Meraki 4 di 361°, una scarpa per tutte le stagioni

Le Meraki 4 di 361° non sono un semplice aggiornamento del modello precedente, sono una vera e propria evoluzione

PAGELLA

COMFORT
8.5
ESTETICA
8
STABILITÀ
8.5
INTERSUOLA
8.5
TOMAIA
8
PESO PERCEPITO
8.5
RAPPORTO QUALITÀ/PREZZO
9
Tempo di lettura: 3 minuti

 

È sempre difficile mettersi a correre con una scarpa che sappiamo essere l’evoluzione di un modello già esistente, perché inevitabilmente si finisce con il partire prevenuti e cercare le similitudini e le differenze con la versione che abbiamo già avuto modo di conoscere in precedenza, ma per la Meraki 4 di 361° non si corre questo rischio, nemmeno se ci si basa solo sull’osservazione superficiale della scarpa e su una lettura veloce delle caratteristiche tecniche.

ESTETICA

La versione 4 della Meraki, infatti, è diversa anche esteticamente dal modello precedente, con la tomaia in tessuto a rete continua semplice e monocolore, arricchita dai dettagli colorati del MORPHIT sull’allacciatura, che permettono di mantenere in posizione il piede e non subiscono deformazioni nel tempo. Come altri modelli della casa sino-olandese, anche nella Meraki 4 la linguetta ha un’imbottitura morbida che permette di allacciare la scarpa senza che si sentano sul collo del piede. La parte superiore però è quella che ha subìto meno modifiche, perché se si va a vedere l’intersuola salta subito all’occhio la nuova linea continua e non più ondulata che unisce le due componenti principali e soprattutto, sul fondo della scarpa, l’importante solco mediano che va dal mesopiede fino al tallone, di fatto dividendo in due parti l’intersuola e il battistrada.

L’intersuola è formata da due parti: la ormai collaudata Qu!kFoam, una mescola proprietaria di 361° che assicura supporto e stabilità alla scarpa ma non influisce troppo sul peso complessivo e la LTEVA, anche questa sviluppata da 361°, che è la parte che va a contatto con il piede. Le due componenti sono assemblate in modo da garantire uniformità alla scarpa, che risulta ben bilanciata e il peso percepito sul piede risulta decisamente inferiore rispetto ai 299 grammi dichiarati dal produttore. Il battistrada ha un disegno a spina di pesce per le scanalature dell’avampiede, mentre sul posteriore c’è il già citato solco caratteristico che divide in due parti l’intersuola, mettendo in evidenza la placca di carbonio Qu!kSpine utilizzata per dare stabilità e un maggiore ritorno di energia durante la corsa.

LA PROVA

Le Meraki 4 sono scarpe da corsa su strada, possibilmente lunga. Si possono usare anche su sentieri in sterrato ben battuti, ma la loro reale vocazione è l’asfalto, su cui il battistrada fa presa in maniera salda e senza sbavature sia in condizioni di asciutto che sul bagnato. Sono scarpe neutre, con una propensione alla corsa di avampiede molto marcata, aiutata dalla larghezza della pianta, maggiore rispetto alla versione precedente e che lascia spazio per muoversi lateralmente alle dita. Il sistema centrale Qu!kSpine aggiunge rigidità e consente di avere un buon ritorno di energia in caso si facciano degli scatti o degli allunghi, fornendo anche un feedback su quanto si possa osare, limitando la torsione del piede e mantenendolo in posizione.

Quando la stanchezza fa prestare meno attenzione allo stile di corsa e si atterra con la parte posteriore del piede, il grande solco inferiore consente di distribuire il peso scaricato sul tallone in modo uniforme sui lati, tanto che la sensazione che si ha è quella di correre su un substrato morbido ma che fornisce comunque supporto adeguato. Sono scarpe che promettono comfort e che mantengono la promessa: puoi correrci piano, forte o con le variazioni, loro faranno sempre ciò per cui sono state ideate.

IN BREVE

La Meraki 4 è una scarpa neutra che si adatta bene all’uso sulle lunghe distanze a passo medio o sostenuto, per runner che corrono già con il mesopiede o che vorrebbero migliorare la propria tecnica di corsa. Le tante piccole migliorie rispetto alla versione precedente la rendono, in effetti, una scarpa completamente diversa, utilizzabile per le corse di tutti i giorni, per i lunghi domenicali e – perché no – anche per gare su lunga distanza in cui non si cerca esclusivamente la velocità ma anche il comfort completo per il piede.

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