La Corsa su pista, secondo Garmin

Il test in pista di Pietro (e con Coach Jeff)

Tempo di lettura: 4 minuti

Una delle immagini più iconiche delle Olimpiadi recenti, per quel che mi riguarda ovviamente, è quella di Stefano Baldini che taglia il traguardo allo stadio Panathinaiko di Atene alle Olimpiadi greche del 2004, andando a vincere la gara Regina nell’ultimo giorno della manifestazione e diventando Dio di Maratona. Mi ha sempre fatto emozionare, anche quando ancora non praticavo la corsa su lunga distanza, forse perché unisce le due idee che si hanno comunemente della corsa: uno sport che si pratica all’aperto, correndo su strada (o su sterrato o per boschi) oppure correndo in pista. Per un runner che corre lunghe e lunghissime distanze, solitamente, la pista è un luogo in cui si passa poco – spesso pochissimo – tempo. È una cosa fisiologica, visto che, a volte, è un po’ noioso pensare di correre per venticinque, trenta o quaranta giri di pista per fare il proprio allenamento, ma è sicuramente anche una cosa necessaria, soprattutto se si vuole migliorare in velocità e resistenza e lo si vuole fare con metodo. La lunghezza fissa del percorso, la regolarità del manto in tartan e il fatto che sia completamente pianeggiante rendono la pista di atletica un vero e proprio paradiso per fare le ripetute, per correre il miglio perfetto o per cercare di determinare il proprio passo di soglia.

Nelle scorse settimane, quindi, ho cercato di ritagliare un paio di occasioni per poter fare questi allenamenti, in modo da avere informazioni da aggiungere a quelle già in possesso del mio Forerunner 745 e da dare in pasto all’algoritmo di Garmin Coach Jeff per il programma di allenamento che sto seguendo per la Mezza Maratona. C’è un “ma” grosso come una casa, quando si tratta di fare gli allenamenti su pista e salvarli sul proprio orologio GPS: la traccia è sempre un po’ meno precisa dello sperato e di conseguenza le distanze sono sballate, per cui per salvare correttamente i tempi si deve prestare più attenzione del solito e premere manualmente il tasto LAP ogni volta che passiamo sulla linea di demarcazione del giro.

Ecco, questo succedeva fino a ieri, perché Garmin ha introdotto nei propri orologi la funzionalità Track Run, ovvero Corsa su pista, che sopperisce in maniera egregia a questo fastidioso problema. Per testare questa nuova funzione e per cercare di capire quale sia il mio stato di forma con una prova sul passo di soglia ho sfruttato la pista della mia cittadina, riaperta dopo tanti mesi di attesa.

Ho mantenuto le impostazioni di base dell’orologio, che inserisce in automatico la corsa in prima corsia e la distanza di un miglio come LAP (ovvero 1.609 metri, quattro giri di pista con partenza dallo start dei cento metri). È possibile selezionare fino a 9 corsie, e per ogni giro fatto il dispositivo calcolerà in automatico, sfruttando sia il sistema satellitare che i vari sensori di posizione dell’orologio la distanza esatta percorsa, con una precisione al metro. Correndo in prima corsia, ad esempio, avremo 400 metri esatti, in seconda 407.10 e in ottava ben 453.50 (è ovviamente il motivo per cui nelle gare dei 200 metri gli atleti partono su posizioni sfasate dalle curve). Con il normale rilevamento satellitare queste imperfezioni vengono esaltate, non consentendo di avere un dato corretto. La funzione Corsa su pista sopperisce a questo problema, e per le prove che ho potuto fare, in diversi test del miglio la rilevazione è stata davvero millimetrica. È possibile accorgersi di quanto questo sia vero guardando la mappa dell’attività e mettendola a confronto con quella ottenuta dalla prova fatta su pista ma utilizzando l’orologio con la rilevazione “normale” per il test del passo di soglia.

I due test a confronto: a sinistra la funzione “Corsa su pista”, a destra la rilevazione “normale”.

Come è evidente, la prima mappa è perfetta, con i quattro giri di pista esattamente sovrapposti, mentre sono presenti alcune imprecisioni nella rilevazione in modalità normale, con una differenza tra la distanza misurata e quella reale di una cinquantina di metri, accettabilissimi se si pensa alla rilevazione su strada (in cui, ricordiamo, un errore dell’1-2% è tollerabile), ma sicuramente non auspicabili su pista.

SÌ, MA CHE NOIA CORRERE IN PISTA, NO?

Se la modalità Corsa su pista consentisse soltanto la rilevazione corretta del percorso ti direi anche io una cosa del genere, ma no, in Garmin sanno bene che correre in tondo senza fare qualcosa di particolare per venti o trenta giri potrebbe essere noioso, e fortunatamente hanno pensato anche a questo. Nella funzione Corsa su pista è infatti integrata la possibilità di selezionare un allenamento specifico o di farne uno personalizzato ideato sul momento. Ci sono, preimpostate, diverse tipologie di allenamenti su pista – dalle classiche ripetute da 400 metri con 1’30” di recupero al miglio lanciato –, ma è anche possibile selezionare un allenamento creato sul proprio profilo Garmin, oppure sceglierne uno dal calendario degli allenamenti o tra quelli previsti in un piano Garmin Coach.

Il mio prossimo allenamento, ad esempio, sarà un test per il calcolo del passo di soglia con la modalità Corsa su pista attiva, perché quei 50 metri registrati male proprio non mi vanno giù.

La modalità Corsa su pista, inizialmente prevista solo per il 745 – che sto usando in questo periodo – è stata già inclusa in molti altri modelli ed è destinata ad arrivare su altri ancora con i prossimi aggiornamenti, per cui, stay tuned e fammi sapere nei commenti se la utilizzi e come ti sei trovato!

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2 COMMENTS

    • Per ora no Donato, è stata rilasciata con l’ultimo aggiornamento su 245 ed è stata migliorata sugli altri modelli in cui era già presente!

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