Le bici per viaggiare “fuori dal coro”

Quattro brand - quattro diverse filosofie di biciclette - per pedalare e andare ovunque in modo unico

Tempo di lettura: 4 minuti

Ci sono due tipi di ciclisti: quelli che pensano di comprare una bici nuova anche se la bici nuova l’hanno appena comprata e quelli che dicono di non farlo, ma mentono.

Perché, ammettiamolo, le biciclette sono oggetti del desiderio a qualunque età. Da bambini, da adolescenti, da adulti, se passiamo vicino a un negozio di biciclette, ci fermiamo a guardarne la vetrina. E se dobbiamo sorpassare un ciclista per strada, lo facciamo molto lentamente e da lontano per rispetto e, soprattutto, per guardare ogni dettaglio della sua bici. In effetti, le bici sono anche degli straordinari oggetti di design ma non è quello di cui voglio parlare ora.

La bicicletta è nata per permettere all’uomo di spostarsi più agevolmente ed economicamente. Questo è il suo scopo principale, tutto il resto è venuto (subito) dopo.

Mezzo di locomozione che non ha bisogno di spese particolari, ecologico, che ti dà la quantità di velocità giusta per divertirti ma anche per goderti il panorama, la bicicletta è sempre stata usata per viaggiare. I miei nonni sono andati in viaggio di nozze usando la bicicletta, per dire.

Biciclette per viaggiare, appunto

Non so se sia giusto parlare di “moda” quando ci si riferisce al bikepacking: è una disciplina che esiste da sempre e mi piace pensare che la sua recente esplosione sia legata al fatto che vogliamo ritrovare il piacere del viaggio, alla giusta velocità, nel modo più naturale possibile. Ma non voglio parlare solo di grandi viaggi.

L’esplosione delle gravel è legata anche al fatto che sono biciclette che possiamo usare anche per andarci in ufficio; quello che, in inglese, viene chiamato commuting. Oppure per muoverci in città. O per qualunque altro spostamento.

Sono bici più robuste, con pneumatici più larghi e stabili, con una geometria più comoda e la cosa che mi piace di più è che – grazie anche all’utilizzo di materiali tradizionali come alluminio o acciaio – stanno nascendo moltissimi nuovi brand. E hanno valori nuovi: esplorazione, cameratismo, avventura, stile, divertimento.
Non la “solita” velocità.

Questo ci permette di pedalare fuori dal coro, con dei mezzi pressoché unici, nati da persone che hanno i nostri stessi valori, che pensano al ciclismo non solo come la massima velocità per partire dal punto A arrivare al punto B.

Proprio perché anche io sono uno di quei ciclisti che, nonostante già ce l’abbia, pensa sempre a comprare una bici nuova, voglio condividere con te un po’ di queste bellezze sconosciute. Che, in realtà, così sconosciute non sono.

RODEO

Parto da Rodeo Adventure Labs perché, in questo momento, è il mio brand preferito. Nato da un gruppo di amici in un bar di Denver, Rodeo incarna il concetto di bici che preferisco: puoi andare forte, se ne hai voglia; puoi esplorare, se ne hai voglia; puoi viaggiare, se ne hai voglia; puoi andare su strada oppure off-road, se ne hai voglia. Insomma, per fartela semplice, è la bicicletta che nasce per accompagnarti in tutto quello che hai voglia di fare, nel momento in cui vuoi farlo.
Per realizzare tutto questo serve conoscenza, competenza e tecnologia e qui ce ne sono moltissime.

Puoi scegliere tra la Flaanimal in titanio, oppure in acciaio e carbonio, oppure andare sulla TrailDonkey full carbon. Avrai comunque a tua disposizione un mezzo che ti permettere di fare qualunque cosa, su qualunque percorso.

LOCOMOTIVE

Locomotive realizza bici in acciaio dedicate soprattutto ai viaggi, anche i più lunghi. È la bici che usa Dino Lanzaretti per le sue avventure e probabilmente l’hai vista in tv perché era il mezzo utilizzato da Jovanotti nel suo viaggio-documentario Non voglio cambiare pianeta.

È una bicicletta molto specifica ma puoi trovare dei modelli – come la Blue Train – da configurare sia per il gravel che per i viaggi. Una cosa è certa: nasce per accompagnarti fedelmente ovunque.

OPEN

Probabilmente Open Cycle è il brand un po’ meno “fuori dal coro” tra quelli che ti consiglio oggi. Infatti Gerard Vroomen, uno dei due fondatori, ha una storia di successo nella cycling industry. Co-fondatore di Cervélo, poi fautore del rilancio di 3T (che non è in questo elenco perché ormai è “nel giro dei grandi”) e ora pure con Open. Insomma, tutto quello che questo neo cinquantenne tocca diventa oro su due ruote. Anche se, in verità, è tutto carbonio.

UP. e WI.DE. sono i due modelli che preferisco: bici gravel che vanno benissimo sulla strada ma non hanno nessuna paura di affrontare anche i sentieri più difficili. E sì, esteticamente sono molto belle.

LEGOR

Dulcis in fundo, dicevano i latini. Legor Cicli è un’officina, un atelier, una realtà artigiana in cui le bici vengono costruite su misura in acciaio Columbus.
Nata dalla volontà di Mattia Paganotti – un ragazzo bresciano, ora trasferitosi a Barcellona – per far sì che tutta la conoscenza dei vecchi artigiani telaisti non andasse sprecata.

Con queste biciclette sai di avere un prodotto unico, fatto su misura per te come in una sartoria.

La passione e la competenza artigiana non ha confronto, nemmeno nelle bici.

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