La visita medico sportiva per la corsa

Tempo di lettura: 4 minutiSi dice che per correre sia sufficiente avere un paio di scarpe da corsa, un abbigliamento adeguato e un po’ di voglia, e che si possa iniziare. È vero, ma solo in parte. Un’attività sportiva, qualsiasi sia la sua intensità e frequenza, richiede al corpo uno sforzo non indifferente e, anzi, se praticata in maniera saltuare è sicuramente più stressante rispetto a quanto non succeda in un soggetto allenato.

Partendo da questo presupposto, tra le prime cose da fare per poterci godere al cento per cento la nostra corsetta, c’è lei: la visita medico sportiva.

Si legge molto spesso, anche nel RunLovers Club su Facebook (dai, lo so che sei iscritto anche tu!) che in fondo non sia così importante, se non si devono fare gare e si corra solo per il piacere di farlo. Io non sono d’accordo con queste affermazioni, perché se è vero che la visita medico sportiva, quando fatta bene (e per come è pensata in Italia, uno dei pochi Paesi in cui è obbligatoria per gareggiare, è fatta bene) non preclude comunque da malesseri imprevisti e non diagnosticabili, è anche vero che ci dà un quadro della nostra salute generale accurato e che nella prova di sforzo può far emergere problematiche che alla lunga potrebbero compromettere il piacere dell’attività o peggio.

IN COSA CONSISTE?

La visita medico sportiva in Italia è normata in maniera specifica (1) e sono presenti linee guida del Ministero della Salute che portano ad un livello minimo di controlli uguali per tutti gli sport (o categorie di sport), ma a seconda del centro in cui si svolge, oltre alle prove di base, possono essere richiesti o proposti alcuni esami e prove ausiliarie. Per quel che riguarda la corsa, o sarebbe meglio parlare di “Attività agonistica dell’Atletica”, rientra in quella che viene chiamata Tabella B, per la quale ci sono una serie di esami clinici e di prove fisiche, da ripetere ogni anno (per alcuni sport la validità del certificato medico è di due anni, come il golf ad esempio):

  • Visita medica di base, che includa anche un esame della capacità visiva e uditiva
  • Esame completo delle urine, che includa un esame del sedimento
  • Elettrocardiogramma a riposo, da effettuarsi in sede
  • Elettrocardiogramma sotto sforzo, da effettuarsi in sede tramite l’utilizzo di un cicloergometro
  • Spirografia, solitamente effettuata prima della prova di sforzo

A queste prove obbligatorie per legge, in alcuni centri medico sportivi vengono svolte delle ulteriori prove fisiche, come per esempio la corsa sul posto o lo step su uno sgabello. Inoltre, per quel che riguarda gli esami clinici, è possibile che vengano richieste anche delle determinazioni dei parametri ematici (in particolare emoglobina e ferro), che possono essere effettuate presso il centro stesso o un centro convenzionato oppure se ne possono fornire di recenti nel caso si siano fatti esami da poco. Per questo punto, ho personalmente sempre fornito gli esami avuti tramite la donazione del sangue, che faccio ogni tre mesi circa (un ulteriore punto in più a suo favore).

HO CONTRATTO LA COVID-19, QUANDO POTRÒ GAREGGIARE?

L’emergenza sanitaria che stiamo attraversando ha messo in evidenza una nuova problematica, quella cioè degli atleti che hanno avuto la Covid-19 e che vorrebbero tornare a fare attività fisica e gareggiare. La normativa italiana è stata pertanto integrata (2) e sono stati evidenziati tre gruppi di atleti:

A.1 Atleti che hanno presentato “Infezione asintomatica o presintomatica” o “Malattia lieve” e che comunque non siano ricorsi a ricovero ospedaliero e/o terapie antibiotiche, cortisoniche o epariniche a causa di infezione da Sars-COV-2; 

A.2 Atleti che hanno presentato “Malattia moderata” o che comunque siano ricorsi a ricovero ospedaliero e/o terapie antibiotiche, cortisoniche o epariniche a causa di infezione da Sars-COV-2;

A.3 Atleti che hanno presentato “Malattia severa” o “Malattia critica”.

In questi casi, a partire dal minore grado di gravità dell’infezione al maggiore, sono previste integrazioni alla normale visita, che vanno dall’introduzione della valutazione della saturazione dell’ossigeno a riposo e sotto sforzo per gli A.1, e che possono arrivare ad una valutazione completa della funzionalità degli alveoli polmonari nel caso degli atleti A.3. In ogni caso, la prima visita medica per la ripresa delle attività agonistiche non puà essere effettuata se non siano trascorsi almeno trenta giorni dalla negativizzazione al Sars-Cov-2.

Se le prove verranno considerate tutte in maniera conforme, l’atleta che aveva già in precedenza un certificato per l’attività agonistica riceverà una Attestazione di “Ritorno all’attività”, mentre chi per la prima volta fa richiesta riceverà il classico certificato valido per un anno.

SÌ MA… QUANTO MI COSTA?

Questa è una domanda alla quale non si può rispondere in maniera univoca. Mentre infatti tutte le procedure e le prove sono normate dalla legge, il costo del certificato è molto variabile e dipende da zona a zona, cambiando a seconda della Regione e anche all’interno della stessa Regione possono esserci grandi differenze di prezzo. Inoltre, molte società sportive sono convenzionate con alcuni centri medici, per cui i loro iscritti hanno diritto a degli sconti. In linea generale, stando a un sondaggio popolare fatto sul RunLovers Club qualche tempo fa, i prezzi oscillano dai 50 ai 100 euro circa. Non pochissimo, certo, ma se ci pensi, si sta parlando della tua salute, quindi forse non sono mica nemmeno così tanti. Una t-shirt tecnica in meno nell’armadio e un controllino di sicurezza in più, un buon compromesso per goderci al cento per cento ogni passo.

1) Decreto ministeriale 18 febbraio 1982 - Norme per la tutela sanitaria dell'attività sportiva agonistica

2) DGPRE-MDS-P- 0001269-13/01/2021 - Idoneità all’attività sportiva agonistica in atleti non professionisti Covid-19 positivi guariti e in atleti con sintomi suggestivi per Covid-19 in assenza di diagnosi da SARS-CoV-2
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Pietro Paschino
Pietro corre, sempre. Anche due volte al giorno. Si narra che, a causa di tutte le scarpe che ha consumato, i negozi specializzati gli stendano un tappeto rosso per favorire il suo ingresso tra squilli di trombe e urla di tripudio. Pietro è una persona meravigliosamente incoerente: prende la corsa con serietà ma ci scherza su; ama la Sardegna e gli manca la Norvegia. Pietro racconta in modo stupendo la corsa vissuta da uno che la pratica con amore viscerale, e questa è la cosa più importante.

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