Nutrirsi non è mangiare

Spesso si confonde il mangiare con il nutrirsi ma quest'ultimo ha un significato più articolato: significa alimentarsi con consapevolezza e conoscenza

Tempo di lettura: 3 minutiHai mai fatto caso che uno degli argomenti preferiti dagli italiani quando mangiano è… il cibo? Mentre mangiamo infatti non è raro – anzi, è la regola – finiamo a parlare di cibo, diete e forma fisica. Non saprei dire se sia perché iniziamo a pentirci già mentre mangiamo delle nostre intemperanze alimentari o se sia un riflesso involontario, forse dovuto al contesto in cui ci si trova: si mangia, quindi si parla di mangiare.

Il punto è però un po’ diverso: mangiare è una cosa e nutrirsi è un’altra. Per semplificare all’inverosimile direi che nutrirsi richiede conoscenza e consapevolezza mentre mangiare richiede solo la voglia o la necessità di farlo. Mangiare significa soddisfare una necessità e un piacere, mentre nutrirsi ha una connotazione più profonda, anche se meno godereccia. Quando si parla di nutrizione infatti si entra inevitabilmente nel campo della scienza, in particolare per quanto riguarda il nostro corpo e il carburante che serve a farlo funzionare.

Non c’è assolutamente niente di male nel mangiare, anzi: spesso non si tratta solo di un’attività necessaria ma anche di un momento di convivialità durante il quale alla funzione base del nutrirsi si associano altri momenti determinanti per una vita sana, tipo il dialogo, il tempo trascorso con persone piacevoli e il benessere in generale.

Alimentarsi è una cosa diversa: forse un po’ meno poetica e piacevole ma molto importante, specie se si fa attività sportiva. L’alimentazione richiede conoscenza e consapevolezza.

Conoscenza

Semplificando moltissimo, quando mangi ti cibi di ciò che ti piace e ti dà godimento, quanto ti alimenti assumi ciò che ti serve per vivere e per fare attività sportiva. Non si tratta di un differenza di poco conto, specie considerando che molti iniziano a fare sport proprio per controllare o contrastare gli effetti di un rapporto con il cibo che è diventato un po’ anarchico. In altre parole: molti iniziano per perdere peso, ma questo già lo sai.

Non puoi però capire come è meglio nutrirti finché non capisci ciò di cui il tuo corpo ha bisogno per il suo mantenimento in funzione (il cosiddetto metabolismo basale) e poi tutto ciò che ti serve per vivere e per fare attività sportiva. Immagina che la giornata sia un viaggio che devi compiere in auto: non ti ci avventureresti mai con un serbatoio in cui non sai quanto carburante c’è.

Per continuare con la metafora dell’auto: ogni motore ha bisogno di un carburante specifico. Non puoi far andare a gasolio un’auto con motore a benzina e viceversa, né tantomeno alimentare a benzina un’auto elettrica.

Tutto ciò porta al punto finale.

C’è cibo e cibo

Consapevolezza

Torniamo spesso su questo punto ma è importantissimo: non si può intraprendere niente (nella vita e nello sport) senza avere la consapevolezza di ciò che stiamo facendo. La consapevolezza è composta dalla conoscenza e dalla volontà: nel caso specifico, conosci ciò di cui hai bisogno e sai attenerti a un piano preciso, con forza di volontà.

Per riuscirci devi capire le differenze fra i tipi di nutrienti, a cosa servono i carboidrati, le proteine, i grassi e i sali minerali e poi devi sapere come dosarli e usarli a seconda dell’utilizzo. Per molti aspetti, la vita sportiva mette ancora più in evidenza la necessità di nutrirsi: quando si capisce come il corpo brucia ciò di cui lo nutriamo, come usa i carboidrati, i grassi e le proteine è inevitabile fare il passo successivo e fornirgli in maniera razionale i nutrienti più appropriati.

Faccio un esempio, non trascurando che *ogni nutriente* è fondamentale: se hai bisogno di fornire una prestazione esplosiva (come i 100m o il sollevamento pesi) non puoi solo alimentarti di grassi ma prediligerai i carboidrati e le proteine. Se invece devi affrontare una gara di endurance non puoi trascurare l’apporto di grassi, che ti forniranno energia nel lungo periodo.

Il cambio di prospettiva è semplice ma radicale: mangiare (cosa che hai sempre fatto prima di fare sport in maniera più o meno seria) significa soddisfare un’esigenza e un piacere; nutrirsi nell’ottica sportiva significa fornire al tuo corpo il migliore carburante per permettergli di esprimersi al massimo. È una differenza sostanziale che distingue però l’approccio automatico e di puro piacere verso il cibo e quello ragionato, ponderato e consapevole.

Come sempre, conoscenza e consapevolezza fanno la differenza.

 

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