Killian Jornet: un alieno sulla terra

Non basta una puntata intera per parlare di una figura di sportivo così straordinaria: dai record infranti alle gare vinte, la sua vita, fino a oggi.

Tempo di lettura: 2 minutiAscolta “S02E19: Killian Jornet: un alieno sulla terra” su Spreaker.

Si può raccontare una storia al contrario? Si può raccontare una storia piena di successi e primati come quella di Kilian Jornet partendo da un fallimento? Certo, e lo facciamo in questa puntata di Fuorisoglia che è interamente centrata sulla figura di questo straordinario sportivo. Ma lo facciamo, appunto, partendo dalla sua ultima impresa sportiva: il fallimento del tentativo di battere il record del mondo sulle 24 ore lo scorso 28 novembre 2020.

Di lui abbiamo parlato tante volte e una volta l’abbiamo pure intervistato: Kilian è senza dubbio uno dei più straordinari atleti del mondo, pur in un settore relativamente circoscritto come gli sport di montagna. Eppure la sua figura pubblica ha superato le barriere della settorialità degli sport che pratica: lo sci-alpinismo, l’ultratrail e la scalata non sono discipline popolari come il calcio e sono soprattutto più solitarie e individuali. La sua personalità schiva e discreta poi non lo aiuta di certo ad apparire come un personaggio che ama stare sotto i riflettori ma proprio questo paradossalmente lo rende ancora più interessante. I risultati straordinari di quest’uomo non lasciano indifferenti e per parlarne abbiamo preso spunto da due bellissimi documentari distribuiti da Prime Video: Path to Everest e Inside Kilian Jornet.

Kilian Jornet sul tetto del mondo in 26 ore

Il primo narra i suoi tentativi di ascensione senza ossigeno e in autonomia alla cima più alta della terra nel 2017, mentre il secondo ha il pregio di raccontare un suo lato meno conosciuto. Quello che forse ama di meno ma a cui la sua figura pubblica lo obbliga: Inside Kilian Jornet infatti è un documentario che lo segue in un tour promozionale in giro per il mondo e lo mostra nei momenti in cui è più in difficoltà, che non sono su una parete verticale in mezzo a una tempesta di neve ma in mezzo alla gente, a firmare autografi e magliette. Ma intendiamoci: da atleta disciplinato e preciso lui lo fa senza mai lamentarsi, salvo poi ammettere che la montagna è la sua dimensione e che la città lui non la capisce.

Perché Kilian non è forse una creatura di questo pianeta, ma di certo lo è della montagna: l’unico luogo a cui davvero appartiene e a cui torna.

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(Cover photo by Christopher Rusev on Unsplash)

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Martino Pietropoli
Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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