Il glossario dell’Ultrarunning – A

Francesco "Paco" Gentilucci ci spiega il vocabolario dell'ultrarunning

Tempo di lettura: 3 minutiL’ultrarunning è una comunità formata da persone… strani individui che comunicano con un dizionario tutto loro. Ti può capitare di sentir parlare due corridori e non capire bene cosa si stiano dicendo, e noi siamo qui per aiutarti!
Per curiosità, cultura personale e per puro divertimento ho raccolto lo slang e le parole più rilevanti che ti aiuteranno a comprendere questo magico mondo in tutte le sue sfaccettature.

A come
ALL IN

Modo di dire coniato dalla scena varesotta, conosciuti anche come “tigri dell’ultrarunning italiano” che prevede la totale messa sul campo delle proprie risorse fisiche e mentali in allenamento, ma in particolare in situazioni di gara. Di chiara derivazione pokerista, questo termine prevede rischi molto elevati nella messa in gioco; l’ALL IN non dipende dalla posizione in classifica o dalla performance dell’atleta, quanto più dallo stato mentale del partecipante.
Possono essere ALL IN sia atleti élite che gli ultimi del gruppo che provano a sfuggire ai cancelli orari durante una gara.
In particolare questo termine viene utilizzato quando un atleta si trova in una fase cruciale della gara.

“Parti fuori giri, a metà vai a tutta e sul finale aumenta”. Detta così sembra una cosa scellerata, ma, al di là dello slogan, in realtà è piuttosto ponderata e tarata su quella che è la distanza da affrontare e la preparazione. Non vuol dire “o la va o la spacca”, perché metto sempre molta razionalità e rispetto nell’affrontare una gara. Semplicemente cerco di provare ad andare oltre quello che sento sia il mio massimo di giornata, tengo in considerazione il rischio di poter saltare e lo accarezzo, ma non ne faccio un problema. È uno stile che mi ha dato delle belle soddisfazioni, anzi direi proprio emozioni uniche come la prima volta che ho corso più di 50 km.
Manuel Crapelli

 

Esempi:
1) “Manuel, qual è la strategia di gara?”
“ALL IN”.

Stefano Rinaldi ALL IN durante CCC 2019
Stefano Rinaldi ALL IN durante CCC 2019

AVVOLTOIO


Dicesi AVVOLTOIO l’atleta che corre tranquillo del suo passo e raccoglie i morti (atleti ormai esausti dopo molti chilometri) che si suicidano partendo troppo forte per strada.
Un AVVOLTOIO è un atleta che parte nelle retrovie e corre la gara in rimonta, senza andare a fare un effettivo sorpasso sugli avversari, ma aspettando che questi alzino bandiera bianca in modo più o meno consapevole, lasciandosi superare.
La definizione perfetta di condotta di gara da AVVOLTOIO è stata data da Marco Olmo, leggenda vivente dell’ultratrail che nel 2007, andando a vincere la gara in rimonta, contro atleti più giovani, postulò:

“L’atteggiamento giusto nell’ultratrail è quello della iena, o dell’AVVOLTOIO. Aggirarsi pazientemente, fino al momento giusto. E quando arriva il momento, attaccare senza rimpianti. Lo scopo di una gara è vincere. Mai scordarlo.“

Marco Olmo
Marco Olmo

ATTITUDINE

Termine che ha due valenze, una in senso ampio ed una in senso stretto sulla persona.
A livello generale si parla di ATTITUDINE dell’ultrarunning per includere la storia, la cultura, i modi di fare e le usanze di questo sport.
A livello personale, per indicare una persona che rappresenta bene questo mondo.

Esempi:
1) “È una gara con l’ATTITUDINE”
riferito a piccole gare che non sono magari molto popolari ma in cui si respira l’atmosfera della scena ultrarunning dei pionieri.
2) “come va Filippo?”
“Potrebbe migliorare come atleta, ma ha l’ATTITUDINE”

 

(Credits immagine principale: sportpoint on DepositPhotos.com)

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