressiva. La formula non è nuova ma lui è irresistibile nella critica alla società americana e alle sue esagerazioni con gli occhi di uno straniero in verità molto ben integrato e, neanche troppo velatamente, molto innamorato del suo paese d’adozione.
La battuta: “Amazon Prime è troppo poco. Ci vuole Amazon NOW. Anzi, meglio ancora: Amazon Before – Mandamelo prima ancora che io lo voglia”.
Perché vederlo: perché fa molto ridere e per la critica intelligente della società americana, che ha moltissimi tratti in comune con la nostra.
Dove vederlo: Netflix

Qualche ora

Don’t Look Up

La novità di questo Natale viene ancora una volta da Netflix ed è un film con un parterre di attori e attrici decisamente impressionante: Leonardo DiCaprio, Jennifer Lawrence, Ariana Grande, Cate Blanchett, Meryl Streep, Timothée Chalamet, Jonah Hill, per dirne solo alcuni ma sono davvero decine.
La storia: una cometa è in rotta di collisione con la Terra e gli astronomi DiCaprio e Lawrence cercano disperatamente di avvertire l’umanità che entro sei mesi la vita sul pianeta verrà spazzata via ma nessuno pare prestare loro attenzione.
Qualcuno (mi spiace non ricordare chi e chiedo venia per la perifrasi ma vado a memoria) l’ha definito molto efficacemente così: “Se al posto della cometa ci metti la pandemia è un film che parla di noi”.
Tra il dramma e la satira della società contemporanea (mi rendo conto al terzo consiglio di concentrarmi quasi solo su opere che criticano la nostra società, mmm), con momenti comici che non mettono in ombra le riflessioni epocali a cui alludono, Don’t Look Up è da vedere perché DiCaprio notoriamente non sbaglia quasi mai un film, perché la Lawrence è bravissima, perché la Streep è la Streep e perché i buoni film parlano sempre a qualcosa in noi. Anche se non vogliamo ascoltare.
La battuta: “Sa a quanti meeting ‘il mondo sta per finire’ ho dovuto assistere negli ultimi due anni? Siccità, fame nel mondo, il buco dell’ozono. Dio che noia”
Perché vederlo: per capire di cosa sta parlando chiunque sui social, per ridere riflettendo, per impensierirsi ridendo, per riflettere, impensierendosi e ridendo. Soprattutto per arrivare al finale: sorprendente. E non dico quale finale.
Dove vederlo: Netflix

Otto ore

The Silent Sea e Alice in Borderland

Due serie TV: una sud-coreana (è decisamente l’anno della Corea del Sud) e una giapponese, in un certo senso entrambe legate a Squid Game. La prima è “The Silent Sea”, dura otto puntate da circa un’ora e racconta la missione di una squadra di astronauti che devono recuperare dei campioni di una sostanza ignota su una stazione lunare abbandonata anni prima dopo un misterioso incidente. La qualità delle produzioni sudcoreane è decisamente alta e questa è pure doppiata in italiano, che non guasta. Il legame con Squid Game in questo caso è dovuto al fatto che molti attori appaiono anche nell’altra, fortunatissima serie TV.
Alice in Borderland” è invece una serie giapponese del 2020, anch’essa di otto puntate, che ha un meccanismo narrativo molto simile a Squid Game: un gruppo di persone deve superare delle prove mortali in una città giapponese in cui sembra non esistere più nessuno se non i concorrenti del gioco stesso. La sua data di uscita è precedente a Squid Game tanto che molti vi hanno visto un’ispirazione molto pronunciata, anche se in realtà entrambe raccontano un genere di storia non proprio originale e per entrambe si possono rintracciare ascendenze più o meno evidenti. Come sempre conta come la storia viene raccontata e non solo la storia in sé.
Perché vederle: per capire dove siamo, forse, diretti.
Dove vederle: Netflix

 

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