Perché diciamo le parolacce quando facciamo fatica?

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Forse te ne sarai reso conto anche tu ma moltissimi runner e sportivi, quando fanno molta fatica, imprecano. E, se anche non le dicono, le parolacce le pensano.

Innanzitutto dobbiamo iniziare con un piccolo elogio della parolaccia. Sì, perché pur essendo volgare e affatto elegante, fin dall’antichità il turpiloquio ha permesso agli esseri umani di scaricare la rabbia senza arrivare allo scontro fisico. Insomma, le parolacce ci hanno permesso di evitare le guerre. Sarebbe quasi da proporle per il Premio Nobel per la Pace, a ben pensarci.

In effetti, se ci rifletti, anche nella vita di tutti i giorni, quanti vaffa (sussurrati o pensati) ti risparmiano di scatenare le arrabbiature in scontri ben più violenti e fisici? E capita a tutti, tutti ci arrabbiamo, pure il Papa. ;)

La spiegazione scientifica

Come in tutte le cose, anche nell’uso particolare delle parolacce, c’è una spiegazione scientifica. Infatti, come forse avrai notato anche tu, quando imprechiamo produciamo adrenalina. E proprio questa adrenalina ci permette di sopportare meglio il dolore. Ma non solo.

Se siamo in condizioni particolari di temperatura, fatica, stanchezza, il turpiloquio ci dà una piccola spinta in più per riuscire a sopportare meglio il disagio.

E sai cosa significa? Che quando sbatti il mignolo del piede sullo spigolo del letto, imprecare aiuta perché rende il dolore più sopportabile. È una reazione istintiva e primordiale che viene controllata solo successivamente dal cervello e, proprio per questo, a volte riusciamo a trattenerci e altre, invece, no.

Come non bastasse, proprio grazie alla produzione di adrenalina, sembra che imprecando riusciamo a produrre il 5% in più della forza.

Poi la parolaccia puoi dirla, pensarla o soffocarla, in base alla situazione. Ma è normale, non preoccuparti se ogni tanto te ne scappa qualcuna, basta solo evitare i momenti più imbarazzanti.

È un elogio della parolaccia?

Un po’ sì, anche se l’uso delle imprecazioni non sempre è positivo. Può scatenare indignazionenel nostro interlocutore. Però, dall’altro lato, può pure aumentarne l’adrenalina, la comprensione che quello che diciamo va particolarmente sottolineato e – in alcune persone – può anche arrivare ad aumentare all’eccitazione sessuale.

Attenzione però, il turpiloquio può anche essere percepito come offensivo e oltraggioso e quindi, anziché evitare uno scontro, come dicevo prima, può generarlo. Un esempio su tutti: se un prof a scuola ci dava un brutto voto, dargli dell’imbecille non avrebbe di certo portato benefici al nostro rendimento.

Però le parolacce possono anche essere utili a sdrammatizzare e abbassare i toni della discussione. E non solo, alcune sono davvero divertenti.

Ho cercato un po’ in rete e si può trovare di tutto. Dall’insulto in bulgaro “Sei brutto come l’insalata”, non mi è chiaro per quale motivo l’insalata sia brutta, fino ad arrivare al cinese “Tua madre è una grande tartaruga”; forse perché quei rettili sono poligami.

Ma devo dire che mi ha molto divertito il sudafricano “Tietkop” ossia “Testa a capezzolo”, insulto che viene rivolto ai calvi, come me. ;)

 

 

Credits immagine principale: Vadymvdrobot on DepositPhotos.com

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